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Alcune note di Syusy sul viaggio

5 April 2013 ore 12:00

Alcune note sul viaggio di PIGAFETTA e sulle mappe misteriose che portarono alla scoperta del canale di Magellano e alla circumnavigazione del globo.

di Syusy Blady.


Mantova, 1523


Palazzo ducale di Mantova, studiolo d' Isabella D' Este. 

Immaginatevi un uomo, Pigafetta, che finisce di raccontare alla corte di Isabella e al suo cospetto, in modo entusiasta e con particolari a volte violenti e a volte scabrosi il suo viaggio attorno al mondo. Lo ha già raccontato ai sovrani d'Europa, al Doge di Venezia e lo racconterà al Papa. Purtroppo, dopo avere raccontato al re di Spagna ogni particolare del viaggio, gli ha dovuto consegnare l'originale del suo diario che non gli è stato più restituito.

Ha dei ricordi vivi però. Parla in vicentino e Isabella, che lo scolta rapita, gli dice: "Raccontate queste storie in un libro in modo che possiamo leggere il vostro viaggio intorno al mondo".

A Vicenza, poco tempo dopo, Pigafetta scrive: "La mia longa e pericolosa navigazione..."

 

Vicenza, 1492


Pigafetta è un bambino (12 anni) quando Cristoforo Colombo Colon -nome importante, Colon come colonizzazione, non bisogna dimenticarlo... del resto la colonizzazione era il vero scopo del suo viaggio- scopre l'America. La sua data di nascita non è certa, potrebbe essere nato nel 1480 o nel 1490, nel primo caso sarebbe coetaneo di Magellano. Nobile di origine, ben presto con l'entratura della famiglia diviene Cavaliere di Rodi. Come Cavaliere di Rodi combattè sulle galee dell'ordine di Rodi in Mediterraneo, distinguendosi nel mestiere delle armi e affrontò navigazioni impegnative. Era in Spagna al seguito di monsignor Chieregati, nunzio di papa Leone X, quando Magellano parte. Pigafetta era lì con lettere di favore per essere accolto nella spedizione. In effetti viene incaricato come sobresaliente, cioè uomo d'arme, di seguire la spedizione, ma è più istruito degli altri partecipanti e ottiene ben presto la fiducia del capitano, che lui continuerà ad onorare anche dopo la sua morte, considerando Duarte Barbosa e Jean Serrano, i comandanti sostituti, praticamente dei traditori. Così Pigafetta parte con Magellano per il "primo" giro accertato e documentato attorno al mondo.

 

Chi era Magellano? Perché partiva e con quali informazioni?


Magellano, dopo aver stabilito col re di Spagna un accordo commerciale molto vantaggioso, parte finalmente per il suo viaggio attorno al mondo che gli costerà la vita ma gli darà gloria eterna. Magellano è portoghese, partito non ricco come marinaio per le Indie, torna dopo aver combattuto e dopo aver dimostrato il suo valore, come Capitano. Viene ferito e perde un cavallo in una battaglia con gli arabi e si risente moltissimo con le autorità perché, malgrado le sue proteste, non gli viene risarcito il cavallo e il suo personale azzoppamento gli peserà tutta la vita. Questo lo porterà a chiedere di essere liberato dall'obbligo di servire la corona portoghese e, con la libertà che gli deriva, si rivolge altrove per realizzare una sua personale convinzione: la convinzione che gli deriva dalla sua frequentazione delle Indie e dalla sua conoscenza delle mappe e dei racconti di altri navigatori. E' convinto che esista un passaggio per il Mare meridionale che porterebbe in breve alle Indie continuando a navigare verso Occidente.


Vedendo che non si riesce a convincere il Portogallo a trovare la via ad Occidente per le Indie o le Molucche, dove lui è andato e dove è rimasto il suo amico Francisco Serrao che là si era anche arricchito, Magellano -come ho detto- riesce a farsi liberare dall'impegno con il Portogallo come risarcimento del suo incidente e si trasferisce in Spagna. Li può prestare i suoi servigi. E' convinto che le terre delle spezie si estendano talmente ad Oriente da rientrare nei territori che la Raya (linea di demarcazione tracciata da Alessandro VI° e modificata dal trattato di Tordesillas) assegnava alla dominazione spagnola. Un suo amico portoghese astrologo e astronomo Ruy Faleiro, che ha costruito un globo terrestre e fa studi per calcolare la longitudine con sole e stelle, lo convince che la via per arrivare alle Molucche sia quella spagnola verso occidente.

