Il sito navigabile dei Velisti per Caso!
twitter facebook friendfeed flickr youtube scrivi a

velisti tv

> newsletter

> cerca

> credits

iscriviti alla
newsletter


cerca nel sito

Cosa troveremo nel Pacifico?

4 June 2002 ore 08:40

Gli strumenti segnalano la seguente posizione 0 44 sud di latitudine, 90 18 ovest di longitudine. Siamo a Puerto Ayora, Isola di Santa Cruz, Galapagos.

Sono le 8 e 40 locali, il Capitano è sceso a fare le pratiche per partire. Giacomo è andato a salutare qualche amico a terra. Davide Riondino è andato a comperarsi le pillole contro il mal di mare. Vanni, Enrico e Antonella sono andati a telefonare. Giovanni dorme. Marianna sta mettendo in ordine le ultime cose. Tempo un’ora e dovremmo salpare.

A poppa abbiamo due baschi di banane. Uno ce lo ha regalato Fabio Tonelli, un signore che da 12 anni abita qui a Galapagos. Ieri ci ha offerto l’ultimo pasto a base di maccheroni al sugo e baccalà fresco. Poi in cambio di una scaglia di parmigiano e di tanti affettuosi saluti ci ha riempito la cambusa di pane fatto da lui, formaggio e altra frutta. Se qualcuno decide di venire a fare il turista alle Galapagos, si metta in contatto con lui (ptonelli@interactive.net.ec), è una guida speciale: più che accompagnarti, ti adotta.

Poi Lorenzo, un distintissimo avvocato auto-pre-pensionato, mi ha regalato dei libri da leggere durante la traversata. Anche lui è in barca (Samalà, una bella barca di alluminio di circa 12 metri con deriva mobile, francese) e assieme a due compagni partirà fra circa una settimana, facendo la nostra stessa rotta. In cambio della sua gentilezza, vedremo di comunicargli via radio dove c’è vento.

Attraversiamo il Pacifico, o almeno la sua prima parte, la più lunga e impegnativa. Faremo rotta verso le Isole Marchesi, più di 3000 miglia da qui. Una traversata molto più lunga dell’Atlantico, circa 500 miglia di più, cioè quasi una settimana in più. Se tutto va bene, dovremmo impiegarci circa 20 giorni. Sono normalmente preoccupato…

Stavolta, a differenza della precedente traversata atlantica, so più o meno cosa potrebbe aspettarmi. Però non ho la scusa e il paravento dell’assoluto principiante, dovrò fare qualcosa di più che il passeggero. Ho comperato il coltello da marinaio, ma l’ho già perso per la barca. Ho sistemato un po’ di roba qua e là, in cabina, per cui dovrei trovare tutto al primo colpo, senza stare a cercare sottocoperta che mi fa venire il vomito. In compenso dovrò scrivere al computer, montare, guardare nastri, che è molto peggio.

Ma sono felice di andare alle Marchesi, di arrivarci in barca. E’ una meta che mi ero prefisso, quando c’ero stato due anni fa, ovviamente arrivandoci in aereo. Syusy aveva già lanciato l’idea del Giro del Mondo in barca, io ero ancora perplesso. Ma alle Marchesi avevo deciso che avrei spinto anche io per realizzar questa storia. Mi sono fatto anche tatuare la promessa su un braccio!

Chissà cosa troveremo nel Pacifico? Il libro delle rotte dice che giugno è il periodo migliore per questa traversata… Però sento parlare del Niño, cioè di un totale scombussolamento del clima. Clima che, qui alle Galapagos, almeno in questi giorni fa veramente schifo: c’è una enorme umidità, freddo di notte e caldissimo di giorno. Ho visto una spiaggia bellissima, ma non vedo l’ora di partire. Però ormai lo so: ogni partenza è uno strazio e si protrae sempre molto più del previsto.

Aiuto Marianna a smontare il tendalino e le amache che sono state montate in coperta durante questo periodo di “ozii” qui a Galapagos. Che poi ozii non sono stati di certo: l’equipaggio tecnico ha lavorato molto per montare tutti i servizi che Giorgio e poi Syusy hanno fatto. E l’equipaggio marinaro ha lavorato per aggiustare le mille cose che si erano rotte in barca. Adesso, pare che tutto funzioni – mi tocco.

 

Patrizio

Inserisci commento

Inserisci il codice

riportato qui a fianco

Questo website utilizza i cookie per migliorare la vostra esperienza d'uso. Proseguendo la navigazione date implicitamente il consenso all'uso dei cookie. close [ informazioni ]