<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss version="2.0"><channel><title>Velisti per caso - Vela per tutti</title><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti</link><description /><language>ita</language><item><title>Manifesto della nautica solidale</title><description>I sette principi da ricordare.&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Cari VPC, &lt;br /&gt;per chi in questi giorni ha messo i remi in barca per dedicarsi completamente alle classiche attività delle feste, vi aggiorniamo sul viaggio che &lt;em&gt;Andrea Stella&lt;/em&gt; ha intrapreso qualche settimana fa. Stiamo infatti continuando  a seguire il suo viaggio verso Miami per l&#039;impresa &lt;a href=&quot;http://www.lospiritodistella.it/&quot;&gt;“I diritti solcano l&#039;Oceano”&lt;/a&gt;. Dopo i festeggiamenti per il Natale a Gibilterra, il catamarano accessibile è ripartito verso l&#039;Atlantico e nei giorni scorsi ha navigato lungo le coste del Marocco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prendiamo spunto da questa avventura per approfondire un po&#039; il discorso legato alla &lt;strong&gt;vela solidale&lt;/strong&gt; e vi parliamo del &lt;a href=&quot;http://www.unionevelasolidale.org/pdf/2010/manifesto%20portualit%C3%A0.pdf&quot;&gt;Manifesto della nautica solidale&lt;/a&gt;. Presentato ufficialmente la scorsa estate, è un&#039;iniziativa che nasce dalle azioni dell&#039;&lt;em&gt;Autorità Portuale Nord Sardegna&lt;/em&gt;, che ha varato un&#039;ordinanza che prevede una quota di posti barca pari al 3% riservati e attrezzati per soggetti (persone fisiche o giuridiche) disabili e/o appartenenti alle categorie protette. Partendo da questo punto fermo, l&#039;&lt;a href=&quot;http://www.unionevelasolidale.org&quot;&gt;Unione Vela Solidale&lt;/a&gt; ha stilato un vero e proprio Manifesto composto da &lt;strong&gt;7 punti fondamentali&lt;/strong&gt;, che rappresentano – come scrivono i rappresentanti dell&#039;UVS –  un punto di partenza &lt;em&gt;“per raggiungere obiettivi che potrebbero sia dare giovamento a chi è svantaggiato, sia sviluppare la nautica da  diporto e il turismo accessibile, nel suo insieme.”&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Riportiamo i sette principi presenti sul documento:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;1.&lt;/strong&gt; destinazione di un numero adeguato di posti barca a disposizione dei diversamente abili che vogliono utilizzare i porti  per la loro attività nautica; &lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;2.&lt;/strong&gt; installazione di bagni pubblici, e impianti di sollevamento per persone diversamente abili  e ausili specifici per la fruibilità del patrimonio culturale del nostro ambiente; &lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;3.&lt;/strong&gt; abbattimento delle barriere architettoniche e adeguamento delle banchine di approdo, in considerazione anche del flusso delle maree. Barriere che si frappongono, anche se le barche vengono particolarmente adeguate a spesa dello stesso disabile;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;4.&lt;/strong&gt; riduzione dell’IVA sui prodotti e sulla manodopera per i lavori di abbattimento delle barriere sulle imbarcazioni di proprietà dei diversamente abili e nei porti; &lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;5.&lt;/strong&gt; abbattimento dei costi di stazionamento e dei posti barca per quelle associazioni che promuovono attività in mare, comprese quelle subacquee, per i diversamente abili; &lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;6.&lt;/strong&gt; audizione delle Commissioni parlamentari “Ambiente, territorio, infrastrutture e trasporti”, “Affari sociali” e “ Turismo “, di Camera dei Deputati e Senato, per proporre la creazione di  Osservatorio su accessibilità, sport e disabilità, centralizzate e periferiche ivi comprese Parchi Nazionali;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;7.&lt;/strong&gt; proposta di una Legge Quadro finalizzata a razionalizzare le competenze dei porti e delle strutture ricettive in ambito nazionale, ma soprattutto ad armonizzare la proposta di destinazione delle quote di posti barca per disabili e strutture d’interfaccia con il territorio, in modo omogeneo in tutte le Regioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Per maggiori informazioni, vi rimandiamo direttamente al &lt;a href=&quot;http://www.unionevelasolidale.org/manifesto.html&quot;&gt;sito dell&#039;Unione Vela Solidale&lt;/a&gt;, dove potete leggere l&#039;intero documento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Buon vento!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Serena Canu&lt;br /&gt;Redazione di Velistipercaso.it&lt;/p&gt;</description><pubDate>Sat, 10 Sep 2011 11:42:55 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/manifesto-della-nautica-solidale</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/manifesto-della-nautica-solidale</guid></item><item><title>Il Chiossone a bordo!</title><description>Weekend speciale a bordo di Adriatica&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ottobre si sta rivelando per Adriatica e il suo equipaggio un mese memorabile! Dopo le riprese lungo le coste della Liguria e il lancio del portolano anfibio al Salone di Genova, la Rossa dei Mari si è fermata nell&#039;Alto Tirreno per accogliere a bordo un &lt;strong&gt;equipaggio speciale&lt;/strong&gt;. Lo scorso weekend, infatti, si sono imbarcati alla spezia due ragazzi dell&#039;&lt;strong&gt;Istituto David Chiossone&lt;/strong&gt; di Genova accompagnati da alcuni operatori. I nostri amici dell&#039;Istituto Chiossone ci ha raccontato questa esperienza e noi lasciamo a loro la parola...&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Genova, ottobre 2010&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Due ragazzi disabili visiviun’esperienza unica a bordo di Adriatica&lt;/strong&gt;, la barca di “Velisti per caso”: una &lt;strong&gt;veleggiata di due giorni nel Golfo della Spezia, proposta da Patrizio Roversi&lt;/strong&gt;, da alcuni anni appassionato testimonial dell’Istituto. Dopo aver conosciuto e vissuto a diretto contatto con i giovani utenti del Centro di Riabilitazione del David Chiossone, in occasione delle realizzazione del cortometraggio “Il Rumore dello Zucchero”, Patrizio è rimasto positivamente impressionato dal livello di autonomia raggiunto dai ragazzi a dispetto del loro handicap e ha voluto proporre loro  &lt;strong&gt;una nuova sfida&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;A. e F., una ragazza e un ragazzo di 28 e 23 anni&lt;/strong&gt;, disabili visivi, insieme a due operatori dell’Istituto, sono stati accolti venerdì sera dal Capitano Mattia Righetti e dalla skipper Carlotta, a bordo di Adriatica, &lt;strong&gt;ormeggiata presso il Porto Lotti, porticciolo turistico della Spezia&lt;/strong&gt;, e, dopo aver familiarizzato con il nuovo ambiente, sono partiti insieme all’equipaggio per una minicrociera durata tutto il weekend.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per il Capitano &lt;strong&gt;Mattia Righetti&lt;/strong&gt; la partecipazione attiva dei ragazzi, che per due giorni sono diventati &lt;strong&gt;a tutti gli effetti membri del suo equipaggio&lt;/strong&gt;, è stata sorprendente: &quot;&lt;em&gt;Non credevo ai miei occhi quando sabato mattina mi sono alzato, e A. era già li pronta per la colazione. Senza alcuna difficoltà si è orientata sulla barca, ha lasciato la cabina ed è giunta in soggiorno prima di tutti”&lt;/em&gt;, ha commentato. “&lt;em&gt;Ma la cosa più sorprendete è stata farli timonare: dopo una breve spiegazione hanno immediatamente percepito la provenienza del vento sul loro viso e sulla base solo di questa informazione definito la rotta”&lt;/em&gt;.  Un’esperienza non del tutto nuova per la giovane A., che lo scorso luglio aveva preso parte al campo estivo a bordo della Nave Italia: “&lt;em&gt;Adriatica è una barca fantastica! Ho fatto una precedente esperienza in barca a vela ma si trattava di un brigantino una barca molto più grossa. Qui si sente davvero il vento, il mare e la spinta delle vele&lt;/em&gt;”.  &quot;&lt;em&gt;Un&#039;esperienza coinvolgente e appassionante!&lt;/em&gt;” – ha commentato anche &lt;strong&gt;Simone Torretta&lt;/strong&gt;, Direttore Amministrativo dell’Istituto David Chiossone, che ha accompagnato i ragazzi - &lt;em&gt;E&#039; sempre un&#039;emozione vedere il coraggio e l&#039;entusiasmo con cui i nostri ragazzi, nonostante il proprio handicap, desiderano confrontarsi con situazioni nuove. E questa volta il contesto era veramente impegnativo: spazi molto contenuti, ambientazione inusuale e condizioni meteo avverse, ma loro erano felici di essere lì!&lt;/em&gt;&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Grazie all’amicizia di Patrizio Roversi, l’Istituto David Chiossone ha potuto così offrire ai suoi ragazzi un’altra importante occasione per mettersi alla prova e &lt;strong&gt;superare i limiti imposti dalla disabilità visiva&lt;/strong&gt;.  &lt;span class=&quot;image img&quot;&gt;&lt;br /&gt;Ringraziamo &lt;strong&gt;&lt;a href=&quot; http://www.portolotti.com&quot;&gt;Porto Lotti&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; che ha ospitato Adriatica durante il weekend, dando il suo fondamentale contributo all&#039;organizzazione di questa iniziativa alla quale noi Velisti per caso tenevamo in maniera particolare.   Alla prossima veleggiata! &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;image img&quot;&gt;Buon vento, &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;image img&quot;&gt; La Redazione di Velistipercaso.it &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;image img&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Cos&#039;è l&#039;Istituto David Chiossone Onlus?&lt;/strong&gt; Fondato a Genova nel 1868, il David Chiossone è oggi una onlus che si propone come centro di eccellenza a livello nazionale nel campo della riabilitazione visiva. Cuore dell’attività dell’Istituto è il Centro di Riabilitazione per le Disabilità Visive, tra i pochi in Italia ad occuparsi della presa in carico globale di disabili e pluridisabili visivi di ogni età, dall’infanzia alla vecchiaia. Per l’Istituto Chiossone riabilitazione vuol dire soprattutto impegno verso lo sviluppo delle capacità di percezione alternative alla vista e verso lo sviluppo armonico della personalità, con l’obiettivo ultimo di raggiungere la piena autonomia e di migliorare la qualità della vita dei disabili visivi. In virtù dell’esperienza acquisita nel corso di tanti anni di operatività e grazie a un’equipe altamente specializzata, a una struttura solida e completa ed alle tecnologie e metodologie di intervento più avanzate, l’Istituto David Chiossone si conferma come solido punto di riferimento a livello nazionale nel settore della riabilitazione visiva e dell’integrazione sociale dei disabili.