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Tassa di stazionamento: aggiornamenti

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Patrizio e Sandro commentano la tassa di stazionamento

Manovra: nuova tassa di stazionamento

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A cura della redazione di "Nuovo Abitare"

Tassa di stazionamento: aggiornamenti

Velistipercaso, facciamo un po' di rassegna stampa per vedere quali sviluppi sta avendo la vicenda della nuova tassa di stazionamento.

 

La settimana scorsa -per la precisione il 12 gennaio- si è svolta in Piazza dell'Unità d'Italia a Trieste una manifestazione di protesta organizzata da Assomarinas (l'associazione italiana porti turistici), a cui hanno partecipato più di 300 rappresentanti di marine e porti turistici italiani. L'introduzione della tassa sulle barche oltre i 10 metri in vigore dal prossimo maggio rischia di causare la perdita di almeno 30mila scafi, di cui 20mila di proprietari italiani e 10mila stranieri, per un valore di circa un miliardo di euro e serie complicazioni anche a tutti i progetti di edificazione portuale, ovviamente ora in stand by. La scelta di Trieste come piazza della protesta è simbolica, perché vicina alle coste concorrenti slovene e croate che "erediteranno" il traffico in fuga dalla nostra costa adriatica.

Antonio Risolo sul Giornale.it fa i conti: il proprietario di uno yacht di 30 metri, italiano o straniero che sia, paga già dai 15 ai 20mila euro l’anno di ormeggio, che vanno a sommarsi alla tassa di stazionamento di circa 27mila euro. Se consideriamo le tariffe più «economiche» dei nostri concorrenti, ecco che il diportista ci guadagna pure. Esiste un solo motivo perché lasci la barca in un porto italiano? No, siamo fuori dal mercato.

 

Tra le reazioni al provvedimento ha fatto notizia quella dell'ex governatore del Friuli, l'imprenditore Riccardo Illy, che dopo aver escluso un esodo verso la Croazia ha messo in vendita il suo 13 metri: «Avere una barca è un impegno continuo, anche se dà grandi gioie - ha dichiarato Illy al quotidiano Il Piccolo di Trieste - se poi si viene anche criminalizzati mi viene da pensare: se non vogliono che la tenga, la vendo. E allora la vendo».

La Nuova Venezia ha intervistato a Chioggia Marino Masiero, imprenditore del settore nautico e presidente dell'associazione Slow Lagoon, che dichiara: «In un solo giorno ho ricevuto quattro raccomandate di disdetta per posti barca tra i 13 e i 18 metri, pari a 20.000 euro di fatturato, quasi un posto di lavoro andato. A Orsera, nell'Istria meridionale sempre in un solo giorno sono arrivate 700 telefonate dall'Italia per chiedere un posto barca. La darsena di Portorose non ha più posti liberi. Strutture che normalmente d'inverno sono semivuote».

 

Interessante la reazione "forte" del porto Marina dei Cesari di Fano, seguito poi a ruota dal Marina di Loano, che si sono offerti di accollarsi il costo della tassa di stazionamento, attraverso offerte particolarmente vantaggiose e sconti modulati alla grandezza della barca che ne neutralizzino l'impatto. Il Marina dei Cesari ha dichiarato che nei prossimi due anni coprirà la totalità del costo della tassa per le barche a vela e il 50% per le barche a motore che sottoscrivono un contratto di ormeggio nel proprio marina. Spera così di contenere il disincentivo dei diportisti, rischiando però di innescare una spirale al ribasso dei prezzi...

 

L'ultimo aggiornamento risale a martedì 17, quando una rappresentanza dell'UCINA (associazione degli industriali della nautica), tra cui il presidente Anton Francesco Albertoni, ha incontrato il Ministro Passera e il presidente della commissione per i lavori pubblici con delega ai trasporti, il Senatore Grillo. La delegazione ha fatto presenti gli effetti negativi della tassa e le grosse perdite stimate per il settore della nautica da diporto: un paradosso che farebbe perdere in Pil più di quanto non si guadagni effettivamente, con ripercussioni su tutta la filiera... I rappresentanti del Governo si sono detti disponibili a valutare proposte di modifica, purché non si intacchino i saldi finali calcolati in circa 200milioni di euro di entrata nelle casse dello Stato. L'UCINA, quindi, presenterà nei prossimi giorni un documento con le proprie proposte di modifica.

 

Arrivederci alla prossima puntata...

