Il sito navigabile dei Velisti per Caso!
twitter facebook friendfeed flickr youtube scrivi a

velisti tv

> newsletter

> cerca

> credits

iscriviti alla
newsletter


cerca nel sito

Il grande giorno!

11 January 2007 ore 18:00

E' arrivato il grande giorno, almeno per noi che crediamo nell'astrofisica! Oggi si sale a oltre 5000 metri di quota per visitare il sito di ALMA e il telescopio prototipo APEX in cima all'altipianol del Chajnantor. E' d'obbligo un passaggio alla base operativa a 2900, dove il medico controlla per tutti pressione e livello di ossigeno nel sangue, ci mette in guardia contro il mal d'altitudine, ci fa firmare una lunghissima dichiarazione di respponsabilità e ci consegna bombolette di ossigeno e cibo come fossero l'ultima benedizione. La strada per salire a Chajnantor si snoda nel bel mezzo di incredibili Cactus ultra centenari sulllo sfondo dei vulcani Licancabur e Lascar in primo piano e qualche altra cima della cordillera con le cime innevate. Semplicemente mozzafiato. Jeorg ci spiega che hanno dovuto deviarla per evitare di sradicare i Cactus atacamegni, specie protetta e decisamente spettacolare che cresce solo qui tra i 3200 e i 3800 di quota. Facciamo una sosta a metà strada per visitare un sito storico e archeologico, costituito da un corral (ossia un recinto per bestiame) e alcune cappanne fatte di fango lavico, pietre e fibra di cactus dove fino a 50 anni fa vivevano ancora pastori atacamegni. Mario mi spiega che le condizioni di vita erano durissime, questa gente si procurava l'acqua piovana che si accumulava in fondo alla "quebrada", una specie di canyon a valle, e cacciava volpi e topi per procurarsi le proteine. Poi mi mostra il funzionamento di una trappola per volpi tutta in pietra, risalente ad oltre 100 anni fa.

Riprendiamo la strada in salita a bordo delle nostre jeep, che ci portano in poco tempo al sito più alto, 5300 metri, da dove possiamo ammirare l'altipiano del Chajnantor che si estende maestoso e brullo proprio sotto di noi. Fortunatamente nessuno di noi ha problemi di altitudine. Entro il 2010 questo sito sarà cosparso dalle 64 antenne di ALMA (europee, americane e giapponesi) , ognuna con un disco di 12 metri di diametro e il peso di 120 tonnellate, e 197 piattaforme in cemento, per sistemare le antenne in una disposizione compatta tutta attorno al centro del cosiddetto Array, con una circonferenza di 5 km, o ampia, fino a 14 km. La disposizione compatta consentirà agli astronomi di osservare una fetta di cielo alla massima risoluzione, circa 20 micron, o di allargare il campo visivo proprio come lo zoom di una macchina fotografica.

Ma a differenza di una macchina fotografica o di un telescopio ottico, fatto di specchi, ALMA sarà un radiotelescopio. Invece di captare luce emessa dai corpi celesti, ALMA, grazie alle sue 64 antenne, capterà le onde radio che molti oggetti nel cielo, invisibili o poco visibili con mezzi ottici, emettono.

E qui bisogna fare una parentesi per ricordare che gli oggetti nel cielo notturno emettono diversi tipi di "luce", oltre a quella visibile ad occhio nudo, che ci arriva sotto forma di raggi x, gamma, infrarossi e anche onde radio. La maggior parte dell'energia dell'universo è fatta proprio delle onde radio che ALLMA sarà in rado di captare, quelle millimetriche e sub millimetriche. In questa zona dello spettro elettromagnetico, di cui il visibiler come lo intendiamo noi occupa solo una piccola fetta, si formano metà delle stelle dell'universo, all'interno di una polvere intergalattica che le rende invisibilin all'ottica. Qui succedono fenomeni interessantissimi per l'astronomia, come la nascita di nuove stelle e galassie, subito dopo l'inizio dell'Universo, il Big Bang. ALMA sarà in grado di raccontarci il 90% della storia del nostro universo chge ancora non conosciamo. Non solo, nel submillimetrico si formano anche molecole organiche come carbonio e zuccheri, che rappresentano l'origine della vita nello spazio, lontano dalla terra. Checché ne dica Mario, questo strumento piacerebbe moltissimo anche a Darwin.

Ma perché costruire un'opera tanto complessa proprio qui, a 5000 m di quota, nel bel mezzo del deserto più secco del mondo, con tutti i problemi legati all'altitudine e non solo? Il sito del Chajnantor è stato scelto perché presenta caratteristiche ideali per un radio telescopio di questo tipo: l'assenza quasi totale di umidità innanzitutto, la nemica principale delle emissioni nel millimetrico e submillimetrico, che dall'umidità vengono assorbite e quindi rese invisibili. e poi l'isolamento del deserto più alto del mondo garantisce la totale assenza di disturb radio dovuti alle comunicazioni umane.

Riprendiamo le Jeep e "scendiamo" al sito di APEX, a 5100. Il suo disco di un bianco accecante sotto il sole di mezzogiorno ci offre un preludio di quelllo che sarà ALMA. Non una, ma 64 di antenne molto simili a questa, i cui segnali saranno combinati per interferometria, una tecnologia che rende il telescopio "grande" come la distanza tra un'antenna e l'altra.

APEX non è operativo in questo momento, gli astronomi appprofittano di questo "inverno boliviano", un peggioramento delel condizioni meteo dell'altipiano che interviene solo in quota tra dicembre e marzo, in piena estate cilena, per sostituire moduli di elettronica sullo strumento.

Ma potremo vederlo in attività e persino in movimento (gli astronomi lo puntano in varie direzioni del cielo a seconda del loro programma scientifico) grazie alla webcam raggiungibile attraverso il sito webcam www.alma.cl

Dopo il pranzo a sacco a quota 5000 prendiamo la via del ritorno lungo una strada che dal Chajnantor porta in Argentina, attraverso campi popolati da lama e vigogne, insensibili al nostro passaggio, e dominati dall'ombra dei giganteschi vulcani andini.

Per concludere degnamente questa giornata astrofisica, andiamo ad ammirare la "Puesta del Sol", ossia il tramonto seduti su una immensa duna nella Vale della Luna. Spettacolare.

 

Paola Catapano & Mike Struik

Inserisci commento

Inserisci il codice

riportato qui a fianco

Questo website utilizza i cookie per migliorare la vostra esperienza d'uso. Proseguendo la navigazione date implicitamente il consenso all'uso dei cookie. close [ informazioni ]