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Un mare di Oasi per te

Si avvicina l'appuntamento annuale con la "Festa delle Oasi" WWF, prevista per domenica 20 maggio e dedicata quest'anno alla tutela del mare e delle coste! Gli sforzi della scorsa edizione hanno permesso di salvare due boschi, oggi aree protette del WWF, allo stesso modo nel 2012 l'obiettivo è rivolto a tre specifiche aree marine che hanno bisogno di protezione per preservare il proprio delicato ecosistema. Tre preziosi tratti di costa in Sardegna, Veneto e Puglia, minacciati dal degrado, dal bracconaggio e da un uso sconsiderato del territorio e del mare.

 

Domenica 20 maggio tutte le oltre 100 Oasi WWF d'Italia sono aperte gratuitamente al pubblico con iniziative speciali per tutte le età, insieme a 10 Riserve del Corpo Forestale dello Stato. Il programma regione per regione lo trovate sul sito wwf.it. Sempre fino al 20 maggio potete partecipare a questa mobilitazione per la natura anche inviando un sms di 2 euro al numero 45503 da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce, Tiscali e Noverca, o chiamando lo stesso numero da rete fissa Teletu; donando 2 o 5 euro con chiamate da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Tiscali. Sarà inoltre possibile donare su tutti gli sportelli automatici (ATM) UniCredit dal 14 maggio al 27 maggio o presso le filiali UniCredit dal 14 maggio al 26 maggio.

 

Nelle prossime tre settimane, il WWF racconterà lo stato dei nostri litorali attraverso approfondimenti, inchieste e iniziative speciali, e inviterà gli italiani a dare il proprio aiuto per realizzare il triplice obiettivo della Campagna 2012: dare vita alla nuova Oasi WWF Scivu ad Arbus, in Sardegna, un vero paradiso di dune alte sabbiose e fitta macchia mediterranea, detta 'parlante' perché battuta dal vento di maestrale, dove si incontra il cervo sardo, ma anche minacce come il taglio dei ginepri secolari o il passaggio di fuoristrada. Bonificare la bellissima spiaggia che costeggia la Riserva naturale e Oasi WWF Le Cesine, nel Salento, in Puglia, dove i rifiuti portati dal mare e mai rimossi hanno creato strati di plastica con gravi danni alla vegetazione e agli animali. Riforestare e riqualificare le zone umide dell'Oasi WWF Golena di Panarella, in Veneto, un paradiso di biodiversità alle porte del Delta del Po, che d'inverno ospita fino a 130-140.000 uccelli e che per questo è meta ambita dai bracconieri. Tre aree che sono il simbolo delle tre tipologie di coste più importanti e allo stesso tempo più fragili: le dune, le zone umide e le foci dei fiumi, fondamentali sia per il loro valore di biodiversità e bellezza, sia per la nostra sicurezza perché rappresentano veri e propri cuscinetti, determinanti nel caso dell'innalzamento del mare conseguente ai cambiamenti climatici.

 

Scaricate e leggete "Coste: Il profilo fragile dell'Italia", il dossier diffuso dal WWF che fotografa una situazione a dir poco urgente: un profilo fragile lungo quasi 8.000 chilometri di litorali, 'sommersi' da un'ondata di pressioni e minacce – erosione costiera, degrado, cementificazione selvaggia, inquinamento da terra e dal mare – che nell'ultimo secolo ha già travolto e fatto sparire per sempre l'80% delle dune, eroso il 42% dei litorali sabbiosi e compromesso più del 50% delle nostre coste, interessate e spesso deturpate da agglomerati urbani, strade, porti, industrie e stabilimenti balneari, che accolgono 638 comuni costieri e quasi 18 milioni di persone (30 milioni considerando la fascia dell'immediato entroterra, ovvero più della metà degli italiani), con una densità quasi doppia rispetto alla media nazionale (380 abitanti per kmq contro 200), tanto che oggi meno del 30% dei nostri litorali è rimasto allo stato naturale.

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