Commenti

Siamo governati da teste di cazzo e spesso disonesti. Questo governo tecnico forse un pò meglio ma sempre teste di cazzo rimangono

inserito da Marco il 21/01/2012 alle 08:55

Teste di cazzo è possibile ; hai mai visto un prof che un pò non lo sia ?
Noto,più che altro il fatto che non capiscano,
ma lo fanno con una competenza ed una autorevolezza che lascia senza parole

inserito da Marco P. il 21/01/2012 alle 09:50

Le barche a noleggio regolarmente inscritte devono pagare la tassa, e le barche da lavoro sono esenti?
Mi sembra un paradosso,chi esercita il noleggio non è un lavoro,con dipendenti a seguito.
Viva l'italia

inserito da giandomenico il 21/01/2012 alle 10:05

La nostra Scuola Nautica probabilmente dovrà tenere la propria unità destinata all'altura a Corfù dove la tassa di stazionamento italiana coprirà le spese di ormeggio in Grecia. Nel nostro piccolo un altro karakiri del Governo che non incasserà nulla ma in compenso fa perdere ad innumerevoli ditte italiane tasse di ormeggio e spese di consumo, dal carburante al cappuccino alla manutenzione.... Che bell'affare fanno i tecnici banchieri con la nostra delega!

inserito da pietro il 21/01/2012 alle 17:31

vedrete che la cambieranno in tassa di proprietà, cosi a priscindere di dove si trova la barca ci sfileranno i denari, tutti contenti........... meno che il solito ortolano naturalmente.

inserito da fabio il 21/01/2012 alle 23:09

il problema vero che questi tecnici non sanno nulla (forse sono tecnici audio, o video, o boh.......non so). Il mio lavoro è con i cavalli, il mio hobby è andare in barca.........da 40 anni. Fate voi...........

inserito da Alessandro il 22/01/2012 alle 21:16

Il problema grave non è solo il costo maggiore per poter mantenere un'imbarcazione, ma sopratutto il messaggio che si trasmette a tutti e cioè che chi ha una barca è ricco e/o evasore, pertanto nel futuro la vedo dura a incentivare il settore come promesso da anni. Io personalmente sono solamente uno sfigato che ha questa passione di andare a vela e che per più di venti anni lotta per continuare ad andare per mare, nonostante i costi alti dei posti barca, i vari problemi dovuti a verifiche del RINA, le dotazioni che cambiano, le verifche continue di Polizia, Carabinieri, GdF Capitaneria. Meglio cambiare, sono stanco.

inserito da Renato il 23/01/2012 alle 12:24

"I rappresentanti del Governo si sono detti disponibili a valutare proposte di modifica, purché non si intacchino i saldi finali calcolati in circa 200milioni di euro di entrata nelle casse dello Stato. L'UCINA, quindi, presenterà nei prossimi giorni un documento con le proprie proposte di modifica." In questa citazione è riassunto il dramma dell'italia, avete capito o no che se non cambiate alla svelta, con questa tassa avrete meno incassi di prima? meno male che vi siete laureati tutti alla Bocconi ( spero ) diciamo con i soldi vostri, anche se sotto sotto a scavare bene, magari la bocconi prende un bel pò di soldi. Chissa....

P.S Cari Nuovi e Vecchi Governanti ( la tassa l'ha intordotta tremonti con la legge 111 del 15 luglio 2011 ) incasserete solo i soldi delle barche fino a 14 metri e forse qualcuna da 14 a 17 e ci farete perdere milioni e milioni di introiti e centinaia di posti di lavoro.

P.S. 2 Ma che le scrivo a fare ste cose?

inserito da Daniele il 27/01/2012 alle 14:02

Dopo 25 anni di navigazione nelle aque grigie del Inghilterra ho deciso l'anno scorso di portare mia barca a vela (11.5m) nel Mediterraneo. Dopo una bellissima avventura assaggiando i mari ed i porti della Spagna, le Baleari e la Corsica siamo arrivati in Italia - ah bella Italia! Qui stiamo di solito in rada all' ancora perche i porti sono costosissimi. Communque la vita qui sicuramente è bella e se dobbiamo tutti aiutare un po l'Italia a tirarsi fuori.. va bene.
MA!! Quello che veramente irrita è di vedere nei porti Italiani, dove si sa che lo stato deve economizzare, la lunga fila di vedette slanciate ed assetate di Carabinieri, Polizia, Finanza, Guardia Costiera etc etc. Questo sembra a noi inglesi uno spreco enorme di capitale, di mano d'opera e di spese su carburante. C'è proprio bisogno di avere questa gamma di ufficiali facendo più o meno la stessa cosa?

inserito da George il 02/02/2012 alle 18:50

E' impressionante capire leggendo questo articolo di quanto si possa essere, perchè ricchi, egoisti e taccagni.
Chi scrive e che prende 1700 euro x mese e le barche di 12, 15 metri le legge soltanto sulle riviste specializzate. Ed è l'unica differenza con gli altri, gli armatori di quelle vere, perchè la passione è la stessa.
Dicevo che a me hanno allungato in una sola riunione la mia pensione di ben 5 anni se mi son fatto bene i conti.
Per 10 anni, nel mio settore (la scuola) non rinnoveranno più il mio contratto.
Perderò dai 20.000 ai 30.000 euro l'anno a regime.
E questi ricchi che fanno ?
Spostano la loro barca.
La vendono piuttosto di pagare quelll in più richiesto per cercare di venire fuori da questa crisi. Non inventata da me per altro. E neanche provocata da me.
E' assurdo, sconcertante vedere quanto egoismo ci possa essere, purtroppo, sempre nelle stesse persone.
Adesso fucilatemi pure.

inserito da alberto il 27/02/2013 alle 19:02

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inserito da Michaelwar il 07/02/2018 alle 15:35

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inserito da Michaelheano il 07/02/2018 alle 15:37

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