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Com'è messo l'Ozono?

18 May 2008 ore 15:00

Il programma di Paul Crutzen per il 16 maggio era fittissimo, ma il tempo di incontrare gli studenti e visitare Adriatica non è mancato!

Crutzen ci ha dato una buona notizia: "Per quanto riguarda il buco dell’ozono abbiamo già fatto ciò che dovevamo, eliminando l’utilizzo dei CFC (clorofluorocarburi, responsabili dell’assottigliamento dello strato di ozono, sono stati banditi nella maggior parte degli stati, nda); lo strato di ozono ora si sta ricostituendo, ma dobbiamo avere pazienza: ci vorranno ancora circa 50 anni prima che il danno sia riparato".

Senza dimenticare che la velocità del processo dipende anche dalle condizioni dell’atmosfera.

Come mai è tanto importante correre ai ripari? L’ozono è una delle componenti dell’atmosfera più efficaci per filtrare i raggi UV. E’ una forma di aggregazione un po’ speciale degli atomi di ossigeno. In genere viaggiano in coppia: allora diciamo che formano una molecola biatomica. Un po’ come se gli atomi si prendessero per mano per passeggiare nell’atmosfera. Ma le radiazioni solari turbano la pace di alcune molecole; ci sono atomi che si separano e restano da soli, mentre altri si uniscono a coppie che non si sono separate. Si formano molecole triatomiche, molecole di ozono! Non abbiamo chiesto un’opinione agli atomi, ma dal nostro punto di vista questo “triangolo” è importantissimo, dato che ci protegge dai raggi UV ancor prima delle creme solari.

Risolto - o quasi - il problema dell’ozono, rimane quello dei gas serra, in particolare l’anidride carbonica. Forse non sapete che questi gas sono naturalmente presenti dell’atmosfera. E’ grazie a loro che il clima terrestre è vivibile, altrimenti la temperatura del nostro pianeta sarebbe sempre sotto zero. La Terra assorbe il calore del Sole e lo rilascia, come un piatto caldo di pasta che si raffredda: se vogliamo mantenerlo caldo dobbiamo metterci un coperchio. Il “coperchio” del nostro pianeta sono i gas serra, che trattengono il calore rilasciato dal terreno.

Il guaio è che se aumenta la loro quantità trattengono troppo calore: la maggior parte degli scienziati è d’accordo sul loro contributo all’aumento della temperatura del pianeta. Esiste una soluzione anche per questo? "No - dice Crutzen - ciò che si può fare ora per evitare le emissioni nocive è risparmiare energia, produrla in modo migliore e sviluppare ricerche nel campo delle energie rinnovabili, soprattutto quella solare. E’ necessario puntare anche sul nucleare pulito".

Ma il Nobel per la chimica non è pessimista e ha piena fiducia nelle nuove generazioni: "Bisogna soprattutto educare i giovani alla scienza: sono loro i ricercatori del futuro ed è uno di loro che, un giorno, potrebbe avere l’idea geniale che risolverà i problemi che ci assillano oggi"

.

Noi di Adriatica siamo sicuri che gli studenti siano degni della sua fiducia. I ragazzi incontrati a Brindisi erano tanto entusiasti da farci temere, al momento di salpare, di trovarli appesi alla barca insieme ai parabordi!

Le loro parole lo confermano. Gianluca, che vuole fare il fisico delle particelle, a proposito della giornata non ha fatto che ripetere "E’ uno spettacolo!". Anche Chiara ed Elisa sono sicure che all’università sceglieranno una facoltà scientifica: "Dobbiamo solo scegliere il campo che più ci interessa, le strade sono tantissime!".

Adriatica fa viaggiare la scienza fra i giovani e tutti quelli che si fermano incuriositi davanti al suo scafo rosso. Per il terzo anno gira i porti d’Italia, traducendo in realtà le speranze del Nobel: non solo porta la fisica fra gli studenti, ma con le sue vele porta gli studenti nella fisica.

Durante le uscite in barca i ragazzi possono sentire la forza di Eolo e scoprire la differenza fra vento reale e vento apparente o farsi schizzare dalle onde e riflettere sulla resistenza idrodinamica.

E quando tutto questo accade filando veloci nel vento e nel sole, si mettono in moto le pale eoliche e l’impianto fotovoltaico, così le batterie accumulano energia pulita per la strumentazione di bordo.

Forse Paul Crutzen può essere orgoglioso di noi, che ne dite?

 

Ilaria Selvaggio

Inviata di Velistipercaso.it su Adriatica

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