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 08 Sep 2011 17:48:13 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/il-chiossone-a-bordo</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/il-chiossone-a-bordo</guid></item><item><title>Lo Spirito di Stella</title><description>Primo catamarano al mondo senza barriere&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;em&gt;di Christian Zovico&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&quot;&lt;strong&gt;Tim Progetto Italia - lo Spirito di Stella&quot; è il primo catamarano al mondo senza barriere. &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;L&#039;imbarcazione è stata fatta costruire da &lt;strong&gt;Andrea Stella&lt;/strong&gt;, un giovane disabile di Thiene (VI), la cui paraplegia è stata causata da un&#039;ingiustificata ed inspiegabile aggressione subita nell&#039;agosto 2000 a Fort Lauderdale (Florida) dove si trovava per motivi di studio. Andrea aveva sorpreso alcuni malviventi che stavano tentando di rubare la sua auto (presa a noleggio) e uno di loro, senza lasciarli il tempo né di fuggire né di reagire, gli sparò due colpi a distanza ravvicinata. Dopo 40 giorni di coma Andrea si salvò, ma una pallottola lese la colonna costringendolo alla sedia a rotelle. Un anno dopo il grave episodio Andrea, amante della nautica, iniziò a coltivare il sogno di tornare a navigare come accadeva prima. Prese contatto con numerose agenzie di tutto il mondo per trovare un&#039;imbarcazione adatta ma scoprì che non vi erano possibilità concrete. Con il sostegno della famiglia decise di costruire un catamarano le cui caratteristiche dovevano basarsi su una gestione razionale degli spazi interni ed esterni al fine di garantire una facile accessibilità, una mobilità interna adeguata e, soprattutto, la possibilità di governare l&#039;imbarcazione autonomamente.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Per questo sono state progettate ed inserite una serie di innovazioni tecnologiche e di design che ora costituiscono la caratteristica principale di questa imbarcazione (&lt;a href=&quot;http://www.lospiritodistella.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.lospiritodistella.it&lt;/a&gt;). Il catamarano è quindi diventato un modello da imitare per tutti coloro che si occupano di costruzione e progettazione, presentandosi come un laboratorio qualificato per studiare, testare e ideare soluzioni per migliorare l&#039;accessibilità di luoghi, mezzi e strumenti. Il progetto ha fatto capire che rendere accessibile una situazione per un disabile significa far diventare la medesima cosa più confortevole per tutti e quindi la validità del progetto è trasversale e universale. Si pensi che il telecomando è stato inventato da una persona disabile. Quante altre soluzioni, a vantaggio di tutti, potrebbero essere individuate nella vita di tutti i giorni applicando la stessa razionalità?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Il progetto &quot;&lt;strong&gt;Giro d&#039;Italia 2004 - Vela per tutti&lt;/strong&gt;&quot;, promosso dall&#039;associazione Onlus &quot;lo Spirito di Stella&quot; assieme a Tim - Telecom Progetto Italia, sta offrendo la possibilità di vivere l&#039;esperienza della barca a vela ad oltre 200 disabili. Il Tour 2004, è partito i primi di aprile da Savona e prevede che il catamarano passi per i principali porti nazionali nel corso di 7 tappe durante le quali saranno organizzati dei corsi di avvicinamento alla vela per equipaggi misti (disabili e medici-fisioterapisti). Ogni tappa prevede 6-8 giorni di giornate di mare con equipaggi che si alternato tra loro. Il Giro d&#039;Italia 2004 rappresenta la concretizzazione del &lt;strong&gt;Progetto &quot;Vela per tutti&quot;&lt;/strong&gt; che ha avuto il suo &quot;prologo&quot; lo scorso anno a Savona dove per la prima volta è stato organizzata una settimana di vela alla quale hanno preso parte pazienti disabili, medici e fisioterapisti di alcune Unità Spinali. Durante l&#039;esperienza ci si è resi conto dell&#039;importanza e del significato che questa iniziativa assumeva anche dal  punto di vista medico-riabilitativo, oltre che umano: per i pazienti ha rappresentato una rinascita morale e psicologica; per i sanitari è stato possibile sperimentare nuovi e innovativi metodi e tecniche nel campo del recupero psicomotorio.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 14:50:07 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/lo-spirito-di-stella</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/lo-spirito-di-stella</guid></item><item><title>Stella solca l&#039;Oceano!</title><description>L&#039;avventura dello Spirito di Stella&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;I velisti per caso che ci seguono da tempo sanno che fra i vari temi che ci appassionano c’è la &lt;strong&gt;vela solidale&lt;/strong&gt;. E non è un caso che la nostra attenzione venga sempre attirata dalle storie di coloro che ogni giorno propongono progetti, eventi, corsi dedicati a persone con vari tipi di disabilità (da quella visiva a quella motoria) o disagio sociale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa volta vi raccontiamo di un’impresa che sta partendo proprio in questi giorni. &lt;strong&gt;Andrea Stella&lt;/strong&gt;, promotore dell’Associazione &lt;a href=&quot;http://www.lospiritodistella.it/&quot;&gt;Lo Spirito di Stella&lt;/a&gt; e ideatore del famoso &lt;strong&gt;catamarano accessibile&lt;/strong&gt; – salperà lunedì prossimo da La Spezia &lt;strong&gt;verso Miami&lt;/strong&gt;, punto di partenza della sua storia. Riportiamo il comunicato che ci hanno inviato i suoi collaboratori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Sta per salpare da La Spezia alla volta di Miami “lo Spirito di Stella”, il primo catamarano al mondo senza barriere architettoniche. L’imbarcazione attraverserà l’Oceano per diffondere i principi della Convenzione ONU sui &lt;strong&gt;Diritti delle persone con disabilità&lt;/strong&gt; e del &lt;strong&gt;Manifesto per la Promozione del turismo accessibile&lt;/strong&gt;, che porterà impressi sulle vele. A bordo ci sarà il presidente della Onlus “lo Spirito di Stella” Andrea Stella, che ha ideato questa eccezionale traversata al &lt;strong&gt;decimo anniversario&lt;/strong&gt; dalla tragica sparatoria che l’ha costretto in sedia a rotelle.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il viaggio sarà all’insegna della &lt;strong&gt;sostenibilità ambientale&lt;/strong&gt;, in collaborazione con &lt;a href=&quot;http://www.ocean-team.org&quot;&gt;Environmental Ocean Team&lt;/a&gt;, e promuoverà un’importante ricerca in ambito medico-scientifico. Testimonials i fuori classe della vela &lt;strong&gt;Giovanni Soldini&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Mauro Pelaschier&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Pietro D’Alì&lt;/strong&gt; e il Presidente di Enit &lt;strong&gt;Matteo Marzotto&lt;/strong&gt;.  Il viaggio vuole rappresentare un’occasione per dare al mondo un esempio concreto di come sia possibile abbattere le barriere architettoniche e mentali. &lt;a href=&quot;http://www.ocean-team.org/stella/&quot;&gt;“I diritti solcano l’Oceano”&lt;/a&gt; è il nome di questa speciale traversata che terminerà negli Stati Uniti a fine marzo: prima tappa nelle Isole Canarie, quindi Martinica, nei Caraibi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il catamarano riceverà il saluto ufficiale della Marina Militare Italiana - che patrocina il progetto assieme al Ministero della Difesa e ad Enit - e dei velisti Giovanni Soldini, Mauro Pelaschier e Pietro D’Alì, testimonials del progetto.  Obiettivo principale del viaggio è trasmettere i principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. La Carta, redatta dall’Onu e ratificata dall’Italia nel 2007, all’arrivo a Miami sarà consegnata al Miami Jackson Memorial, uno dei maggiori centri riabilitativi al mondo per traumi midollari e sulla ricerca sulle staminali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il viaggio, che vede anche il patrocinio dell’Enea di La Spezia, è all’insegna della sostenibilità ambientale, in quanto il catamarano si presta ad essere &lt;strong&gt;“laboratorio” della società &lt;a href=&quot;www.ocean-team.org&quot;&gt;Environmental Ocean Team&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, che condurrà osservazioni oceanografiche e che, sempre da bordo, divulgherà riflessioni e messaggi sullo stato di salute dei mari ed i loro comportamenti. Ma c’è dell’altro: “Lo Spirito di Stella”, in coerenza ad una visione ecosostenibile e di &lt;strong&gt;rispetto dell’ambiente del pianeta&lt;/strong&gt;, non solo navigherà sfruttando il vento, ma si procurerà anche l’energia necessaria alla normale vita di bordo senza inquinare, sfruttando &lt;strong&gt;sofisticati pannelli solari e speciali accumulatori&lt;/strong&gt; installati a bordo: il modo migliore per risparmiare energia, infatti, è consumarne e sprecarne il meno possibile ed usare quelle rinnovabili, come il sole ed il vento. E non è tutto: la traversata oceanica promuoverà un’importante &lt;strong&gt;ricerca in campo medico-scientifico&lt;/strong&gt;, in collaborazione con TeSAN S.p.A. Nel corso del viaggio l’imbarcazione usufruirà del servizio meteo personalizzato NavimeteoSat: un transponder satellitare e un display di bordo consentiranno al Centro Meteo di seguire costantemente la rotta del catamarano e di trasmettere eventuali avvisi in modo puntuale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo l’approdo finale a Miami, una seconda conclusione del viaggio avverrà a &lt;strong&gt;Gitando All&lt;/strong&gt;, il &lt;em&gt;primo salone italiano dedicato al turismo e allo sport accessibile&lt;/em&gt; promosso dalla Regione Veneto, main partner della traversata atlantica. A Gitando All Andrea Stella presenterà documentazioni e resoconti del viaggio. L’Assessorato al Turismo della Regione Veneto e Gitando All condividono la volontà del progetto “I diritti solcano l’Oceano” di promuovere il turismo per tutti: sulla randa del catamarano, infatti, accanto al primo articolo della Convenzione sui diritti della persona disabile, è impresso il primo articolo del Manifesto per la Promozione del Turismo Accessibile. Sostiene il viaggio anche la Regione Friuli Venezia Giulia che apprezza il contributo fattivo dell’iniziativa alla consapevolezza sociale nei confronti dei diritti umani, mettendo in pratica lo spirito della Convenzione Onu.”&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei prossimi mesi seguiremo l’avventura dei ragazzi de Lo Spirito di Stella.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo gli auguriamo buon vento!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Redazione di Velistipercaso.it&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 08 Sep 2011 17:43:33 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/stella-solca-l-oceano</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/stella-solca-l-oceano</guid></item><item><title>Notizie da Andrea Stella!</title><description>Il catamarano accessibile ha attraversato l&#039;Atlantico&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Riceviamo e vi riportiamo con grande piacere le notizie che ci hanno mandato gli amici de Lo Spirito di Stella! Andrea e il team che viaggiava a bordo del catamarano sostenibile sono giunti dall&#039;altra parte dell&#039;oceano alcuni giorni fa... Ecco cosa ci raccontano!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&quot;A dieci anni dalla tragica sparatoria che l’ha costretto in sedia a rotelle, Andrea Stella ha attraversato l’oceano per diffondere i diritti delle persone disabili. In 13 giorni e 14 ore, a bordo del catamarano senza barriere, è approdato a Martinica (Caraibi).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Terra, terra, terra!”. Questa l’esclamazione di Andrea Stella, presidente della onlus “lo Spirito di Stella”, quando, a bordo dell’omonimo catamarano senza barriere architettoniche (www.lospiritodistella.it), ha raggiunto Martinica, nel cuore dell’arcipelago caraibico, dopo 13 giorni e 14 ore di navigazione no-stop. Scopo del viaggio “I diritti solcano l’oceano” (che gode del patrocinio della Marina Militare Italiana, del Ministero della Difesa, del Ministero del Turismo, di Enit, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del National Oceanography Centre, Enea) è quello di diffondere i principi della Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità e del Manifesto per la Promozione del turismo accessibile che sono impressi sulle vele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Partito il 7 dicembre da La Spezia, il catamarano accessibile ha fatto tappa prima a Gibilterra e poi a Gran Canaria. Da quel giorno, lo scorso 5 gennaio, solo oceano, con una navigazione no-stop e turni a gruppi di 3 persone con 2 ore di lavoro e 4 di riposo. Il team Navimeteo che da Chiavari segue l’impresa è stato il primo a dare il benvenuto ad Andrea Stella all’arrivo ai Caraibi, tramite il sistema di geolocalizzazione NavimeteoSat.  “Siamo arrivati di notte… è stato molto emozionante. Dopo tanti giorni di navigazione la voglia di arrivare era tanta, anche se il viaggio è stato bellissimo. In mare il contatto con la natura è molto forte e riesci a vivere a pieno lo scorrere del tempo: puoi goderti tutte le albe e tutti i tramonti, cose che nella frenesia della città, nella vita quotidiana, diamo per scontate” ha raccontato Andrea Stella.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Il gruppo era molto affiatato e questo è stato importante perché durante un viaggio così lungo, in un ambiente ristretto, si vivono emozioni contrastanti. Il mare cambia di continuo, passavamo da 8-10 nodi a 25, dalla tranquillità all’agitazione. In condizioni instabili è facile che si creino attriti. Noi per evitare tensioni ci siamo ben divisi i compiti, ognuno faceva la sua parte ed era sempre pronto a collaborare” ha aggiunto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A bordo, oltre ad Andrea Stella, presidente della onlus “lo Spirito di Stella” che ha ideato  questa traversata nel decimo anniversario della sparatoria che l’ha costretto in sedia a rotelle, il grande velista Pietro d’Alì, testimonial del progetto assieme ai fuoriclasse della vela Giovanni Soldini e Mauro Pelaschier e al presidente di Enit Matteo Marzotto. Gli altri membri dell’equipaggio sono: Diego Trevisi, Daniel Valli, Emilio Tesi, Nicola Vaccari, Maria Foscarini ed Ivone Rubin.  Nel corso della traversata il catamarano si è prestato ad essere “laboratorio” della società Environmental Ocean Team (www.ocean-team.org) che ha condotto delle importanti osservazioni oceanografiche che proseguiranno anche in Martinica. “Lo Spirito di Stella”, in coerenza ad una visione ecosostenibile e di rispetto dell’ambiente del pianeta, ha navigato senza inquinare, sfruttando sofisticati pannelli solari e speciali accumulatori installati a bordo. Ha inoltre contribuito ad una ricerca in campo medico-scientifico, in collaborazione con TeSAN S.p.A.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo una pausa ai Caraibi, dove proseguiranno le ricerche di Eot, il catamarano ripartirà con destinazione Miami. Qui Andrea Stella consegnerà la Convenzione ONU sui Diritti delle persone con disabilità al Miami Jackson Memorial, uno dei maggiori centri riabilitativi al mondo per traumi midollari e sulla ricerca sulle staminali. Al rientro in Italia, Andrea Stella presenterà i risultati del viaggio a Gitando All, il primo salone italiano dedicato al turismo e allo sport accessibile, main partner dell’iniziativa assieme alla Regione Veneto e a Volkswagen Das Auto.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ancora buon vento ad Andrea e allo Spirito di Stella!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La Redazione di Velistipercaso.it&lt;/p&gt;</description><pubDate>Thu, 08 Sep 2011 18:20:34 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/notizie-da-andrea-stella</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/notizie-da-andrea-stella</guid></item><item><title>Spirito libero by &quot;Lo spirito di Stella&quot;</title><description>Come sensibilizzare sui temi della disabilità e dell&#039;abbattimento delle barriere architettoniche&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Vi ricordate dell&#039;associazione &quot;&lt;a href=&quot;http://www.lospiritodistella.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Lo Spirito di Stella&lt;/a&gt;&quot;, del suo catamarano accessibile e della determinazione del suo presidente Andrea Stella?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Torniamo a parlarvi di loro per raccontarvi cosa hanno fatto durante il 2009! Si sono infatti concluse da poco le attività estive e, mentre loro programmano le iniziative per il prossimo anno, noi siamo curiosi di scoprire cosa è successo nei mesi scorsi. L&#039;associazione del bassanese infatti ha riproposto anche quest&#039;anno l&#039;iniziativa “Spirito Libero”, un mezzo per sensibilizzare le persone intorno ai temi della disabilità e dell&#039;abbattimento delle barriere architettoniche.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Protagonista indiscusso dell&#039;iniziativa è stato il &lt;strong&gt;catamarano completamente accessibile&lt;/strong&gt; ideato da Andrea Stella, in carrozzina dopo l&#039;aggressione a colpi d&#039;arma da fuoco della quale è stato vittima nel 2000. Da maggio a ottobre, l&#039;imbarcazione ha fatto tappa in 7 porti d&#039;Italia e ha ospitato 700 persone, fra disabili, accompagnatori, medici e fisioterapisti, regalando la possibilità di vivere una giornata in completa autonomia a bordo del primo catamarano al mondo senza barriere. Il programma giornaliero prevedeva un&#039;uscita in mare con una lezione teorica sui fondamenti della navigazione e il pranzo a bordo offerto dall’associazione. Naturalmente, durante il viaggio i partecipanti hanno avuto modo di mettersi alla prova e di scoprire il fascino della vela e del mare. Ecco quindi che, con l&#039;aiuto del capitano, i più temerari hanno preso possesso del timone per provare a condurre l&#039;imbarcazione.Solitamente, a ogni uscita hanno partecipato quattro persone disabili (con limite di tre carrozzine) con relativi accompagnatori. Sono però numerosi anche gli ospiti famosi che hanno voluto dare il loro contributo all&#039;iniziativa, fra i quali Enzo Maiorca e Alessandro Preziosi.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Durante il lungo viaggio, partito da Taranto e terminato a Trieste, Andrea Stella ha fatto tappa anche all&#039;Università di Architettura di Siracusa, dove ha presentato il seminario “Progettare e realizzare per tutti” con l’obiettivo di illustrare agli studenti le innovazioni progettuali del catamarano. Lo scopo è sempre quello di dimostrare che una progettazione attenta alle esigenze delle persone con difficoltà motorie comporta vantaggi per tutti e non solo alle persone disabili. Il seminario si inserisce in un &lt;strong&gt;progetto di sensibilizzazione&lt;/strong&gt; portato avanti dall’associazione che vuole partire dall’esempio del catamarano per migliorare gli edifici e le città rendendo gli ambienti accessibili a tutti!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;L&#039;Associazione “Lo Spirito di Stella” si è poi fatta portavoce dei &lt;strong&gt;problemi legati all&#039;accessibilità nello sport e nel turismo&lt;/strong&gt;. In occasione del Meeting di Rimini si è infatti svolto l’incontro &lt;strong&gt;“Oltre i limiti. Sport e turismo accessibili”&lt;/strong&gt;, dove Andrea Stella ha incontrato, fra gli altri, Roberto Vitali, Presidente di “Village for all” primo network nazionale di turismo accessibile per villaggi e campeggi. In Friuli Venezia Giulia, invece, in occasione dell’arrivo a Trieste del catamarano senza barriere   è stato organizzato il seminario &lt;strong&gt;“Pensare e progettare per tutti. Soluzioni innovative per la partecipazione, l’inclusione e la vita indipendente delle persone con disabilità”&lt;/strong&gt;. Questa, come altre iniziative proposte dall&#039;associazione Lo Spirito di Stella, è stata un momento di confronto tra gli attori del sistema regionale (Amministrazione Regionale, Enti locali, strutture di ricerca e consulenza, imprese) per definire un approccio comune ai temi dell’accessibilità e della qualità della vita a casa.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Progettare gli spazi tenendo conto dell’accessibilità significa progettare ambienti che favoriscano l’inclusione della persona con disabilità e, in generale, si tratta di spazi qualitativamente migliori per qualsiasi persona. Quindi l’investimento sull’accessibilità è &lt;strong&gt;un investimento per la comunità nel suo complesso!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Durante i 6 mesi di navigazione, sono state raccolte varie testimonianze di ragazzi, ospiti, organizzatori. Ve ne riportiamo alcune, per farvi entrare un po&#039; di più nel mondo della vela accessibile!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;- &lt;strong&gt;Andrea Stella&lt;/strong&gt;, Presidente dell&#039;associazione “Lo Spirito di Stella”: &lt;em&gt;Scopo dell&#039;iniziativa è divulgare la pratica sportiva tra le persone con disabilità e sensibilizzare l&#039;opinione pubblica sull&#039;importanza dell&#039;abbattimento delle barriere architettoniche.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;- &lt;strong&gt;Michel Gelsi&lt;/strong&gt;, 24 anni di Vicenza, disabile in seguito a un incidente: &lt;em&gt;Spirito Libero non è solo utile, ma è anche indispensabile. Non tutti dopo un incidente riescono a reagire, molti si chiudono in casa e hanno bisogno di essere spronati. Salire a bordo del catamarano ti fa capire che la vita continua e che non è vero che non puoi più fare nulla solo perchè sei in sedia a rotelle.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;- &lt;strong&gt;Irene Zamenego&lt;/strong&gt;: &lt;em&gt;A bordo riesco a fare qualsiasi cosa da sola e m sento uguale a tutti gli altri. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Quando, in seguito a un incidente o a un grave trauma, ti ritrovi in sedia a rotelle, credi che la tua vita sia finita. Non sai che puoi fare lo stesso tantissime cose. Spirito Libero vuole rappresentare uno stimolo per le persone con disabilità, per aiutarle ad affrontare con coraggio  le difficoltà che incontrano quotidianamente&lt;/em&gt;, spiega Andrea Stella, 33 anni, in carrozzina sopo l&#039;aggressione a colpi d&#039;arma da fuoco della quale è stato vittima nel 2000.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 16:34:26 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/spirito-libero-by-spirito-di-stella</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/spirito-libero-by-spirito-di-stella</guid></item><item><title>VentoLibero</title><description>Il mare, nessuno escluso. Il vento, nessuno escluso!&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;di Stefano Zinato&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Non lo saprei dire se noi di &lt;a href=&quot;http://www.ventolibero.net/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Ventolibero&lt;/a&gt; siamo bravi, ma coraggiosi sì.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ventolibero nasceva due anni fa, un&#039;associazione nata per dare l’opportunità a chi fosse in condizioni disagiate di poter praticare un corso vela. Dei semplici marinai hanno dato il via a questa visione. La nostra visione era, e rimane tuttora una: donare una parte del  nostro tempo e trasmettere la nostra conoscenza agli ospiti delle case famiglia (ex-orfanotrofi). Da allora gratuitamente proponiamo a tutte le persone che soffrono un qualsiasi disagio fisico, sociale, culturale o economico le conoscenze marinare e la pratica della vela,  come strumento per accrescere le capacità e acquisire ideali e valori utili per affrontare la vita di tutti i giorni.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Questo perché abbiamo la convinzione che la vela nel suo insieme sia una scuola di vita. Per questo produciamo visioni, che nel tempo si tramutano in sogni, i quali si traducono in realtà. Abbiamo il coraggio di non volere produrre idee. Oggi le idee le hanno tutti, leggiamo tante belle iniziative solidali che si esprimono attraverso la vela. A noi non basta. La nostra associazione porta un nome che lega insolubilmente due termini astratti: il vento e la libertà. Ventolibero. Questo nome assume un significato molto importante. Potrei esporre le iniziative che abbiamo prodotto e citare le manifestazioni e gli eventi a cui abbiamo partecipato, ma quelli li trovate nel sito. Potrei riferirvi gli articoli sui quotidiani locali e nazionali, della stampa specializzata del settore velico ripresi poi nel web. Potrei riportare l’eco delle riviste di volontariato che hanno ospitato e riportato le nostre iniziative… Potrei raccontarvi dei  premi e riconoscimenti ricevuti per il nostro operato.