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Escursione a cavallo per Santa Cruz

19 May 2002 ore 21:00

In barca regna un silenzio totale, assoluto, nonostante siano già le 10 di mattina.

Ieri sera la ciurma di Adriatica è scesa a terra in libera uscita e sono curioso di sentire quello che hanno combinato visto che sono tornati a notte fonda. Io sono rimasto a bordo perché avevo qualche lavoretto ancora da sbrigare e per controllare Adriatica.

A Santa Cruz non c’è una marina nè tanto meno un molo, per cui non lascio mai la barca incustodita... Il tentativo dell’equipaggio di salire a bordo in silenzio per non svegliarmi e’ miseramente fallito. Le risatine mal trattenute e qualche frase leggermente sconnessa da una "caipirigna" di troppo tradiscono il loro stato…

Dopo aver dato una sveglia generale, cominciano ad apparire le prime facce e a giudicare dai capelli sconvolti, dagli occhi semichiusi e dal forte consumo di alcaseltser, ieri deve essere stata una bella burrasca. Preparo una dose da cavallo di caffè per tutti e inizia la colazione.

Oggi, essendo domenica e viste le condizioni in cui versano i miei marinai, abbiamo deciso di prenderci un giorno di riposo e noleggiare un mezzo per andare ad esplorare l’isola. Giacomo che appartiene alla famiglia dei centauri, insiste nel voler noleggiare delle moto, ma dopo una rapida ricerca, ci dicono che non è possibile. Non ci sono moto sull’isola. Scopriamo subito che non esistono nemmeno macchine a noleggio, e che l’unico mezzo disponibile è la bicicletta. Ok,… un po’ di moto fa bene e andando piano si gode meglio il panorama.
Ci incamminiamo verso il bike noleggio, ma purtroppo essendo già oltre mezzogiorno, lo troviamo chiuso. Riaprirà alle due del pomeriggio.

 

 

Più tardi


Dopo aver pranzato a bordo, ci rechiamo puntuali nel negozietto, ma rimaniamo delusi poiché il tipo ha già noleggiato tutte le bici. Insisto un po’ e indicandomi una foto sulla parete mi dice: “Mi sono rimasti solo quelli… ci sapete andare?” mi avvicino e con grande sorpresa vedo che si tratta di cavalli. Dopo un rapido consulto con il resto della banda, gli dico: “Va bene li prendiamo”.

Spinti da una buna dose di incoscienza, saliamo non con poche difficoltà sui quadrupedi ed inizia il rodeo. Nessuno di noi ha mai visto da vicino un cavallo, per me i cavalli sono quelli che ha il motore di Adriatica, per Giacomo quelli della sua moto. L’unica che sa tenere le briglie in mano è Marianna che ha un’amica amazzone dalla quale ha appreso quanto meno quale è la prua e quale la poppa del cavallo.

Sembravamo tutti dei sacchi di patate saltellanti sulla sella del cavallo, che incurante dei nostri ordini ci portava a spasso per la foresta. A sera “Alfonsito” – questo era il nome del mio quadrupede – ha deciso di rientrare a casa e come se fosse dotato di GPS ha calcolato la rotta per il recinto. Scendere non è stata una cosa semplice e questo pomeriggio da fantino mi ha tolto due anni di vita.

Tornati in barca apriamo la farmacia di bordo e ci diamo delle grandi spalmate di Lasonil un po’ dappertutto, ma specialmente sul fondoschiena. Mi vado a stendere (… su un fianco) in branda e penso: "Meglio la vela".


Marco Covre

Comandante di Adriatica

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