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Allora la vita ci sorride!

2 April 2002 ore 20:00

Oggi finalmente abbiamo avuto una bellissima mattinata di navigazione a vela, senza che nessuno vomitasse o svenisse, senza ustioni né fratture. Rinfrancati da tanta buona sorte ci siamo detti: "allora la vita ci sorride!" e abbiamo deciso di azzardare uno sbarco a terra col gommone. Del resto la bombola del gas per cucinare l'avremo solo domattina e bisogna pur mangiare! E così l'intero equipaggio e la famiglia di deficienti, indossati i vestiti della festa, si sono calati nel gommone, allegri e spensierati.

 

Il comandante subito si portava nella zona del motore, mentre Antonella si occupava della cima di ormeggio. Il comandante cominciava a strapponare la cimetta dell'accensione con scarsi risultati, quando risuonava forte e chiara la voce di Antonella che gridava: "Liberi a prua!" Drammaticamente la corrente in quel momento era di 27 nodi e Adriatica nel giro di pochi secondi era diventata un puntino all'orizzonte.

Il comandante raddoppiava gli sforzi per accendere il motore e intanto sbuffava come un cinghiale sardo e parlava a tutti di Antonella e di quanti mestieri avesse fatto prima di imbarcarsi sulla barca. Abbiamo così saputo un sacco di cose interessanti su Antonella. Intanto Vanni, lucido e preciso come sempre, afferrava la radio per chiamare i soccorsi a bordo di Adriatica ma, fatto l'appello, scoprivamo di essere tutti sul gommone.

Abbiamo così saputo un sacco di cose interessanti anche sul conto di Vanni: il comandante è meglio del mago do Nascimiento e sa tutto di tutti. L'equipaggio si metteva quindi a remare forsennatamente contro corrente, mentre il comandante smontava le candele del motore a mani nude: per fortuna Olivia rallegrava tutti col suo consueto repertorio di tre barzellette. Ai remi riuscivamo a fare 2 nodi, ma la corrente contraria a 27 nodi faceva sì che ci allontanassimo alla velocità di 25 miglia l'ora.


Per fortuna, poco prima di entrare nelle acque territoriali cubane, incrociavamo uno scooter d'acqua con sopra un nonno col nipotino. Il nonno gentilmente ci chiedeva se avevamo bisogno di aiuto ma il comandante, contro ogni più lampante evidenza, rispondeva: "No grazie, stiamo prendendo il sole". E poi, rivolto a noi, dichiarava con fermezza: "Piuttosto che farmi trainare da una moto d'acqua mi mangio il berretto".

Ed è stato così che siamo tornati a terra trainati da una moto d'acqua e ora siamo tutti a cena, tranne il comandante che, su uno scoglio, si sta sgranocchiando il berretto. Perfavore mandateci subito due candele per il motore, una chiave a tubo e un berretto nuovo per il comandante. Grazie.

 

 

Giobbe Covatta 

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