 

Anche Magellano ha una carta che lo incoraggia a cercare quella via, oltretutto la Carta (o planisfero) di Martin Behneim tracciava oltre un mare del sud tra mondo nuovo e Asia anche un passaggio a sud tra i due mari. Ma anche un ricco mercante di Lisbona associato a ricchi olandesi aveva finanziato tempo prima una spedizione che era arrivata fino a Baia Blanca, 40 gradi di latitudine sud, trovando un passaggio, un canale, senza esplorarlo per paura di passare al di la della Raya.

 

La spartizione del globo


da Rivista Marittima (Aprile 2010):


(...) ll 7 giugno 1494 si giunse a un accordo tra la Spagna e il Portogallo riguardante innanzitutto i diritti delle due Corone alla navigazione, al commercio e alla pesca, nonché alle imprese nelle Canarie e lungo la costa africana, che non rappresentava che una conferma del Trattato di Alcaçovas del 1479. Quello stesso giorno fu firmato fra i re cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona e il re del Portogallo Giovanni II di Avis un altro trattato per la "spartizione dell'oceano" (la partición del mar), nel quale, rispetto agli accordi stipulati con il Papa un anno prima, i Portoghesi ottennero un cambiamento sostanziale a loro favore: si sarebbe infatti tracciata una nuova la linea di demarcazione. Una commissione mista, come la si definirebbe oggi, composta da una o due caravelle per parte, avrebbe dovuto stabilire quella linea immaginaria nell'oceano, ma non venne mai costituita. In questo modo Giovanni II riuscì a difendere i suoi notevoli interessi in Africa. Con la firma del trattato di Tordesillas, confermato dal papa Giulio II nel 1506 con la bolla Ea Quae, la divisione del mondo fu confermata e fu accantonata la minaccia di una guerra tra Spagna e Portogallo.

Il decreto di Alessandro VI è stato a lungo considerato un documento con il quale il Papa consegnava a figli prediletti dal suo cuore le terre non ancora scoperte. Portogallo e Spagna sono le uniche nazioni i cui sovrani non si siano mai caparbiamente opposti alla sua autorità spirituale e materiale. Hanno lottato contro i mori e hanno scacciato gli infedeli, estirpato con la spada e con il fuoco ogni eresia dalle loro terre; in nessun altro paese l'inquisizione papale ha trovato aiuti così pronti contro mori, marrani e giudei. "No, non devono combattersi questi figli diletti", avrà deciso il Papa; converrà quindi suddividere senz'altro la zona ancora sconosciuta del mondo fra la Spagna e il Portogallo. Precisamente suddividerla, non come diremmo nel moderno gergo diplomatico in "sfere di interesse",  bensì con chiara donazione. Tale era considerata dagli altri stati, in particolare dall'Inghilterra, che tre anni dopo la pubblicazione delle bolle alessandrine avrebbe respinto del tutto l'autorità papale. Successivamente anche Olanda e Francia renderanno inutile ogni mediazione pontificia.

