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Ecco com'è andata ad Ancona

8 May 2008 ore 12:00

Cari velisti e cari scienziati per caso,

nonostante la poca dimestichezza con rollio e beccheggio ho tentato di lavorare per voi: la navigazione almeno non mi ha impedito di pensare alle cose da raccontarvi. Ad Ancona Adriatica ha ospitato un sacco di amici! Gli studenti dell’Istituto Tecnico Geometri Corinaldesi di Senigallia, alcuni studenti universitari e i ragazzi dell’associazione "La Carovana". E, naturalmente, gli scienziati.

Dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande!

Con Aldo Ianni, ricercatore INFN, abbiamo scoperto quali sono le attività svolte nei laboratori del Gran Sasso: è un importantissimo polo di ricerca dove “i cervelli migrano anziché scappare”, come lui stesso ci ha raccontato. Ricercatori di ogni nazionalità partecipano agli esperimenti che si effettuano nel laboratorio sotterraneo più grande al mondo.

Paradossalmente le ricerche svolte studiano alcune particelle che provengono dalle profondità del cosmo. Avete capito bene: sotto i millequattrocento metri di roccia del massiccio del Gran Sasso i fisici studiano il cielo! Laggiù trovano il silenzio cosmico, la condizione per cui non sono presenti interferenze di natura cosmica ed è bassa la radioattività naturale. Questo è necessario perché - senza che ce ne rendiamo conto - la superficie terrestre è bombardata da moltissime particelle; quelle che interessano gli scienziati sono fra le poche che riescono ad attraversare le rocce. Così il massiccio funziona come un enorme filtro: proprio quello che ci vuole per evitare la confusione di particelle che arriva sulla superficie! Non solo: il Gran Sasso è costituito da rocce antiche, che nel tempo hanno perso la radioattività originaria e perciò non creano interferenze con gli esperimenti.

I fisici cercano di carpire informazioni sulle stelle e sulle galassie studiando i neutrini che ne derivano, particelle così piccole da sgusciare fra un atomo e l’altro: ecco il loro segreto per attraversare le rocce! Non solo le rocce naturalmente, ma la materia in generale. Noi stessi siamo attraversati da 60 miliardi di particelle ogni secondo, lo avreste mai immaginato?

Certo è difficile immaginare immediati risvolti pratici di questi studi: si tratta di ricerca di base, che nasce dalla curiosità e dalla passione per la scoperta di com’è fatto il mondo. Dove dall’infinitamente piccolo si cerca di capire l’infinitamente grande. In questo campo le applicazioni tecnologiche possono arrivare dopo anni di esperimenti. Ma intanto non dobbiamo dimenticare i possibili “effetti collaterali” della ricerca: quelle scoperte fatte lungo il cammino, magari durante esperimenti finalizzati a tutt’altro, che hanno cambiato addirittura la vita quotidiana. Un esempio? Internet, usato nei laboratori di ricerca per scambiarsi dati scientifici e ora irrinunciabile mezzo di informazione e comunicazione.

 

Il diario di questa tappa è anche sul sito di Mattia Crivellini.

 

Ilaria Selvaggio

Inviata di Velistipercaso.it su Adriatica

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