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ma se facessi questo, questa associazione non porterebbe questo nome.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ventolibero racchiude in sé la forza del vento, quel vento che talvolta tormenta i marinai, ma che anche li accompagna e li esalta nelle loro imprese. La libertà, il valore più nobile del marinaio, quel valore da cui nasce la solidarietà incondizionata, lo stile di vita di chi và per mare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Questo è Ventolibero.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Siamo moderni volontari che fanno della vela una missione senza limiti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Vi espongo le visioni di Ventolibero:&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Una mano dal mare&lt;/strong&gt;, un progetto nato due anni fa e che troverà il suo epilogo tra un anno, troppo tempo -penserete- è passato per fare dei semplici corsi vela ai ragazzi delle case famiglia (ex-orfanotrofi). Vero, ma questo non è un progetto, è una visione che nel tempo ha generato un sogno.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il  progetto &lt;strong&gt;EYE CUBE&lt;/strong&gt;, specificamente rivolto al tema dell’integrazione sociale di persone con disabilità, ma più in generale finalizzato a promuovere una nuova dimensione della vela. Il primo e unico  progetto al mondo per la formazione di istruttori di vela non vedenti e ipovedenti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Un manuale&lt;/strong&gt;, anzi, un libro da toccare, da scoprire e da leggere al buio, un manuale che tralascerà volutamente i fondamentali dell&#039;arte velica per cimentarsi nell&#039;affascinante mondo delle esperienze veliche di chi naviga con il cuore e sente il vento. Un manuale per tutti, per i non vedenti, per gli ipovedenti e anche per chi vede e conosce la vela,  ma non ha ancora scoperto il fascino del navigare usando non solo la teoria e la pratica, ma la passione nel sentire  il vento e il mare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Questo è Ventolibero.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Sembra incredibile?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;No.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Noi non siamo incredibili: facciamo fare a delle persone cose che hanno dell’incredibile.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Perché lo facciamo? Semplice, perché siamo marinai.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Abbiamo un interesse particolare a farlo? Certo: quando abbiamo una visione, che si traduce in sogno e poi diventa realtà, ebbene  in quel momento si provano quelle emozioni vere, a tratti dure, che ti toccano dentro e lasciano il segno. Noi siamo come il vento, a volte sensibili e talvolta duri, e come lui ci sentiamo liberi.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Donne e uomini di Ventolibero al servizio di tutte quelle visioni, di quei sogni e di quelle realtà che abbiano la seguente filosofia:&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;IL MARE, NESSUNO ESCLUSO.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;IL VENTO, NESSUNO ESCLUSO.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il mare è grande, ed è lì da sempre come la vita, che ci è nata dentro. Navigare sul mare fa scoprire se stessi: piccoli, ma anche vivi, liberi, grandi. Scoprire se stessi, dai limiti alle qualità, è per tutti il punto di partenza per fare insieme agli altri. Scoprire gli altri, dare, crescere, essere liberi. Qualunque sia la tua capacità visiva, motoria, e qualunque sia stata fino ad oggi la tua storia, hai il mare. Perché il mare siamo tutti noi. Nessuno escluso.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 16:24:16 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/ventolibero</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/ventolibero</guid></item><item><title>Tutti a vela con Arché Sail</title><description>Una cooperativa trentina che promuove turismo velico solidale e accessibile sul Lago di Garda&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Velisti per Caso, vi presentiamo la &lt;strong&gt;cooperativa sociale trentina Arché&lt;/strong&gt;, che si occupa di promuovere sul &lt;strong&gt;Lago di Garda&lt;/strong&gt; forme di turismo solidale e accessibile, partendo proprio dalla vela. Arché è infatti anche il nome di una barca completamente &quot;sbarrierata&quot;, di tutti e per tutti, su cui è salito anche Patrizio lo scorso ottobre a Riva del Garda.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il senso dell&#039;iniziativa è tutto nella mission dichiarata sul &lt;a href=&quot;http://www.archesail.org/it/index.php&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sito manifesto&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Intendiamo sviluppare sul lago di Garda nuovi percorsi per un turismo formato su basi solidali e sociali, che introietti ogni forma di disagio o disabilità nell’ambito di ogni forma culturale, che abbia nello sport della vela il motore emozionale per &quot;non lasciare nessuno a terra...&quot;. Il punto di partenza è una concezione globale del concetto di salute, non tanto come assenza di malattia, ma come soddisfazione complessiva, motivo per cui è stata ideata questa barca capace di accogliere persone disabili, quindi con diverse capacità, che non determinano diversità di bisogni ed esigenze&quot;. La qualità della vita e il benessere psicosociale concorrono a pieno titolo nel percorso di riabilitazione.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;I ragazzi di Arché hanno modificato la barca collaborando nei lavori con due amici velisti portatori di disabilità fisica, che hanno potuto dare in presa diretta i giusti suggerimenti per renderla davvero su misura. E soprattutto hanno testato in prima persona le possibilità di movimento, l’efficacia delle soluzioni, la distribuzione degli spazi.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Vediamo nel dettaglio quali modifiche sono state apportate:&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Pedana elettro meccanica di accesso sottocoperta che consente a chi utilizza la carrozzina di beneficiare di tutti gli spazi interni della barca, anche quelli più complicati da raggiungere&lt;/li&gt;
&lt;li&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Cabina di prua allargata che può ospitare anche due carrozzine, con letti a murata per facilitarne l’impiego&lt;/li&gt;
&lt;li&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Porta di accesso scorrevole larga 80 cm&lt;/li&gt;
&lt;li&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Prese elettriche a portata, che si possono utilizzare senza doversi necessariamente muovere&lt;/li&gt;
&lt;li&gt; &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Bagno allargato, con maniglie di appoggio, porta a due ante di 80 cm, wc in ceramica e possibilità di doccia&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Pagliolato senza sbalzi&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Il tavolo in dinette, con rialzo fino alla parte interna della tuga permette un comodo accesso al divano&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;In pozzetto sono state approntate quattro postazioni attrezzabili con cinture di sicurezza pettorali, pelviche e per le gambe. Sono inoltre a disposizione cuscini antidecubito e cuscini posturali Vicair&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;È possibile anche utilizzare la postazione del timoniere nella quale è stata studiata una soluzione comoda per la seduta in sicurezza con appoggio e cinture come per le sedute del pozzetto.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Pedana di accesso in alluminio omologata, che permette alle carrozzine di accedere direttamente dal pontile alla barca (2,25 m x 70 cm, portata di 350 kg)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h3 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Perché proprio la vela? &lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Perché la vela è uno sport che si svolge in un ambiente per definizione naturale, che coinvolge i partecipanti sia dal punto di vista fisico che emotivo, e stimola la riflessione e l’autoanalisi. In barca si diagnosticano con più chiarezza i punti di forza e di criticità del proprio carattere, si impara (talvolta anche sforzandosi) a lavorare e ragionare in gruppo, a fare attenzione ai segnali e a prendere decisioni per risolvere velocemente i problemi. Se collaborazione, decisione e determinazione fanno parte della vita quotidiana, in barca a vela è possibile provare il proprio stile di esercitare queste azioni e riflettere su eventuali miglioramenti, ma anzitutto si viene chiamati ad una gestione emotiva sia propria che altrui che per molti versi non è scontata.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Le iniziative organizzate da Arché ruotano intorno alla barca, ma non solo: l&#039;obiettivo è quello di allargare sempre più l’offerta formativa, assistenziale e ludica coinvolgendo tanti altri attori che in Trentino già si occupano di disabilità e disagio sociale. Tra gli intenti per il futuro prossimo la volontà di creare progetti condivisi anche con altre regioni italiane o europee.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il bello è che Arché è davvero una barca di tutti, per tutti. &lt;a href=&quot;http://www.archesail.org/it/prenotazioni/comeprenotarsi.php&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Scoprite come prenotare la vostra uscita&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Di recente, tra l’altro, è stata introdotta la possibilità di soggiornare a Riva del Garda in un campeggio a 400 m dalla barca che ha due bungalow attrezzati per persone con disabilità e una pista ciclabile che porta direttamente al porto. Presto sul sito di Arché troverete le tariffe di questi bungalow che possono ospitare fino a 4 persone e gli sconti che si possono avere tramite loro. Un altro passo verso una vera e propria rete di turismo completamente accessibile.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Buon Vento!&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 16:15:45 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/tutti-a-vela-con-arche-sail</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/tutti-a-vela-con-arche-sail</guid></item><item><title>A scuola in mezzo al mare</title><description>Niky Frascisco vive con la sua famiglia in mezzo mare e da lì studia&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Niky Frascisco&lt;/strong&gt; è un bambino di 11 anni che, a causa di una particolare forma di asma bronchiale congenita, ha difficoltà a vivere una vita sana sulla terraferma, traendo invece particolare beneficio dal vivere sul mare: l’aria di mare allevia infatti le sue sofferenze molto più delle massicce cure farmacologiche alle quali sarebbe altrimenti costretto. L&#039;avventura di questo coraggioso ragazzino ha inizio quando i suoi genitori, Paola Giacotto e Paolo Frascisco, hanno deciso di lasciare Bellinzago Novarese, in provincia di Novara, per andare vivere in mezzo al mare e garantire, così, una vita serena al figlio. Per fare ciò, entrambi appasionati di mare e di vela, hanno costruito loro stessi nel giardino di casa una goletta, l’hanno poi trascinata al mare lungo il Po in secca e ci sono andati ad abitare, lasciando tutto quello che possedevano sulla terra ferma.