Il sito navigabile dei Velisti per Caso!
twitter facebook friendfeed flickr youtube scrivi a

velisti tv

> newsletter

> cerca

> credits

iscriviti alla
newsletter


cerca nel sito

A Mar del Plata ci sentiamo a casa

13 April 2007 ore 18:00

Porto di Mar del Plata, Base navale Argentina dei Sommergibili, Molo Sud

Libro di bordo (o meglio... di terra!)


Mar del Plata è una città argentina. Mar del Plata è una città italiana. Il 60% dei suoi 750.000 abitanti sono nostri compaesani, e ci tengono a dirlo. Le tradizioni italiane sono fortemente preservate e numerose sono le iniziative tese a prolungarle presso le nuove generazioni. L'italiano è la lingua straniera più diffusa e sta soppiantando il francese nelle domande delle scuole. La cosa che ci ha colpito è il forte intersse per la cultura italiana: libri, musica, giornali, teatro, cinema. Gli italo-argentini sono profondamente interessati a tutto ciò che viene dalla terra di origine. Gli scambi si intensificano grazie ad iniziative private, poiché il nuovo governo italiano ha tagliato parecchi fondi per gli italiani all'estero ed era evidente, avendo soppresso il ministero relativo.

Ma senza entrare in polemiche politiche, questi figli lontani della nostra Patria ci chiedono solo un po' di attenzione. Troppo spesso noi italiani li dimentichiamo.

 

La sera dopo il nostro arrivo a Mar del Plata il nostro amico Genny (Gennaro Vottola) ha organizzato insieme a tutti i più importanti italo-argentini una serata a Casa Italia, la sede della loro associazione, che è attiva dal 1955. Cena, canti napoletani con l'accompagnamento di un suonatore di mandolino Ischitano (originale!). Prosciutto e melone, maccheroni al ragù, stufato di carne, gelato italiano. caffé e... limoncello. Immancabile. Ottimo e prodotto quì, in Argentina, da un nostro connazionale, Antonio de Angelis, che è anche albergatore.
Radio Faro, nel suo programma "Italia sempre giovane" ci ha intervistati all'arrivo. Così pure la TV di Mar del Plata, all'interno della trasmissione 'Puertos'.

Altri amici del gruppo hanno accompagnato il nostro equipaggio a visitare i pescherecci, gialli e rossi, attivissimi e praticamente tutti italiani. La maggior parte viene dal golfo di Napoli o dalla Sicilia, isole Eolie. Hanno portato con sé la tradizione marinara italiana.

L'altro ieri è stato il momento ufficiale. Il Console d'Italia Paolo Emanuele Rezo Sordini ci ha simpaticamente ricevuti dimostrando un vero interesse per il nostro viaggio. Ci conosceva già, di fama, d'altronde. Adriatica è stata ormeggiata per 6 giorni a fianco di un Aviso (una nave da pattugliamento) argentino. Il giovane comandante, un Tenente di Vascello, ci ha presentato ai suoi colleghi permettendoci di scorazzare liberi nella base esplorando sottomarini, navi, rimorchiatori. Era come se fossimo le mascotte della base. Liberi di circolare, riprendere, fotografare, chiedere, girare! Non so se a La Spezia, in Arsenale, sarebbe lo stesso...

Oscar Filippi è il nostro anfitrione all'interno della Base e riceve Ricardo e me. Ci sediamo al bar del figlio di Genny e ci racconta tante cose. Si parla della immigrazione italiana, della guerra delle Malvine, ferita sempre aperta, della mattanza dei pinguini che gli inglesi stanno facendo alle Falklands (passati da tre milioni a uno in pochi anni), delle difficoltà del suo paese... È stato poi programmato un asado di carne su una graticola montata a fianco della nave, sul pontile. Una vera festa.

 

Dopo l'opportuna dose di lavori quotidiani per sistemare Adriatica dai piccoli problemi di manutenzione, noi dell'equipaggio eravamo sempre invitati da qualche parte. Case private, bar, locali, gite, spiaggia. Ogni ora faceva capolino dal tambuccio la testa di un simpatico italo-argentino (molto spesso era 'una' italo-argentina... o una argentina tout-court! dopo che si è sparsa la voce del nostro arrivo) per invitarci in qualche luogo o a una gita. Ma il tempo passa veloce. L'onda dell'oceano che si infrange sulla scogliera del porto sembra dissuadere le barche dall'uscita. Il vento forte da nord ci fa esitare ancora. Adriatica però vuole partire. Tira sulle cime come un cavallo alla partenza di una corsa sulle sue briglie. Adriatica è pronta. Adriatica deve continuare.

Alle 15:00 del 14 aprile molliamo gli ormeggi che ci hanno attraccato per qualche ora alla Fregata Comodoro Rivadavia, il tempo delle pratiche di uscita dal paese. L'equipaggio è pronto, come sempre. Damiano, Marco, Gianni e i due nuovi amici Massimo e Oliver. Ricardo è a Buenos Aires per recuperare dei pezzi di ricambio del motore e visitare il padre e la sorella, che non vede da 3 anni. Ferdy ha terminato il suo contratto con noi. Ci saluta dal pontile con gli occhi velati.

Adriatica esce dal porto. La sirena del veliero rosso suona un lungo, grave e melanconico fischio. Un paio di sirene in risposta. Si levano le mani degli equipaggi di guardia sulle navi militari.

Adriatica imbocca la passe tra il Verde e il Rosso. L'onda lunga si va subito sentire. Su la Randa. Tutta. Fuori il genoa. Il vento ha girato a Ovest. Adriatica sbanda sotto le raffiche leggere. Rotta 035°. Velocità 9 nodi. 220 miglia a nord c'è Punta del Este. La prossima tappa.

Ciao Mar del Plata. Ciao Argentina. Ci hai coccolato tra le tue braccia.

Lo stereo di bordo suona "È Festa", della PFM.

 

Filippo Mennuni

Skipper di Adriatica

Inserisci commento

Inserisci il codice

riportato qui a fianco

Questo website utilizza i cookie per migliorare la vostra esperienza d'uso. Proseguendo la navigazione date implicitamente il consenso all'uso dei cookie. close [ informazioni ]