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Le isole pontine

di Carlotta Cicotti.

 

Eccoci già più a Nord, nel golfo di Gaeta, a visitare l'Arcipelago Ponziano. Questo è formato da cinque isole, Ponza, Palmarola, Zannone, Ventotene e Santo Stefano, allineate a circa 30 km dalla costa del Golfo di Gaeta; solo Ponza e Ventotene sono abitate. Sono tutte di origine vulcanica, tranne Zannone, inclusa dal 1979 nel Parco Nazionale del Circeo, che ha una base di rocce sedimentarie.

 

Ponza

PONZA ha la forma di una mezzaluna frastagliata, intensamente coltivata, dà un buon vino locale. Qui Augusto vi costruì la propria villa, ci mandarono in esilio i fratelli pazzi di Caligola e la madre di Nerone, Agrippina.

Il territorio è prevalentemente montuoso, sovrastata al centro dai monti Core, Tre Venti e Pagliaro, e il monte Guardia. Le sue spiagge sono per lo più rocciose, composte da caolino e tufi, dimostrando la proprio origine vulcanica. L’isola è costituita da grotte sottomarine e archi rocciosi a pochi metri di profondità e da scogliere le quali riescono ogni anno a richiamare migliaia di appassionati subacquei… non per niente si dice sia la località che offre le immersioni più belle dell'intero arcipelago.

 

Santo Stefano

SANTO STEFANO è una piccola isola del Mar Tirreno dalla forma circolare con meno di 500 metri di diametro, ed un'estensione di circa 27 ettari.

L’unica costruzione presente è un carcere, fatto costruire nel periodo borbonico da Ferdinando IV, fatto a ferro di cavallo, con 99 celle distribuite a raggiera su tre piani. Fu utilizzato sino al 1965; attualmente l'isola è disabitata ed è di proprietà privata.

 

Ventotene

In epoca romana era chiamata Pandataria, si guadagnò questo nome nel medioevo a causa dei forti venti che spazzano quest’isola brulla.

Tufi gialli, trachiti e basalti testimoniano la sua origine vulcanica, è ricoperta di acacie, agavi, fichi d'India e mirto. Sopra il suggestivo promontorio di Punta Eolo, ci sono i resti di quella che è nota come Villa Giulia, residenza fatta costruire dall’imperatore Augusto per ospitare la figlia, che qui trascorse un lungo periodo di esilio... non fu certo l’unica illustre esiliata: la “Lex Julia de adulteriis”, fu una legge promulgata nel 18 a.C., per permettere agli imperatori romani di disfarsi di mogli e madri ingombranti...

Vi soggiornò Agrippina Maggiore, per sospetta infedeltà al marito Germanico, Ottavia, moglie di Nerone e Flavia Domitilla, sospettata non di adulterio ma di simpatizzare con il cristianesimo... sia chiaro, non parliamo di buie prigioni... la sola Giulia aveva a disposizione piscine, servitù e addirittura un teatro personale...

Alla scarsità di acqua i nostri prodigiosi antenati risposero con ingegnose opere idrauliche: enormi cisterne, acquedotti e tunnel scavati nelle rocce vulcaniche resero possibile la vita agli abitanti delle grandi ville.

Subito oltre il porto nuovo, ecco invece che appare, l’antico Porto Romano, totalmente ricavato dal tufo, pensate che anche le bitte, per l’attracco delle barche, sono state ricavate dalla roccia.

Cala Nave, a Est dell’isola, è considerato da molti il posto più bello dell’isola. Al centro del suo bacino

troneggiano lo Scoglitiello e la Nave di fuori, alla sua sinistra troviamo un alto faraglione, la Nave di dentro. Da qui, attraversando una piccola piana di tufo, si raggiungono una serie di vasche scavate nella roccia: sono ciò che resta di un’antica peschiera romana, studiato nei minimi dettagli, per assicurare ai pesci un continuo ricambio di acqua, con tanto di nicchie per favorire la deposizione delle uova.

Si calcola che furono circa 60.000 i metri cubi di tufo asportati dai romani per costruire il bacino del porto e le vasche...

Concludiamo questa piccola, ma densa isola, con un’immersione al largo di Punte Eolo, a 40 metri di profondità, qui giacciono i resti di una triste storia... era il mattino del 24 luglio 1943... il traghetto passeggeri Santa Lucia stava per approdare a Ventotene, proveniva da Ponza, diretto a Gaeta. Trasportava più di cento persone. La stessa mattina, da Ischia partì una telefonata anonima per informare il comando alleato che, alle dieci, Benito Mussolini sarebbe transitato da Ventotene. Informazione falsa, ma fatale per il Santa Lucia. Quattro aerosiluranti inglesi puntarono immediatamente verso il traghetto e aprirono il fuoco; mitragliarono il ponte di comando, ma fu un siluro a squarciare la murata di sinistra. Le caldaia scoppiò e volò a grande distanza dal traghetto. Il Santa Lucia si spezzò in due tronconi si inabissò velocemente.

Ogni anno il comitato “Parenti dei dispersi del Traghetto Santa Lucia” organizza una cerimonia di commemorazione sul luogo della tragedia, il relitto è visitabile con i diving center locali, da subacquei esperti; sessant'anni trascorsi sul fondo hanno dato una nuova vita a queste tristi lamiere, ricoprendole di vita e ammantandole di colori, mentre banchi di pesci volteggiano indisturbati tutt’intorno, inconsci di queste piccole-grandi tragedie umane.

 

GAVI è la più piccola isola dell’Arcipelago, uno scoglio roccioso lungo appena 700 metri su cui vivono indisturbati conigli, scorpioni e lucertole.

 

PALMAROLA è invece la più occidentale di tutte. Dalle coste estremamente frastagliate è disabitata da tempo. Folco Quilici la definì “un miracolo”, in virtù del silenzio, dei colori delle rocce, della trasparenza delle sue acque...

 

Zannone

E per finire, rotta verso nord, siamo a ZANNONE, anch’essa disabitata, vero paradiso naturale.

Qui rimane solo una piccola colonia di mufloni, importati nel dopoguerra dalla Sardegna, a far compagnia ai resti del trecentesco Convento di Santo Spirito dei monaci benedettini.

Parte del Parco Nazionale del Circeo dal 1979, Zannone è un punto di riferimento fondamentale per migliaia di uccelli migratori che nei periodi di passo vi sostano per riposarsi.

Tra le oltre 200 specie osservate, ricordiamo il falco di palude, il falco pellegrino e certe rarità, come il falco della regina, il falco sacro, la cicogna bianca e la rondine rossiccia.

A differenza delle altre isole dell’Arcipelago Pontino, frastagliate e brulle, Zannone ha una struttura regolare, compatta e ricchissima di vegetazione ed è l’unica ad aver conservato intatta la propria copertura vegetale; nel versante settentrionale dell'isola si trovano infatti molti alberi di leccio, anche di grandi dimensioni, che, insieme ad altre specie, creano un folto e verdissimo bosco, dalla bellezza selvaggia e incontaminata.

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Pontine
Patrizio e Anapì a Ponza

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