Il sito navigabile dei Velisti per Caso!
twitter facebook friendfeed flickr youtube scrivi a

velisti tv

> newsletter

> cerca

> credits

iscriviti alla
newsletter


cerca nel sito

Il volontariato in Ecuador

27 May 2002 ore 21:00

In Ecuador io, Syusy, ho incontrato Dany e Maria, due ragazze italiane che operano in America Latina per l'Organizzazione Non Governativa chiamata "Movimento Laico per il Sud America". In Tv abbiamo potuto inserire solo solo qualche minuto di conversazione, ma qui potete seguire tutto ciò che ci siamo dette mentre mi accompagnavano a visitare la comunità montana di Quitchua a 4000 metri d'altezza. Dany e Maria mi hanno parlato dei nuovi problemi che devono affrontare le popolazioni andine, fra i quali uno recente è causato proprio dalla globalizzazione: oggi i bambini ecuadoriani hanno i denti cariati perchè mangiano caramelle e bevono bibite zuccherate importate dall'estero, cosa che non succedeva solo 20 anni fa...

 

 

Dany: Dovrebbero essere i genitori a limitare i figli.

Syusy: Ma chi gli porta le caramelle?

Dany: Le comprano nelle "tendite" (negozietti comunali gestiti direttamente da loro).

Syusy: Perché alcuni hanno i denti d'oro?

Maria: E' il sistema di cura dei denti più economico che c'è.

Syusy: Non credi sia un vezzo? Magari ha un significato, no?

Maria: No, nessun significato.

Dany: Non si tratta solo di una mancanza di cura: i denti molto marroni sono dovuti anche alla qualità dell'acqua, che contiene molto ferro.

Maria: Si', ma non dimentichiamo che gli anziani non avevano le carie perché non mangiavano le caramelle!

Syusy: I denti si sono rovinati adesso: prima la carie non esisteva. La causa sono i dolciumi portati dalla civiltà.

Maria: A loro piacciono e bevono frequentemente tisane zuccheratissime.

Syusy: Capisco che possa piacergli... ma insisto: la carie prima non esisteva. Vivendo in situazioni igieniche così precarie, si sono comunque creati un loro equilibrio. Probabilmente l'igiene dentale non è una necessità.

Maria: Non si lavano perché hanno freddo.

Dany: Queste persone non hanno l'acqua in casa e devono fare molta strada per andare a prenderla.

Syusy: Anche disponendo dell'acqua corrente, non si laverebbero poiché fa un freddo bestia. Comunque nelle capanne è caldo.

Maria: A proposito di capanne: è sempre l'uomo a decidere le innovazioni e i cambiamenti. Nella loro società, la donna è sempre l'ultima a dare la sua opinione.

Syusy: Cosa possono decidere per la famiglia?

Dany: Non affrontiamo molto il tema poiché è delicato. Con Maria stiamo iniziando solo ora ad interessarci alle donne, grazie ad una persona che parla "Quitchua" (la loro lingua).

Syusy: Come affrontereste problemi importanti, come quello del controllo delle maternità? Avete pensato di distribuire degli anticoncezionali?

Dany: Vorremmo farlo ma non è il nostro ambito. Ci sono altre organizzazioni che lo fanno. Non vogliamo interferire nel lavoro di altri.

Syusy: Ci troviamo davanti all'orribile "Monumento al Libro".

Maria: E' un libro senza contenuti. Qui leggono poco.

Dany: In compenso, in città c'è un alto consumo di televisione.

Syusy: Che tipo di programmazione fanno?

Maria: Soprattutto programmi americani e telenovele.

Syusy: Perfetto, così siamo sulla via della rovina!

Dany: L'influenza americana si sente tantissimo, soprattutto a Carnevale. Puoi vedere danze bellissime fatte da persone con il poncho e gli occhiali americani. Con gli Usa hanno anche contatti per lavori stagionali. Molti giovani partono dalle comunità per venire assunti.

Syusy: E secondo me tornano con altri ideali: con il cappellino Nike etc

Dany: Sì, con la gorrita, cioè il cappellino da baseball! Quando vanno in città si vergognano del poncho e se lo tolgono: d'altra parte, è un modo per essere più accettati, per trovare lavoro più facilmente.

Maria: E quando ritornano nelle comunità non se lo rimettono.

Syusy: Sicuramente hanno un loro look, bello e con una personalità precisa: stona davvero tanto vederli vestiti all'americana.

Dany: Ciò vale per i giovani e gli uomini; le ragazze mantengono i loro costumi.

Syusy: I costumi tradizionali vogliono dire tanto: rappresentano la loro identità. Però il termine "costume", parlando di famiglia, rimanda anche ad un comportamento: so che le donne vengono legate quando il marito va in città. So inoltre che gli uomini attaccano malattie, contratte nei luoghi di lavoro, alle donne.

Dany: C'è una migrazione stagionale legata all'agricoltura o per lavori come scaricatori di porto. Dopo alcuni mesi tornano nella comunità: gli uomini lì non riescono a stare da soli, si creano un'altra famiglia e attaccano le malattie alle donne.