Il re d'Inghilterra Enrico VII violò i confini tracciati dal Pontefice, non riconoscendo il trattato di Tordesillas. Cogliendo a pretesto che il Pontefice aveva citato l'est e l'ovest, pensò bene di conquistare il nord. Una spedizione guidata dal veneziano Giovanni Caboto partì da Bristol, arrivando in terra di Labrador, Terranova e Nuova Scozia. L'ambizione pontificia di distribuire territori ancora sconosciuti era legata alla convinzione del tempo che il Papa, vicario di Pietro e rappresentante del Cristo sulla terra, era Signore di ogni cosa. I pagani, coloro che erano fuori dalla Grazia della vera fede, non avevano diritto a nulla finchè non riconoscevano la sovranità del Cristo e della sua Chiesa. Per anni e per decenni il trattato di Tordesillas ha in effetti evitato ogni guerra coloniale tra la Spagna e il Portogallo, pur essendo, sin dal primo giorno, una soluzione provvisoria. Se si taglia una mela con un coltello, la linea di sezione dovrebbe apparire anche sulla superficie opposta e invisibile. In conseguenza degli obblighi assunti con il patronato, i sovrani in cambio di una serie di diritti e di privilegi, s'impegnano a promuovere l'apostolato nelle terre scoperte, a costruire e a mantenere chiese e monasteri, a provvedere a un numero sufficiente di sacerdoti per il servizio divino e il ministero delle anime. 

 

Le mappe misteriose


Le bolle alessandrine, inoltre, sanzionarono giuridicamente la nascita del colonialismo occidentale nel Nuovo Mondo, termine che deriva dalla versione spagnola del nome di Colombo, Cristobal Colón, da cui "colonialismo". Qui si apre la questione delle carte geografiche che preesistevano alle scoperte del 1492 e che erano state ritirate dal Vaticano proprio per non fare andare nessuno su quelle rotte già divise tra spagnoli e portoghesi. In quell'epoca di scoperte, infatti, ogni nazione badava con gelosia commerciale a tenere segreti i risultati delle sue spedizioni. I libri di bordo dei piloti, gli appunti dei capitani, le mappe e i portolani, venivano riposti gelosamente nella Tesoreria di Lisbona.

È possibile che, se Pigafetta veniva incaricato dal Vaticano di imbarcarsi nell'impresa, potesse avere la carta giusta conservata agli archivi Vaticani. 


(...) È tuttavia possibile che Magellano abbia saputo dell'esistenza del passaggio da un'altra fonte. Antonio Pigafetta, un gentiluomo italiano che accompagnò Magellano nel suo viaggio di circumnavigazione e ne fu lo storico ufficiale, riferisce che il navigatore pensava di trovare lo stretto perché lo aveva visto "nel tesoro del re del Portogallo, in una carta disegnata dall'eccellentissimo Martin Behaim", un geografo che era entrato al servizio del Portogallo verso la fine del XV secolo.Questa notizia di Pigafetta è attendibilissima: prima di tutto Martin Behaim è stato realmente cartografo di corte del re del Portogallo, fino alla sua morte avvenuta nel 1507, e d'altra parte noi sappiamo che il taciturno Magellano aveva saputo procurarsi l'ingresso agli archivi segreti. Ma il gioco diventa difficile! Questo Martin Behaim non aveva mai partecipato personalmente a viaggi di scoperta e non poteva aver tratto la stupefacente notizia dell'esistenza dello Stretto, e non solo. Anche lui, cioè, doveva avere dei predecessori. Ecco il problema: chi furono questi predecessori, questi marinai sconosciuti, questi veri scopritori? Ci furono realmente delle navi portoghesi che, prima della redazione di quelle carte e di quei globi, erano penetrate nella misteriosa via fra l'Atlantico e il Pacifico?

(da Rivista del mare, 2007)


Un fatto interessante

Il problema si può porre in questi termini o in altri termini ancora. Da anni l'approfondimento sull'argomento carte misteriose va avanti da parte di ricercatori non convenzionali, io nei miei viaggi ho avuto modo di mettere in dubbio che navigatori come Cristoforo Colombo non sapessero davvero dell'esistenza dell'America. È il caso, in occasione del viaggio di Pigafetta che ci stiamo apprestando a fare, di rimettere in discussione gli assiomi riguardo alle conoscenze del mondo che si avevano nell'antichità. È quello che Galileo Ferraresi cerca di fare con i filmati che potrete trovare sul sito e quello che, da parte mia ho fatto, raccogliendo nei dvd "Le mappe impossibili " e "Cristoforo Colombo non ha scoperto l'America" le mie scoperte e i miei incontri come quello con la Duchessa Medina Sidonia, discendente degli sponsor di Colombo.

 


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