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il &lt;strong&gt;Walkirye&lt;/strong&gt;, questo il nome della barca, 26 mt per 45 tonellate di peso, è forse la più grande autocostruzione italiana e probabilmente l&#039;unica totalmente realizzata in acciaio inossidabile. Per la famiglia Francisco è molto di più: è la loro casa itinerante da ormai cinque anni. Durante l&#039;anno Niky e la sua famiglia si spostano lungo vari porti italiani, mentre in estate, di solito, li si può trovare ormeggiati alle Eolie, dove organizzano micro-crociere per autofinanziare l&#039;Associazione Walkirye Adventures. Paolo e Paola sono promotori del progetto &quot;Una scuola per Niky&quot; (in collaborazione con il Ministero dell&#039;Istruzione, Telecom Progetto Italia, Telespazio, Aethra e Guardia di Finanza), volto a garantire a Niky l’accesso alla scuola e un&#039;istruzione completa pur continuando a vivere sul mare. Grazie ad un sistema innovativo di educazione scolastica e di integrazione a distanza (in videoconferenza satellitare), Niky frequenta regolarmente la IV G dell&#039;Istituto &quot;Francesco Riso&quot; di Mondello, vicino Palermo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Grati di questa possibilità riservata al loro figlio, i genitori di Niky hanno deciso di &lt;strong&gt;navigare nel Mediterraneo come portavoce del diritto all&#039;istruzione per tutti i bambini e le bambine del Mediterraneo&lt;/strong&gt;. Nei principali porti che toccano animano degli incontri realizzati in collaborazione con il Ministero Affari Esteri, le Ambasciate italiane e straniere e gli Uffici UNICEF del Mediterraneo. L’obiettivo principale è creare, proprio attraverso la struttura satellitare e il sistema di videoconferenza della goletta Walkirye, un ponte virtuale tra i ragazzi delle scuole italiane e i ragazzi delle scuole dei Paesi del Mediterraneo, che potranno conoscersi, scambiarsi idee, opinioni, suggerimenti. La goletta, partita da Palermo nell’autunno 2006 ha in programma di costeggiare i paesi del Nord Africa (Tunisia, Libia, Egitto), i paesi medio orientali che si affacciano sul Mediterraneo (Israele, Libano, Siria) per poi risalire lungo il Mar Egeo e l’Adriatico di Levante (Turchia, Cipro, Grecia, Albania, Serbia Montenegro, Bosnia Erzegovina, Croazia, Slovenia), toccando in totale almeno 184 porti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Sono prevvisti anche dei temporanei ritorni in Italia per organizzare incontri nei porti della nostra penisola, allo scopo di condividere immediatamente con le scuole italiane le informazioni ed il materiale raccolto. Questo consentirà, tra l’altro, di tenere sempre vivo l’interesse dei media e quindi della gente. Il mese scorso la goletta Walkirye è giunta nel porto di Salerno. Per l’occasione Massimo Cariello (Assessore alle politiche del lavoro e giovanili della Provincia di Salerno) e Sabatino Giordano (Presidente di Oltre le Barriere) hanno incontrato e offerto alla famiglia Francisco un fattivo contributo a sostegno del loro viaggio di solidarietà e speranza nel Mar Mediterraneo. &lt;strong&gt;Oltre le Barriere&lt;/strong&gt; è una vecchia conoscenza di Velisti per Caso: si tratta di un’associazione che ha da sempre l’obiettivo di sensibilizzare l&#039;opinione pubblica sull&#039;importanza della vela nello sviluppo della personalità e dei rapporti sociali, promuovendo l&#039;avvicinamento di persone diversamente abili al mare per alleviarne il disagio psicologico e favorirne  il recupero fisico. Sabatino Giordano, in qualità di Presidente dell’associazione, si è detto molto lusingato dall’incontro avuto con la famiglia Frascisco, che ha coraggiosamente scelto il mare come dimensione di vita e di benessere per la salute del figlio Niky, abbandonando la terraferma per un progetto ben più nobile di sopravvivenza e solidarietà.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Per Niky il 17/09/2007 è stato il primo giorno di scuola media, un evento forse banale per alcuni studenti, ma non per la sua famiglia. Un evento che si è tenuto in un luogo senza nome, indicabile solo grazie a tre dati: ore 11.00, Latitudine 35°50&#039;,7 nord, Longitudine 14°06&#039;,2 est. Dimostrazione lampante che le nuove tecnologie sono applicabili nei campi più disparati, anche i più complessi, come istruire ed integrare un bambino che in quell’istante si trova in mezzo al mare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Giuditta Zuddas&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Redazione Velistipercaso.it&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 13 Sep 2011 16:51:10 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/a-scuola-in-mezzo-al-mare</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/a-scuola-in-mezzo-al-mare</guid></item><item><title>Una flotta di Emozioni</title><description>Una flotta di imbarcazioni totalmente accessibili nel Lago di Garda&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il piacere del vento sulla faccia, la musica e i riflessi degli spruzzi ritmati dall&#039;andatura dello scafo sulle onde, la responsabilità di manovrare vele e timone sfidando l&#039;acqua e il vento. Sono le emozioni della vela, oggi più accessibili grazie all&#039;operato di associazioni come la &lt;strong&gt;Onlus di Verona EOS – Michele Dusi&lt;/strong&gt;. Il suo progetto &lt;a href=&quot;http://www.eosvela.it/emozioni/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Una flotta di Emozioni&lt;/a&gt; si pone l&#039;obiettivo di realizzare una piccola flotta di imbarcazioni accessibili e conducibili in totale autonomia da velisti diversamente abili, da usare &lt;strong&gt;nelle acque del Lago di Garda&lt;/strong&gt;. Nata in collaborazione con l’unità spinale e dei gravi cerebrolesi dell’ospedale di Negrar (VR), l&#039;associazione realizza da anni progetti di riabilitazione di pazienti in fase post-traumatica attraverso la navigazione a vela. Ottimi i risultati già ottenuti, tanto che molte delle persone che si sono avvicinate a questo sport tramite il progetto riabilitativo hanno dato vita ad un gruppo parallelo che vive la vela come principale attività sportiva. Il gruppo oggi si impegna in costanti allenamenti e si cimenta in regate di campionato, competendo con equipaggi di normodotati.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&#039;Emozioni&#039;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; è il nome dell&#039;imbarcazione a vela accessibile di cui verrà realizzato lo stampo e tre esemplari, che permetteranno alle persone diversamente abili di navigare in sicurezza e divertendosi. Grazie a questa piccola flotta, gli esperti istruttori dell&#039;associazione potranno formare alla navigazione in autonomia emiplegici, paraplegici, tetraplegici, non vedenti, psichici o anche semplicemente bambini o normodotati che vogliono divertirsi su un mezzo sicuro che non richiede eccessiva tecnica. Permettendo a tutti – se vogliono – anche di cimentarsi in regate semi agonistiche. Associazioni con finalità simili potranno poi adottare lo stesso progetto e col tempo sarà possibile la costituzione di varie flotte e di campionati zonali.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h3 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Emozioni è comoda e divertente&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il prototipo di &#039;Emozioni&#039; è stato progettato e realizzato in versione unica dall’istruttore di vela per diversamente abili ed esperto velista&lt;strong&gt; Valerio Pighi&lt;/strong&gt;. È un piccolo trimarano a vela di 4 metri, attrezzato in modo da poter essere condotto da una persona disabile in totale autonomia. La seduta, infatti, è centrale e orientata verso prua (normalmente è laterale e orientata verso il centro barca) e quindi non richiede al timoniere il passaggio da una parte all’altra dell’imbarcazione in corrispondenza di ogni virata. A differenza di altre imbarcazioni per diversamente abili, inoltre, &#039;Emozioni&#039; è molto agile e leggera e permette un godimento totale delle emozioni che il mare dà al velista che la usa: il nome non è stato scelto certo a caso! La velatura consiste in una randa, riducibile, di 6 mq e un fiocco con avvolgifiocco. Tutte le scotte e le drizze arrivano fino al posto di comando, garantendo il pieno controllo delle vele e delle manovre da parte del timoniere.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h3 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;&#039;Emozioni&#039; è sicura&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il trimarano è estremamente sicuro e tecnologicamente all&#039;avanguardia: è totalmente anti-rovesciamento grazie ai due scafi laterali, la cui inclinazione è variabile a seconda dell’abilità del timoniere, che può decidere il grado massimo di sbandamento consentito. Gli appoggi laterali possono anche venire parzialmente sollevati se il timoniere diversamente abile naviga in coppia con un compagno normodotato, che contrasta lo sbandamento della barca spostando il proprio peso. La possibilità di navigare sia in solitaria che insieme a un compagno di vela normodotato ha due vantaggi: da un lato permette di condividere un&#039;esperienza velica in un perfetto binomio di competenze sfruttando ciascuno le proprie doti, dall&#039;altro consente anche a diversamente abili più gravi, anche con patologie psichiche, di potere accedere a un&#039;esperienza velica in compagnia di un istruttore. Il prototipo è stato testato da velisti esperti in condizioni estreme ed è stato valutato un&#039;imbarcazione godibile in tutta sicurezza e tranquillità in ogni situazione di navigazione.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h3 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;&#039;Emozioni&#039; è versatile&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il timoniere si sistema su una comoda sedia, regolabile a seconda delle esigenze e della patologia, collocata nel mezzo della coperta. Tutto il corpo è libero nei movimenti e immerso nel vento. A seconda della muscolatura residua è possibile fissarsi diversamente al seggiolino tramite cinghie addominali o, anche, dorsali. La posizione garantisce, inoltre, una visuale ampia ed emozionante, unita ad un pieno controllo visivo della velatura e delle imbarcazioni vicine.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;L’ampio spazio in coperta permette di attrezzare il posto di guida a seconda della patologia; non solo comandi alle mani per paraplegici ma anche a una mano e un piede per emiplegici, seggiolini avvolgenti e comandi servoassistiti per tetraplegici, nessun ausilio e massima libertà per psichici o non vedenti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h3 style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;&#039;Emozioni&#039; è agile ed economica&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;L’imbarcazione è realizzata in vetroresina e pesa circa 100 Kg, è leggera e scattante e risponde istantaneamente alle manovre e alle regolazioni. La sua gestione è semplificata dalla deriva mobile, che consente a una sola persona di calare la barca manualmente dallo scivolo, e dai limitati peso e ingombro che consentono il trasporto anche di due esemplari alla volta su un carrello stradale. Queste caratteristiche ne permettono l’utilizzo anche sulle spiagge e nei circoli non attrezzati con le gru. Le operazioni di alaggio risultano di conseguenza più veloci, consentendo la facile gestione delle flotte.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Una volta piegati gli scafi, “Emozioni” occupa lo spazio di una piccola deriva con conseguente risparmio delle spese di parcheggio.