Syusy: La prostituzione è diffusa. Vero?

Dany: Si', e il processo di liberazione è difficile e lungo. Un progetto della Comunità Europea ha lavorato con le donne, ma soprattutto sull'aspetto produttivo, non su quello dei diritti. A Guamote c'è un centro con attività produttive, ma non si sa fino a che punto i lavoratori siano coscienti della situazione.

Syusy: Cosa succederebbe se le donne dovessero andare a chiedere un prestito in banca?

Maria: E' difficile che agli indigeni, uomini o donne, vengano concessi tali diritti. C'è già razzismo solo per l'abbigliamento...

Syusy: Ci sono banche equo-solidali?

Maria: Tantissime, però chiedono troppe garanzie. Non è facile nemmeno con le organizzazioni aperte ai campesinos. Questi ultimi hanno promosso una CASSA DI CREDITO gestita a livello comunale o da gruppi di donne, e sembra che stiano funzionando. C'è comunque bisogno di alternative perchè i propri soldi creano delle fonti di credito interne.

Syusy: Siete un po' in conflitto con le altre organizzazioni?

Maria: E' critico perchè alcuni si approfittano dei crediti, ci sono interessi un po' alti...

Syusy: Quali difetti vedete nelle altre organizzazioni? E' giusto intervenire?

Maria: Ci chiediamo ogni giorno se le nostre azioni avranno effetti positivi o negativi. Loro, per esempio usano allevare il "QUI", la cavia, in casa. E ci sono stati dei casi di peste bubbonica trasmessa da questi animali. Abbiamo cercato di promuovere l'allevamento della cavia fuori dalle case, in una stalla. I risultati sono stati positivi, ma abbiamo ricevuto critiche, perché pensano che vogliamo cambiare le loro tradizioni.

Syusy: Secondo la loro culltura le cavie in casa servono a individuare le energie negative, è chiaro che la nostra logica non è la loro. In ogni caso fare qualcosa è già problematico. I missionari nella Terra del Fuoco avevano fatto lavare gli indigeni dal grasso di foca. In seguito questi popoli sono morti di tubercolosi. Se loro sono così c'è un motivo...

Maria: Non so cosa sia veramente loro e cosa sia stato portato dagli spagnoli

Syusy: Dovrebbero impedire di importare il chupa-chupa o la TV! Si tratta di estetica, turismo ed inurbamento orribili.

Dany: E' impossibile impedirlo, si tratta comunque di un intersacambio di esperienze.

Maria: In Ecuador il cemento è importante dal punto di vista economico, anche se le comunità protestano per l'inquinamento. Inoltre molte fabbriche erano pubbliche. Ora stanno privatizzando tutto in Ecuador: anche la Salute.

Dany: Precisamente stanno cercando di creare un sistema unico da 20 anni. Privatizzando l'energia elettrica che è considerato un loro patrimonio. Lo sciopero ha impedito la privatizzazione nella Sierra, ma non nella costa.

 

Syusy chiede a due signori che incontra per la strada un'opinione sulla fabbrica di cemento e uno di loro afferma: Spero che si produca di più.


Syusy: Dove abita?

Signore: In una capanna di terra ("chosa").

Maria: Perchè vuole che la fabbrica produca di più per avere lavoro?

Syusy: - Sta raccontando la storia di un prete che aveva costruito delle case di cemento portando via gli indios dalla case di terra. Nessuno si è adattato. E lei vivrebbe in una casa di cemento se ne avesse una?

Maria: Dice che entrambe andrebbero bene.

Syusy: Perché non hanno il camino nella "chosa" (capanna di terra)?

Maria: Hanno una sorta di camino, e si usa stare in mezzo al fumo perchè pulisce, disinfetta e la capanna di terra è più calda del cemento. Una signora ecuadoriana dice che si producono ingenti quantità di grano e patate, ma non guadagnano niente (un sacco di patate costa 1 dollaro). Non ci si può permettere la carne. E lei vorrebbe emigrare in Spagna o in Italia. Syusy - L'economia ha una responsabilità fondamentale ed è pessima perchè questa gente muore di fame. Anch'io come loro emigrerei...

Maria: Come tutti gli stranieri, anche noi, con i nostri modelli di vita o solo con le cose che possediamo, come l'auto o la macchina fotografica, li stimoliamo involontariamente ad andare via da qui.

Syusy: Una donna ecuadoriana che emigra in Italia vivrebbe completamente sradicata dal suo ambiente...

Maria: L'idea di uscire rimane comunque un mito per loro.

Dany: So di un uomo che, voleva andarsene dall'Ecuador, ma poi ci ha ripensato per i suoi figli, per non lasciarli soli. Forse si può farli riflettere su questo.

 

Inserisci commento

Inserisci il codice

riportato qui a fianco

Questo website utilizza i cookie per migliorare la vostra esperienza d'uso. Proseguendo la navigazione date implicitamente il consenso all'uso dei cookie. close [ informazioni ]