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Oltre il Tropico del Cancro

3 April 2006 ore 18:00

Posizione 25°36'N e 017°22' W, 150 miglia dalla Costa Occidentale del Sahara Occidentale. Vento da Nord Ovest 20 nodi, mare poco mosso in aumento, onda lunga da Ovest in aumento. Velocità 9 nodi con Randa e Genoa terzarolato. Rotta 225°. Distanza all'arrivo a Mindelo (Cabo Verde) : 670 miglia. Arrivo previsto: le 14.00 del 6 aprile.

 

Finalmente il vento é tornato: giusto, franco, regolare, amichevole. Dopo alcuni tentativi di sfruttare con Gennaker e Code Zero le brezze inferiori a 10 nodi che venivano un po' da tutte le parti, oggi - verso le 10 del mattino - é entrato un bel NW deciso. In poco meno di un'ora é salito a 20 nodi e ora ci spinge a oltre 9 nodi di velocità dritto verso Mindelo su Sao Vicente, la seconta isola più nord occidentale dell'arcipelago di Capo Verde, nostra destinazione. La temperatura esterna é più che piacevole e chi non é di turno riposa o chiacchiera in coperta in bermuda o costume. Il sole é puro, durante il giorno e Romolo si é già preso una bella scottata. Ma lui era certo di no! "Non picchia mica tanto!" diceva...

Di notte fa meno freddo. Anzi, fa solo fresco, ma l'umidità é enorme, e dalle vele gronda una quantità di acqua che ogni tanto ci viene sbattuta in testa come se piovesse. La cerata é ancora necessaria. Al mattino ci accoglie una bruma fitta che si dissipa con il salire del sole tropicale. Stanotte passeremo il Tropico del Cancro e saremo ufficialmente nella fascia degli alisei di Nord Est. Avevo pensato di festeggiare con dello champagne, che a bordo non manca, ma... aspetterò il mattino per comunicare ufficialmente la notizia.

Ieri ho scritto a Fra Silvino e ai volontari che ci attendono che saremmo stati in ritardo di 24 ore. Ma la velocità attuale mi fa sperare di potere invece rispettare l'appuntamento con loro. Ci attende una festa, delle gite attraverso le isole dell'arcipelago e poi, a Fogo, un'escursione al vulcano di oltre 2000 metri, con pernottamento in quota in un rifugio gestito da amici francesi. E' proprio a Fogo dove potremo visitare anche la prima delle opere di solidarietà che la cooperazione italiana dell'AMSES gestisce e mantiene.

Luca si sta divertendo al timone, cercando di superare i 10 nodi orzando leggermente quando la raffica glielo consente (cioé spostando la prua un po' più verso il vento quando il vento aumenta un poco di velocità). Certo Adriatica non ha le reazioni nervose dei 40 piedi su cui naviga lui, per questo sta cercando di abituarsi ad anticipare i movimenti del timone, operazione necessaria con 50 tonnellate di acciaio sotto i piuedi. I francesi dicono che bisogna "barrer avec le trippes!" cioé timonare con la pancia, con lo stomaco, ossia sentire dentro di se la barca e diventare un tutt'uno. Comunque se la cava bene.

Roberto e Silvia hanno preparato una pasta con la bottarga (da buoni sardi non potevano non averne un po' nella sacca) che ha riscontrato la piena approvazione dell'equipaggio del tutto eterogeneo nella provenienza, ma molto omogeneo sulle scelte culinarie. I nostri menù sono realizzati con le forniture di prodotti della COOP e di AltroConsumo, due sponsor tecnici, che non hanno lesinato in quanto a varietà.

Poco fa un grido in coperta: barchetta alla deriva! Siamo saltati tutti in piedi e qui, a oltre 350 chilometri dalla costa del marocco e della Mauritania una lancia di legno, di non più di 7 metri, carica di pescatori sdrucidi e magri, navigava lenta verso nord, carica di reti a prua. Un incontro così la dice lunga sulla difficoltà di queste genti a trovare mezzi di sussistenza. Se una tempesta dovesse scatenarsi, anche a 15 nodi di velocità, avrebbero bisogno di almeno 24 ore per raggiungere terra. E chissà se ce la farebbero. Non so quanti ne spariscano in mare ogni anno. Parecchi credo. Perché sono costretti a spingersi sempre più al largo per trovare quei tonni che noi rastrelliamo in quantità enormi con pescherecci da 70 metri che trasformano già tutto in prodotto da vendere ancor prima di avere toccato il porto. Una bella fortuna essere nati in Italia, no!

Vi saluto con questa riflessione, che é di tutto l'equipaggio.

 

A domani

Filippo e i suoi.

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