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Il progetto “Una flotta di Emozioni” ha ottenuto importanti appoggi finanziari e politici da enti come la Fondazione Cariverona e la Regione Veneto. Il comune di Brenzone e la Provincia di Verona, inoltre, si sono detti disponibili ad appoggiare la causa. Anche Andrea Stella, famoso velista paraplegico, ha provato &#039;Emozioni&#039;, dicendosi molto soddisfatto e disponibile a promuovere il progetto in occasione di eventi di importanza mondiale come il Salone Nautico di Genova. L&#039;associazione è impegnata a trovare gli altri fondi che servono per realizzarlo fino in fondo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Guidare una barca a vela può regalare un senso di realizzazione e controllo che fa stare bene nel corpo e nello spirito. Noi speriamo che il progetto riesca a realizzare i suoi obiettivi e auguriamo all&#039;associazione e a tutti gli amici diversamente abili che si cimenteranno in acqua: buon vento!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Alex Castelli&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 16:06:18 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/una-flotta-di-emozioni</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/una-flotta-di-emozioni</guid></item><item><title>Esiste la &quot;Città Ideale&quot;?</title><description>Un&#039;intervista a Patrizio sul tema della disabilità, in barca e non.&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Pubblichiamo un articolo a cura della Redazione di &lt;strong&gt;Città Ideale&lt;/strong&gt;, rivista milanese che si occupa di disabilità&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Chi non ha mai visto Velisti per caso, alzi la mano…Nessuno, eh! Scommetto che piace anche a voi…Perché l’ironia con la quale Syusy e Patrizio  ti fanno vedere cosa succede intorno al mondo, fa capire di quel luogo molto più di 100 documentari. Sono le piccole cose raccontate come fanno loro a farti venir voglia di andare in Giappone a vedere le metropolitane e a lasciar perdere il solito, si fa per dire, Fujama. Ve la ricordate la Syusy vestita da geisha? Un servizio esilarante, ma molto istruttivo su quel mondo così distante dalla nostra cultura. Patrizio mi racconta delle sue esperienze in giro per il mondo alla ricerca della Città Ideale e mi parla dell’India dove esistono dei bambini che vengono mutilati apposta dai loro genitori per dargli un modo per vivere, per poter vivere di elemosina, almeno così si possono sfamare! E’ una cosa orrenda, ma normale, tranquilla, accettata da tutti… Oppure di quel maestro di musica non vedente in Vietnam che ospita in casa sua dei  bambini ciechi a cui dà un’istruzione perché il governo di quel paese non si può occupare di disabili per mancanza di fondi. Devono ancora fare i conti con la guerra che ha devastato il loro paese! O, al contrario, della perfetta organizzazione giapponese, dove nelle metropolitane esistono dei tracciati pedonali per non vedenti che conducono esattamente davanti alla porta del vagone, e il treno si  ferma esattamente lì, sette giorni su sette, né un millimetro prima né un millimetro dopo.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;“&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;La Città Ideale”, mi dice Patrizio, “nel mondo non esiste ancora, e forse tutto sommato l’attenzione alle disabilità è più sentita qui in Europa che altrove. Anche noi nel nostro piccolo abbiamo dato un piccolo contributo per sensibilizzare la gente sul tema della disabilità ospitando a bordo di Adriatica un non vedente”. Patrizio ha un ricordo bellissimo di quell’esperienza, e mi racconta come nacque questo incontro: “su Adriatica erano stati ospitati molti personaggi famosi: Gerry Scotti, Cino Ricci, David Riondino, Vito, ma qualcuno sul sito di velistipercaso si lamentava perché non c’era mai stata una persona diciamo normale insieme a noi.&lt;/span&gt; Decidemmo di indire una specie di concorso per ospitare una persona del pubblico. Fummo inondati da tonnellate di richieste, ma colpiti da una in particolare, quella di Giovanni, un non vedente, velista appassionato”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;“Oddio, come farà in barca, se inciampa e si fa male?” Tanti pensieri, ma poi ci vergognammo un po’ e a nostro insindacabile giudizio scegliemmo proprio lui, Giovanni”. “La prima cosa che mi disse salito a bordo fu: fammi vedere la barca”. Gli feci fare il giro, lui toccava tutto e alla fine mi disse: ”HO VISTO”. Vedeva gli ostacoli alla stessa mia velocità, era incredibile! “Fammi stare al timone…” Beh, questo no! “Dai non ti preoccupare, la barca la devi sentire sotto il sedere, tu mi dici la rotta e io vado, sento il vento sulla faccia, non c’è problema!”.  Attimi di sbigottimento attraversavano le menti dell’equipaggio. Che fare? Diamogli fiducia... Fiducia ben riposta, Giovanni in barca andava come un treno!” “Lo sai” continua Patrizio”cosa ha fatto ad Auckland, in Nuova Zelanda? In quella città c’è una torre alta 300 metri dove alcuni matti si buttano giù con l’elastico, io per prenderlo in giro, gli dico di farlo, e lui imperterrito mi dice: “Certo che mi butto...”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;“Si è buttato da 300 metri!”. “Peccato non vederci, mi dice dopo il salto! Come fosse la cosa più normale di questo mondo”. “L’assoluta normalità e noncuranza con la quale Giovanni affrontava la vita nonostante il suo  deficit, hanno insegnato anche a me qualcosa” “Prima di conoscerlo, strano ma vero, non sentivo la barca, non ci sapevo andare. Cino Ricci me lo diceva sempre: non guardare le mostrine segnavento, ascolta il vento sulla faccia…Giovanni mi ha insegnato a vedere dove i miei occhi non guardavano.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Ciao a tutti da Patrizio”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;Città Ideale è una rivista che si occupa di disabilità e sociale distribuita in 10.000 copie a Milano e Lombardia, spedita in abbonamento a sottoscrittori, enti, ospedali, cooperative sociali. L&#039;editore è la &lt;a href=&quot;http://www.alatha.org/editoria&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cooperativa A.la.t.Ha&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:54:43 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/esiste-la-citta-ideale</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/esiste-la-citta-ideale</guid></item><item><title>Intervista doppia a Patrizio e Cino Ricci</title><description>A cura della redazione di &quot;Nuovo Abitare&quot;&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;L&#039;&lt;a href=&quot;http://www.associazionemediterraneo.li.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;associazione Mediterraneo di Livorno&lt;/a&gt;, che realizza la rivista&lt;strong&gt; Nuovo Abitare&lt;/strong&gt;, è un&#039;associazione di persone che soffrono o hanno sofferto di un disagio  mentale. Da quando è nata usiamo la &lt;strong&gt;barca a vela come strumento di integrazione e promozione della salute&lt;/strong&gt; per tutti organizzando corsi di vela aperti alla cittadinanza. Sentendoci anche noi un po&#039; &quot;Velisti per caso&quot; ci siamo confrontati con Cino Ricci e Patrizio Roversi sbarcati a Livorno per presentare la seconda edizione del &quot;Giro del mondo&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Nuovo Abitare&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;: L’esperienza con la barca a vela fatta nell’Associazione Mediterraneo, che realizza il nostro giornale, ci fa sentire un po’ “velisti per caso”. Noi infatti utilizziamo la barca a vela principalmente come luogo di integrazione: le nostre attività sono aperte non solo agli utenti della salute mentale ma a tutta la cittadinanza. E capita spesso che nell’equipaggio la persona che ha dei problemi non venga identificato come tale, perché una volta imbarcati cambia il concetto di abilità/disabilità. Cosa ne pensi Patrizio?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Patrizio&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;: Il fatto che l’abile in barca può sentirsi disabile, o viceversa, e che c’è un’integrazione tra le diverse abilità è verissimo. Io non sono particolarmente abile nella vita però in barca mi sono sentito profondamente disabile! Ho sofferto tanto… e mentalmente stavo anche per dare un po’ fuori di testa perché il mal di mare è una cosa pesante, quindi confermo che c’è questa confusione di ruoli. Io per esempio ho avuto una lezione di come si va in barca - c’aveva provato anche Cino a spiegarmi delle cose, ed io le avevo capite teoricamente, però recalcitravo - quando sono andato in barca con un amico non vedente e lui mi ha ripetuto le stesse cose che mi diceva Cino. Lui timonava ed io dicevo “come fai a timonare?” e lui ridiceva “senti che il vento vien da qua: io sento la barca sotto i miei piedi, sotto il mio sedere quindi mi oriento e riesco a timonare” oppure “io ho visto la barca prima” perché in effetti si era fatto accompagnare in tutti i meandri della barca e ha voluto memorizzarli dopodiché si muoveva meglio di me: toccava una vela, toccava la randa e capiva tutto. Questo amico si chiama Giovanni ed è venuto su Adriatica alle Figi e in Nuova Zelanda: ecco, questa cosa qui mi ha dato un esempio forte di come ci sia un rimescolamento molto positivo di abilità e disabilità.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nuovo Abitare: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Come si fa a creare un’armonia in un equipaggio di “velisti per caso”?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Patrizio: &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;Per quanto riguarda il paradosso dei velisti per caso… io sin ora non sono mai andato in barca come Vpc senza avere uno scopo potente, cioè senza avere un lavoro da fare, allora in quel senso tutto viene ordinato, cioè non puoi avere la crisi isterica o far l’asino o litigare con un tuo amico, sei per un lavoro, tu sei lì per far andare la barca, tu sei lì per montare il filmato, io sono lì per organizzare la cosa, per cui bando alle ciance e agli isterismi, e non si è mai litigato. I contrasti magari c’erano ma sono stati organizzati secondo una logica molto precisa, anche un po’ professionale, e io credo che anche la gente in vacanza dovrebbe fare così: cioè non si tratta di organizzare una vacanza come se fosse una galera però una vacanza deve avere una sua strutturazione, un suo scopo, un suo obiettivo, per cui le stupidaggini non trovano posto. Noi stiamo organizzando un altro giro del mondo, però in 80 persone, aperto a tutti, ma quando abbiamo un programma il programma è quello lì, e se uno proprio non ne ha voglia o si è pentito se è possibile si sbarca... non è che può mettere in discussione il progetto degli altri.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nuovo Abitare: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Molti velisti sostengono che non sia possibile realizzare un’organizzazione democratica su una barca a vela. Cosa ne pensate?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Patrizio: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;è meglio che risponda prima lui, perché se rispondo io mi butta nell’acqua!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cino Ricci:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; non esiste!! Ci sono dei compiti e i compiti vanno eseguiti! Va spiegato prima il perché ci sono questi compiti, bisogna dare ad ognuno un compito, anche perché così si armonizza l’equipaggio, abili o disabili in barca oppure a terra non conta... e poi non c’è più la democrazia: ognuno deve fare quello a cui è stato comandato e lo deve fare bene, cioè meglio che può. Dopodiché si può discutere prima, si può discutere dopo, ma nel momento in cui si deve fare, ognuno fa, non si può dire &quot;ma se però facessimo&quot;, &quot;ma io direi che&quot;, in barca non c’è il tempo!