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Terra! All'alba finalmente le luci di Antigua

1 March 2002 ore 10:00

Solito copione: Cristoforo che mi sveglia per dirmi che sta succedendo qualcosa di particolare. Solo che stavolta il grido è storico: “Terra!” Naturalmente il nostro novello Rodrigo de Triana (il marinaio di Colombo che per primo avvistò l’America) è stato il Capitano Covre, che non dorme mai e che sa usare il gps e gli altri strumenti… E’ notte. Si vedono solo le lucine, le luci del porto e della cittadina di Antigua.

 

Freniamo l’andatura, perché non è consigliabile entrare col buio, visto che è pieno di bassifondi e di boe da rispettare. Guarda caso, adesso che siamo arrivati, il vento sembra che ci sia. Fa impressione vedere le lucine: a me fa venire voglia di casa, di interni familiari. E’ come quando viaggio di notte in treno, e dai cavalcavia vedo dentro le case, dalle finestre illuminate. Mi sembra di essere in un altro mondo e, di là, di sbirciare la vita sulla terra. Nel nostro caso specifico, adesso, è proprio così. Stiamo tornando da un altro mondo.

 

Non siamo esattamente reduci dallo Spazio, ma è come se lo fossimo: la traversata atlantica è stata una incursione in uno spazio e in un tempo sospeso. Siamo tutti in coperta, in silenzio, a guardare le lucine di terra. A me non viene in mente nulla di speciale, come al solito. Allora prendo le telecamera dalle mani di Paolino e faccio parlare lui: “E’ stato bello vivere un’esperienza con gente di età diverse: Cino, Marianna che ha 20 anni, Patrizio.. Stare 16 giorni di fila in oceano con gente così diversa mi ha fatto pensare alla vita, dove non riesci a mettere a fuoco nel ricordo i singoli eventi. E’ un unico momento. Come la vita: passa in un unico fiato.”

 

All’alba, piano piano, siamo entrati nel Canale di Antigua. Abbiamo attraccato, lentamente. Come se fossimo in arrivo da una traversata di poche ore, una gita. Perché? Dopo una traversata atlantica, si attracca in un modo diverso? Io mi ero immaginato di buttarmi in acqua e fare gli ultimi metri a nuoto. Poi, lì per lì, m’è sembrato stupido e pericoloso. Per cui abbiamo attraccato, abbiamo messo la scaletta, sono sceso per secondo a terra, dopo Covre. E non mi girava neanche la testa per il mal di terra.

“Cino, ma che senso ha avuto tutto questo?”

“Cosa fatta capo ha.”

Esattamente quello che dice sempre mio padre.

 

Patrizio 

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