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Ritorno in Polinesia!

Syusy in partenza con India e Zoe.

L'inviata per caso è Benedetta!

Scelta da Syusy e Tahiti Tourisme per andare in Polinesia sotto il segno di Venere

Benedetta, la nostra Inviata per Caso!

Andrà in Polinesia Francese

India: un'estate diversa dalle altre

Realizzo il mio sogno di tornare in Polinesia

Zoe: Il viaggio di una vita

Condivido il sogno della mia amica-sorella India

Tahiti super osservatorio astronomico!

Il 5 giugno Venere transita davanti al Sole

L'eclissi di Venere

Nella notte tra il 5 e il 6 giugno

Zoe: Il viaggio di una vita

di Zoe. Ho conosciuto India a quattro anni. Mia madre aveva rincontrato suo padre a Bologna, dopo averlo conosciuto in Polinesia un anno prima, e così India ed io ci siamo "trovate". Eravamo e siamo sempre state un'accoppiata buffa, perché fin da piccole la nostra differenza d'altezza ci faceva sembrare Pippo e Topolino. I vestiti dismessi di India, che suo padre mi passava, diventavano della mia taglia solo anni dopo. Tuttora una giacca che India usava da piccola è troppo grande persino per mia madre.


A dire il vero, è difficile parlare di come sia cominciata. Potrei parlare di quando giocavamo con le ricetrasmittenti di Topolino in campagna, o di quando, nei due anni in cui abbiamo frequentato le stesse elementari, io dicevo "Guarda che chiamo India!" come minaccia contro un compagno particolarmente seccante, o di tutte le volte in cui abbiamo fatto il bagno insieme, o dormito insieme, con lei che si arrotolava letteralmente nelle lenzuola ed io che sgomitavo. Per rendere l'idea di cosa significa India per me, potrei ricordare di quanto entrambe amavamo le favole come "Pelle d'asino" raccontate da mia nonna Attilia; cose che uniscono, che rendono due persone "sorelle". Piccole esperienze vissute l'una dopo l'altra come quella volta che abbiamo deciso di condividere un diario, o di tutte le volte che abbiamo giocato sulla neve in campagna nel terreno della signora Noemi. potrei anche dire di quanto India sia temibile negli scacchi e nelle carte e di come battesse puntualmente me e mia nonna Mafalda a briscola, e raccontare di quella volta in cui abbiamo mangiato il pesce col latte de cocco preparato da sua mamma, in visita in Italia, e di un milione di altre cose, di altri fatti, di altre abitudini.


Ma visto che l'oggetto di tutto questo è quello di andare in Polinesia, forse è meglio parlare di come l'ho sempre vista agognare questo viaggio. Fin da piccola, quando giravamo nei pressi di casa sua o quando facevamo altro, un discorso sempre presente era il sogno di tornare in Polinesia. Una possibilità, un sogno, sì, perché che altro poteva essere per una bambina di cinque, otto, dieci anni? Fatto sta che ha continuato a ripeterselo ed a sognarlo. E non mento quando dico che sembra quasi assurdo che siano arrivati i diciotto anni, e che presto la possibilità si trasformerà in fatto! La mia Indiossa, come la chiamo io, in qualche modo appartiene davvero alla Polinesia. È cresciuta tra due culture, ed anche dal punto antropologico, oltre a quello personale, sono davvero curiosa di vedere come sarà andare sul serio in quelle isole, realizzare il sogno. Perché ci siamo: manca poco alla partenza. La piccola Zoe che è in me ne è fiera, e quella di oggi curiosa, e protesa verso quello che accadrà. Io e mia "sorella" andiamo nella sua terra! Le piccole India e Zoe ce l'hanno fatta! La piccola India ce l'ha fatta!

Zoe


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