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Patrizio: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;...ma dunque allora devo ammettere che il concetto di democrazia è in grave crisi... in senso lato, per vari motivi, da una parte c’è Bush che la esporta a modo suo e tu dici ma ehm... dall’altra... quando la gente vota a volte dici ma la maggioranza avrà ragione?! In democrazia ha sempre ragione, poi in realtà ti vengono dei dubbi, ma questa è una parentesi che non c’entra (...)! Io sono d’accordo con quello che dice Cino a patto che ci sia sempre una comprensione collettiva di quello che succede. Nel senso che se io sono al timone e uno mi dice, “adesso viriamo!!” va beh viriamo lo capisco, ma o io capisco perché stiamo virando, e capisco che andavamo qui e bisogna andare di la per far un bordo, perché se non capisco io posso anche eseguire, ma poi viro e non so dove andare. Anche nella visione dell’efficienza della barca bisogna che ci sia una comprensione reciproca continua, che o è frutto di un allenamento prima, o chi da i comandi ha una capacità di sintesi notevole... certo il rompicoglioni no, quello che dice “no perché il mio ego è stato in qualche modo colpito dal tuo ordine”... va beh ma quello mica solo in barca anche in qualunque lavoro è una tragedia.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cino Ricci: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Se il comandante dice al timoniere “adesso viriamo”, e lui domanda “perché” come sta dicendo il nostro amico...&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Patrizio:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; No, non dico perché... non voglio la filosofia voglio solo sapere perché!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cino Ricci:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; ...Se la roccia è lì avanti, ci va a finire contro la barca e ci anneghiamo tutti! Se il comandante dice vai subito giù a sgottare, è segno che la barca va fondo; e uno dice “eh no però, mi dovresti dire perché, io devo andare a sgottare, perché non lo può fare lui”... ecco la democrazia... “perché non lo facciamo tutti insieme?”... NO tu vai sgot-t-a-re, e sennò ci sono i ceppi e alla fine il giro di chiglia!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nuovo Abitare:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Secondo la nostra esperienza uno degli aspetti più stimolanti dell’andare a vela è il fatto di doversi continuamente confrontare con i propri limiti e spingersi a superarli. E’ successo anche a voi?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Patrizio:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;: Guarda, io già alle scuole medie ero un bambino difficile dal punto di vista dei limiti fisici: ad esempio nel salto in alto il professore metteva l’asticella a mezzo metro, e io non ce la facevo a saltarlo, così, per un blocco psicologico, perché in realtà ero in grado di saltare mezzo metro, per cui per me il limite fisico è sempre stato un problema enorme. In barca secondo me i tuoi limiti te li trovi continuamente, ogni 5 minuti, ed è una sfida continua a superare questi limiti, che possono essere banali, che ne so, la barca è lontana un metro dalla banchina perché l’ormeggio è così per evitare che vada a sbattere e tu devi saltare e pensi “oddio ma magari se cado!!”, oppure andare in aiuto di un tuo amico che non riesce a mettere in chiaro una scotta perché gli s’è incattivita... insomma i limiti sono tantissimi, quindi in questo senso la barca è una continua scuola attraverso la quale superare dei limiti, questo è vero.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cino Ricci: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Sono d’accordo anche io, anche perché non c’è un limite nel far andare la barca sempre meglio. Il limite non c’è per esempio nello studio di come si prende il vento con le vele, non c’è il limite di come si affronta anche una burrasca, non ci sono limiti invalicabili, uno va sempre avanti. Anche uno come me che sembra abbia raggiunto dei limiti... non li raggiungi mai: quando sei sopra una barca, qualsiasi barca, tu cerchi di farla andare al meglio comunque, con le vele che hai, con la barca che hai e con l’equipaggio che hai. Per cui il limite è sempre da superare: quando voi portate in barca della gente anche loro non hanno limiti, voi continuate a farli andare e loro supereranno sempre limiti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Patrizio:&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; E’una soddisfazione enorme superare i limiti. Infatti è bello dal punto di vista della salute mentale di tutti avere queste prove e quando uno giudica un capitano in effetti a me vien da pensare “ma lui che limiti ha?”. E più i limiti sono alti più uno è rassicurato. Ti chiedi nella vita che mare ha visto, che sangue freddo si è fatto dall’esperienza... c’è il limite altissimo e anche il limite bassissimo, il mio, per esempio è... “cosa faccio vomito subito oppure supero il mio limite e aspetto una mezz’oretta?!”.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nuovo Abitare: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Ora una domanda da lupi di mare: qual è stata l’esperienza più avventurosa che vi è capitata durante il giro del mondo?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Patrizio: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Un’avventura che abbiamo vissuto insieme io e Cino è stata quando abbiamo fatto la piadina a bordo di Adriatica nella traversata atlantica, è stata un’avventura perché la piadina non veniva bene come doveva venire, però a parte quello abbiamo fatto sempre una rotta tranquilla dove i rischi erano assolutamente limitati, ma una volta ci è successo che in Polinesia è venuto un vento pazzesco che ha fatto arare le ancore e siamo andati verso il largo, e si è anche rotto il motore, proprio in quel momento lì, però insomma con quel minimo di capacità di valutare la situazione, se fossimo andati verso lo scoglio sarebbe stata una tragedia, andando verso il mare aperto in qualche modo abbiamo fatto... poi io sono molto lento, io non ho sangue freddo ma sono lento nell’aver paura, quindi li per li sembro uno che rimane impassibile poi dopo due ore... però ormai il più è passato&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nuovo Abitare: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Cino, come la notorietà ti ha cambiato nel rapporto con il mare?&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Cino Ricci: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Sicuramente un po’ mi ha cambiato anche se non me ne accorgo, probabilmente se ne accorgono più gli altri... ma io faccio finta che non mi abbia cambiato.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Patrizio: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;Secondo me lui ha una ricetta che non può fallire: lui ha un numero x di parole che può dire al mese, finite quelle basta, non dice più niente, per cui non concede un gran che allo spettacolo!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Nuovo Abitare: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;bisogna essere molto pragmatici in barca...&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Patrizio: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;In effetti c’è un proverbio, anzi un’espressione sintetica anche un po’ vernacolare e un filo anche volgare che rende l’idea, cioè io credo che in barca sostanzialmente ci vogliano &lt;em&gt;poche pippe&lt;/em&gt;... in effetti chi va in barca non ha tanti giri di parole ed è una persona molto concreta. Invece in questa società di pubbliche relazioni, della comunicazione c’è gente che spende moltissime parole e poi alle fine... E infatti il problema è che quando tu vai in barca con uno di cui devi fidarti, perché è lui che timona e supervede alla tua sicurezza, devi capire se è uno che appartiene alla categoria delle poche pippe o delle tante parole!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;L&#039;intervista è a cura della redazione di Nuovo Abitare, le splendide immagini di Adriatica che vedete a fianco, sono state scattate dal nostro amico fotografo Fabio Taccola&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:41:33 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/intervista-doppia-pat-cino</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/intervista-doppia-pat-cino</guid></item><item><title>Dal diario di Giovanni Salvador</title><description>Su Adriatica a Auckland!&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em&gt;Abbiamo chiesto a una vecchia conoscenza di Velisti per Caso, il nostro amico &lt;strong&gt;Giovanni Salvador&lt;/strong&gt;, di parlarci della sua esperienza su Adriatica... E di dare qualche consiglio agli aspiranti giromondini!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Carissimi velisti, io ed Eliana vogliamo raccontarvi e farvi partecipi di qualche emozione vissuta a bordo di Adriatica.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Partiti da Venezia, dopo circa 27 ore di volo, siamo arrivati all&#039;aereoporto di Nadie, isole Figi. Ad accoglierci alle 3 di mattina c&#039;erano Patrizio e Daniele e l&#039;incontro è stato la materializzazione di un sogno che mai avremmo pensato di esaudire. Un breve tratto in taxi ed eccoci in marina, una passeggiata su un lungo pontile e alla fine, ormeggiata all&#039;inglese ed illuminata dal faro, Adriatica. Io ed Eliana non avevamo mai visto una barca a vela così grande, le nostre esperienze si limitavano alle derive da spiaggia e ai piccoli cabinati, sui quali avevo fatto il corso di vela per non vedenti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Saliti a bordo Patrizio ci accompagnò nella nostra cabina e chiusi gli occhi, eravamo ancora increduli di essere a bordo di una barca che da tempo per TV seguivamo con tanta ammirazione. Il mattino mi ricordo il piacere che provavamo nel respirare il fresco profumo dell&#039;oceano e nel sentire il calore del sole che riscaldava il legno della nostra cabina.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;L&#039;ansia di voler esplorare Adriatica prima di partire per la Nuova Zelanda era forte e per questo, dopo essere salito in pozzetto ho cercato le draglie e seguendole con la mano, ho iniziato ad orientarmi contando i passi che dividevano il pozzetto dalla prua e dalla poppa. L&#039;impressione che subito ho avuto era di essere su una nave bella lunga, con due agevoli corridoi laterali, due grandi e comodi pozzetti, tanto spazio a prua, sulla quale c&#039;era il gommone e a poppa, la grande ruota con tutte le strumentazioni ed accanto, le bombole da sub. Sotto coperta un primo salottino, un divano e la scrivania sulla quale c&#039;erano le radio, con cui successivamente durante la navigazione, ascoltavamo i bollettini e parlavamo con altri italiani a spasso per gli oceani, che come noi componevano il piccolo popolo dei naviganti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Due gradini in giù e c&#039;era la cucina con un grande rettangolare tavolo, sopra il quale mi sembra ancora di vedere, ma in particolare di sentire il profumo delle tagliatelle e l&#039;allegria con cui si mangiava, tra risate, racconti e varie esperienze di vita.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Eliana è rimasta affascinata, oltre che dalle imponenti onde del Pacifico che inizialmente gli avevano creato qualche disagio, dalla sabbia bianchissima, dalle verdi palme delle isole e dai pescatori locali in piedi sul reef, che sembravano sospesi sopra un tappeto multicolore, circondato da infinite tonalità che partivano dall&#039;azzurro chiarissimo al blu della notte.