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Deviazione di percorso alle Tremiti

11 May 2008 ore 19:00

Posizione 43°37,0 N, 13°30,3 E

Ore 05:10 LT. Isole Tremiti.

 

E' l'alba qui alle Isole Tremiti. Il sole sorge a est illuminando le pendici di San Domino e tintegginado di arancio le mura della ex prigione. Siamo arrivati ieri sera e abbiamo ormeggiato al moletto di San Domino poco prima del crepuscolo.

Avremmo potuto continuare la nostra navigazione verso Bari, il prossimo porto tappa del nostro giro della Fisica, ma questo piccolo arcipelago è così suggestivo che non ho voluto privare i ragazzi di una sosta. Già a novembre, se ricordate, risalendo l'Adriatico per raggiungere Trieste, navigammo qui davanti senza poterci fermare a causa delle cattive condizioni meteo. Il bollettino ci costrinse ad una tappa forzata a Barletta, dove restammo tre giorni. Poi, anche grazie all'aiuto di Rino Masanotti, un VpC che navigò con noi dalla Spagna alle Canarie durante la Rotta Rossa, che ci comunicava le condizioni meteo sul Gargano, riuscimmo a passare. Ma giusto in tempo prima di una nuova burrasca.

 

Quindi questa sosta non me la sono voluta perdere. Ad accoglierci, oltre a qualche pescatore, c'erano un carabiniere e due finanzieri, di servizio qui solo per 10 giorni. Danno manforte ai 4 commilitoni che prestano servizio fisso per controllare la costa e gestire lo sbarco di clandestini. Settimana scorsa ne sono sbarcati 12. Ma i TG non ne hanno parlato.

Ci raccontano qualche aneddoto su queste isole e sui turisti famosi che le frequentano in estate. Poi la storia del carcere e delle prostitute napoletane, trasferite a forza da Napoli per volere del Re per liberare le strade della capitale del regno e dare una possibilità di crescita alla comunità di soli galeotti maschi che vivevano confinati qui. Ecco perchè gli abitanti ancora oggi hanno l'accento partenopeo.

Una signora simpatica e piuttosto in carne, proprietaria di un ristorante con la terrazza direttamente sul mare, ha riaperto i battenti solo per noi. Antipasto di mare, spaghetti alle vongole e pesce alla griglia! Tutto fresco. Tutto solo per noi. Ci sentiamo dei VIP: un ristorante a nostra completa disposizione.

 

Adriatica taglia le piccole onde con il suo slancio di prua. I due piccoli baffi si prolungano e si ripropongono lungo lo scafo in altre ondulazioni ordinate, che accompagnano per un tratto la barca e poi si perdono, sovraffatte dal moto del mare. Il sole sta iniziando a scaldarci. I ragazzi, dopo aver messo su il caffé, tornano in cuccetta. Il loro turno inizierà solo tra tre ore. La giornata si annuncia tranquilla e possiamo dividerci in turni solitari. Se montasse il vento dovremmo essere almeno due in coperta, a manovrare. Il Gargano spunta dalla bruma. Alcune nubi lo mascheravano alla vista. Peschici, prima. Poi Vieste. Si alza il vento che spinge Adriatica a oltre 10 nodi, al lasco. E all'orizzonte altre vele che si inclinano al vento per godere di questa domenica di mezza primavera.

Ilaria è distesa in pozzetto. Il sole la illumina mentre lei si impegna su un testo dell' INFN che racconta di neutrini e particelle. La sua lettura durerà poco, perchè ancora si sta abituando al movimento della barca e leggere, o guardare il computer, le procura dei fastidi e un po' di nausea. Ma tra pochi giorni avrà acquisito il suo "piede marino" e potra fare tutto come noi, anche con la barca che rolla e beccheggia.

 

Alle 16 stiamo entrando in porto. Gli ormeggiatori, interpellati sul canale 12 della radio VHF, ci indirizzano alla banchina 7, di fronte alla stazione marittima, un modernissimo edificio blu. In pochi minuti siamo ormeggiati con 4 cime alle bitte. Mi preoccupa un pericoloso scalino che si protende dalla banchina giusto a livello della linea di galleggiamento. i parabordi ci proteggono, ma se il vento dovesse girare da ponente e soffiare con forza lo scafo potrebbe strisciare sul cemento e anche bucarsi. Controllo la marea e le previsioni. Possiamo restare. Non è previsto vento da ovest.

Bari, la Bari vecchia, è proprio dietro di noi. I campanili della cattedrale di San Nicola e delle altre chiese svettano sulle case di pietra calcarea e tufo. Singolare architettura pugliese. I primi curiosi si avvicinano alla barca e fanno domande, si interessano alla nostra navigazione, a noi, alla nostra storia. Quando viaggi in automobile ed arrivi in un posto nessuno si interessa a te.

Mattia e Carlotta partono sui loro monopattini per un giro in centro. L'esplorazione li porterà a visitare un mercatino di prodotti tipici dell'agricoltura locale e rientreranno con due provoloni e un barattolo di pomodori secchi sott'olio. Che bontà. In Puglia di solito prendo un paio di chili a settimana!

Poi ci viene a trovare il professor Fogli, responsabile dell'INFN di quì. Ci anticipa il programma delle due giornate e ci conferma un invito a cena per dopodomani. Appunto. Mi sa che i chili saranno tre, questa volta.

Ciao VpC.

 

Filippo Mennuni

Skipper di Adriatica

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