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Per entrambi veleggiare è una sensazione bellissima perché tutt&#039;attorno senti e vedi il mare che pulsa, che ti accompagna e che di notte ti addormenta. Senti il vento sulla pelle che ti spinge e che ti fa partire ed arrivare sempre  in punta di piedi, con una natura circostante che sempre ti soddisfa offrendoti un intreccio di sinestesie.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;A Bordo in navigazione qualcuno legge, altri parlano, se vuoi stacchi l&#039;automatico e puoi timonare così hai modo di sentire come è vivo tutto quanto, puoi spaziare con la mente e con gli occhi, sogni, pensi, fantastichi, provi emozioni che mai penseresti di provare.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Infine non potremmo mai dimenticare come lo spirito a bordo ben presto diventi di fratellanza, le mani forti di Marco Covre, l&#039;agilità di Vanni Chessa, la gentilezza di Marianna, la simpatia di Daniele, e Patrizio, una persona eccezionale che ci ha permesso di godere queste sensazioni ed emozioni, che per noi resteranno  uniche.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Con il motto che la vita è da vivere, un abbraccio a tutti e per coloro i quali partono,&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Buon Vento!&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;&quot;&gt;Giovanni e Eliana&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:28:05 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/dal-diario-di-giovanni-salvador</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/dal-diario-di-giovanni-salvador</guid></item><item><title>Ferrari Yacht Design</title><description>Paolo e Mario Ferrari progettano barche senza barriere!&lt;hr/&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Hanno scritto alla nostra redazione &lt;strong&gt;Paolo e Mario Ferrari&lt;/strong&gt;, due architetti navali che nel loro lavoro prestano particolare attenzione alle esigenze dei navigatori diversamente abili. Iniziamo col presentarvi i nostri due amici:&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;- &lt;strong&gt;Paolo Ferrari&lt;/strong&gt; nasce a Roma nel 1972 e si laurea in architettura nel 2001 con una tesi su uno scafo di 33 piedi studiato per permettere la navigazione a portatori di handicap e non. Collabora con cantieri navali e si interssa al mondo della nautica, anche grazie all&#039;intensa attività agonistica con derive (europa e Laser), montipi e barche d&#039;altura.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;- &lt;strong&gt;Mario Ferrari&lt;/strong&gt; nasce nel 1967, ed è velista da quando aveva otto anni. Ha maturato esperienza attraverso l&#039;attività agonistica nelle classi Optimist, Europa, Laser e J24. Si laurea nel 1992 in architettura a Roma, nel 1997 consegue il dottorato di ricerca presso l&#039;università di Firenze. Da allora svolge attività di ricerca sia nel suo studio professionale che all&#039;università.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;em&gt;Ma lasciamo subito la parola a Paolo e Mario, che ci descriveranno nel dettaglio tre modelli di barche a vela ugualmente indicati sia per un equipaggio normodotato, sia per un equipaggio formato da portatori di handicap.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Il &lt;em&gt;&lt;strong&gt;28 piedi &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;è un racer monotipo di 8.50 metri di lunghezza, pensato per offrire ai portatori di handicap motorio la possibilità di godere di emozioni simili a quelle di una deriva, rientrando in una fascia di prezzo in linea con il mercato. La barca è pensata per affrontare il mare con gli strumenti e gli accessori identici a quelli in uso ad imbarcazioni di analoga stazza. La filosofia della &quot;versatilità&quot; ha portato ad un progetto che, attraverso il montaggio istantaneo di una barra del timone, si trasforma in un aggressivo monotipo per equipaggi normodotati. La scelta di chi timonerà l&#039;imbarcazione consente di calibrare i gradi di difficoltà dell&#039;uscita in mare: si può manovrare con un equipaggio interamente composto da portatori di handicap, misto o interamente normodotato. In modalità mista è prevista la presenza a bordo di un massimo di cinque persone: tre diversamente abili, un timoniere normodotato ed un &quot;tailer di supporto&quot; anch&#039;esso normodotato. Il progetto prevede un ampio pozzetto, al quale si accede per mezzo di una passerella dimensionata sulla carrozzella stessa, per permettere al diversamente abile di salire e scendere dalla barca in totale sicurezza. Una volta sulla passerella le ruote della carrozzella s&#039;incanalano in appositi binari che la guidano fino alla posizione di comando, dove viene poi assicurata tramite semplici sistemi di bloccaggio per garantire stabilità anche in condizioni di sbandamento dello scafo. Sono tre le carrozzelle che possono trovare posto in barca: due poste verso prua, una di fianco all&#039;altra, la terza a centro pozzetto, in posizione di ospite.I comandi sono rinviati e demoltiplicati alle due carrozzelle anteriori, per mezzo di paranchi. Questo dà la possibilità ad entrambi gli utenti di alternarsi al comando della barca, a seconda del bordo sul quale si naviga. Le manovre delle vele vengono in tal modo dedicate a colui che affianca chi conduce lo scafo in quel momento. É comunque prevista la possibilità di inserire una barra del timone verso poppa, affinchè anche un utente normodotato possa condurre il mezzo in presenza di equipaggio inesperto. La piccola tuga offre un riparo dagli schizzi d&#039;acqua oltre che il luogo in cui trovano una comoda sistemazione le parti sporgenti delle carrozzelle, gli strumenti per la navigazione, un comodo e spazioso gavone portaoggetti. La colorazione dello scafo, studiata per incoraggiare gli inesperti e nel contempo rendere professionale il look, rende piacevole e distintiva l&#039;imbarcazione.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Il &lt;strong&gt;&lt;em&gt;33 piedi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; è uno scafo di 10 metri, misura nella quale risulta difficile potersi discostare dall&#039;esistente. Questo è stato lo stimolo di partenza nella progettazione di questa barca: infatti, la pianta presenta delle innovazioni sensibili, tra le quali la &quot;spiaggia&quot; di poppa, il corridoio di distribuzione laterale e la zona notte spostata verso prua. Le scelte fatte sono dovute essenzialmente ad una ricerca verso quelli che noi crediamo essere gli ingredienti fondamentali del navigare: comodità nella vita di bordo, rapporto tra interno ed esterno in forte connessione, massimo utilizzo degli spazi. Soprattutto nella zona poppiera, la dinette è adiacente alla grande terrazza sul mare per offrire, a chi vive la vita di bordo, un contatto visivo col mare continuo e soprattutto luminoso. Il pozzetto posto centralmente aiuta ad ottenere questo risultato. Bisogna tenere presente che questa soluzione permette di ospitare, in totale autonomia, un portatore di handicap motorio. Infatti egli è assistito da diversi meccanismi, dalla &quot;salita&quot; a bordo, tramite una gruetta a scomparsa, al comodo ingresso per mezzo di una vetrata scorrevole e ad una pedana idraulica che permette di superare un dislivello minimo, alla salita in pozzetto con l&#039;assistenza di un elevatore integrato nel teak di coperta. Lo studio degli spazi interni prevede che, con la rimozione di alcuni armadi e di pochi altri elementi, gli spazi d&#039;uso risultino agevoli, anche per chi è costretto su una carrozzella; infatti non è necessario separarsene per compiere qualsiasi movimento o azione.incontrato ampi consensi, tanto da essere pubblicato negli ultimi mesi dalla maggioranza delle riviste nautiche. L&#039;interesse che questo scafo ha suscitato è nell&#039;essere progettato partendo dalla presenza a bordo di un portatore di handicap. Rispetto alla totalità delle imbarcazioni a vela progettate, nelle quali la modifica per particolari utenze è obbligatoria (e disastrosa dal punto di vista dell&#039;uso comune e delle prestazioni), il caso in questione ribalta la questione. Lo scafo è espressamente progettato per essere timonato da portatori di handicap senza impedire ai normodotati di fruire dell&#039;imbarcazione. Rinunciando a tutte le attrezzature in genere obbligatorie a bordo (pesantissime piattaforme mobili, costosi attuatori ecc.) la barca è pensata per essere comoda e correre come le imbarcazioni di pari stazza. Si è tenuto conto anche dell&#039;importanza di progettare una coperta innovativa e gradevole. Per questo la caratteristica principale dello scafo di quasi 14 metri di lunghezza è l&#039;assenza di tuga. Ne risulta una linea molto filante, assai gradita dagli addetti, addolcita dalle curve morbide del pozzetto poppiero e dalla forma bombata della coperta. Il progetto, in fase di avanzata ingegnerizzazione, prevede un nuovo tipo di timoneria: una grande ruota sull&#039;asse della barca al centro del pozzetto, consente sia di trovare una posizione ideale per il governo dell&#039;imbarcazione, sia di passarvi attraverso. La ruota è difatti priva di mozzo ed autoportante. Questo elimina totalmente qualsiasi ostacolo dalla poppa alla dinette: nessun ostacolo. Se si vuol timonare ci si ancora ai fermi e ci si ritrova al centro del pozzetto, se ci si vuole cimentare con i winch del genoa o le drizze si oltrepassa la timoneria, se ci si vuol riposare si prosegue fin sotto coperta tramite una pedana a pendenza controllata che distribuisce poi negli ambienti sottostanti. Nel caso di utenti normodotati è possibile allestire la versione a doppia timoneria e sostituire la rampa con una normale scaletta. In entrambe le versioni gli interni, cosi come il pozzetto e la coperta, sono molto innovativi, a dimostrazione di una ricerca ergonomica approfondita. Questa barca è priva di qualsiasi congegno meccanico per abbattere i costi di produzione ma può essere totalmente servoassistita nelle attrezzature atte alla navigazione. Ciò significa che la barca può navigare anche con equipaggio ridottissimo, come avviene oggi per barche di fascia alta. E&#039; da tenere presente che tutti i progetti non nascono da modifiche a scafi progettati unicamente per normodotati, inoltre la realizzazione delle duplici soluzioni è il risultato di un processo di studio in cui le problematiche presenti sono state affrontate di pari passo, per ottenere il massimo risultato con la minore differenziazione della tipologia architettonica. Questo anche per cercare di contenere i costi di produzione e per offrire una scelta ad ampio spettro, verso qualsiasi tipo di clientela. E&#039; stato approntato, inoltre, un programma di promozione a larga scala, attraverso la presentazione dei prototipi presso i maggiori saloni nautici, oltre che alla disponibilità dei più importanti organi di stampa del settore affinché si dia giusto risalto ai prodotti, oltre che alla possibilità di prendere parte a regate nazionali ed internazionali, coadiuvati da campioni e professionisti affermati dello sport della vela. Tanto si è potuto grazie, soprattutto, alle collaborazioni con associazioni affiliate ONLUS, e alla professionalità e alla passione verso mezzi che, come è giusto che sia, devono essere di e per tutti.&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Paolo e Mario Ferrari&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ferrariarchitetti.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Ferrari Yacht Design&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 15:14:02 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/ferrari-yacht-design</link><guid>http://www.velistipercaso.it/la-sacca-del-marinaio/vela-per-tutti/ferrari-yacht-design</guid></item></channel></rss>
