<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><rss version="2.0"><channel><title>Velisti per caso - Il giro del mondo in 80 persone</title><link>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1</link><description>Il giro del mondo a vela. Interviste, curiosità, riassunti delle puntate...</description><language>ita</language><item><title>Il giro del mondo in 80 persone</title><description>Com&#039;è nata l&#039;idea di un viaggio via mare intorno al mondo.&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Bologna, 3 febbraio 2002&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il sogno di Patrizio Roversi e di Syusy Blady si sta per avverare!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Adriatica, la barca di Velisti per Caso, domani partirà dal porto di Gibilterra alla volta delle Americhe, la prima tappa del nostro giro del mondo in barca a vela! Ecco le ultime dichiarazioni rilasciate a due voci da Patrizio prima della partenza: &lt;em&gt;“Il nostro sogno è viaggiare per il mondo, conoscerlo, indagarlo. Alla base di Velisti per Caso il sogno parte dalla curiosità e dall&#039;amore per il viaggio ma, rispetto a Turisti per caso, vogliamo fare un salto di qualità, spingerci un poco oltre: svoltiamo, molliamo tutto, cambiamo vita! Cioè: &lt;strong&gt;molliamo gli ormeggi&lt;/strong&gt;!”&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Patrizio e Syusy, come moltissimi altre famiglie medie italiane, hanno sognato da sempre di prendere una barca e andare per mare. Naturalmente lui è più portato a fantasticare guardando le barche ormeggiate ai moli dei porti turistici, lei spinge per fare. Lui sfoglia le riviste coi panfili, lei fa amicizia con gli skipper. Lui soffre il mal di mare, lei no.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lui si accontentava di saper portare una barchetta a vela, &lt;strong&gt;lei sognava il giro del mondo&lt;/strong&gt;. Lei è già riuscita a trascinare lui in avventure e brevi viaggi in barca: in Turchia, ai Caraibi e persino in Polinesia. Per lui è sempre stata una sofferenza, tra conati di vomito e sentimenti di grande frustrazione, perchè il mare è grande e pericoloso, soprattutto visto dietro agli occhiali di un padano. Eppure, anche per lui, il richiamo è forte.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche suo padre (geometra) ha sempre sognato di navigare, andava sul lago di Mantova in barchetta e ha fatto la raccolta completa della rivista Nautica, però alla fine non c&#039;è mai riuscito. In compenso da bambino lo portava sempre a &quot;guardare le barche&quot;, di cui sapeva tutto (lunghezza, stazza, prezzo), e poi tutto finiva in un sogno ad occhi aperti. Quindi per Patrizio il giro del mondo in barca a vela sarà una rivincita transgenerazionale. Ma potrebbe essere una svolta, potrebbe essere un modo eroico per cambiare vita, cancellando con un colpo di testa tutte le frustrazioni quotidiane.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così Patrizio e Syusy  stanno per lasciarsi alle spalle frustrazioni e angosce del quotidiano, stanno per mollare gli ormeggi!  Beh, se dietro alle spalle si lasciano le angosce, di fronte a loro si prepara l’ignoto, l’Avventura… Perché l’oceano è tutto fuorché rassicurante e le onde, le tempeste e le bonacce, i venti ed il mal di mare saranno veri, mica trucchi al computer, scenografie di cartapesta o finzione televisiva! E’ tutto vero! Ma come è stato possibile tutto ciò? Non lo sapete?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&lt;em&gt;Allora dovete sapere che...&lt;/em&gt;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un giorno di primavera del 2000 la  famiglia Roversi-Giusti (Patrizio, Syusy e Zoe)  passa per Fano (la ridente cittadina marchigiana) e, cercando l&#039;ingresso dell&#039;autostrada, si perde nella zona industriale. Dietro ad un capannone in disuso, in mezzo alla campagna, coperta di erbacce e popolata da piccioni e galline, vedono spuntare una barca tirata in secco. E&#039; di ferro, tutta arrugginita, enorme, maestosa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;-Mamma, papà, ma questa è la barca di Noè!-&lt;/em&gt; esclama Zoe. Patrizio la misura a passi: è lunga più di venti metri. E&#039; indiscutibilmente un veliero, anche se non ha gli alberi nè la deriva. E&#039; un&#039;apparizione che scatena la fantasia. Qualche tempo dopo, accompagnati da Giuseppe (il complice- operatore di Turisti per Caso) si danno appuntamento sull&#039;autostrada con Marco Covre, un loro amico che hanno conosciuto in Sardegna e che di mestiere ha fatto il profondista (cioè palombaro saldatore), poi il pescatore, quindi lo skipper e il navigatore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Scavalcando di nuovo la rete metallica del cantiere (che scoprono essere chiuso per fallimento) tornano a rivedere la &quot;loro&quot; barca. Marco, che di barche se ne intende, all&#039;inizio non vuole nemmeno vederla da vicino: è un rudere, è pazzesco solo pensare di rimetterla in acqua, e poi c&#039;è soltanto il guscio, lo scafo nudo e crudo! Ma poi si avvicina a malincuore, ci va dentro, studia come è fatta, è affascinato dalle saldature, dalla struttura e... s&#039;innamora anche lui! Non vuole più uscire dalla pancia di questa balena arrugginita arenata tra le erbacce: la barca è magnifica, con ogni evidenza è stata progettata da un grande architetto navale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Patrizio e Syusy parlano della cosa con i loro amici della Cooperativa Atlante, una struttura di recupero sociale di ex- tossicodipendenti. Loro di barche se se intendono, sono quelli che hanno restaurato la Goletta Verde e scoprono che effettivamente il guscio di cui si sono innamorati è stato disegnato da un grandissimo studio di progettazione: gli &lt;strong&gt;Sciomachen&lt;/strong&gt;, due fratelli e un nipote, tutti e tre ingegneri ed architetti navali di fama mondiale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Già, ma dove saranno gli Sciomachen? Un altro loro amico, Amedeo, titolare di una Libreria a Bologna dedicata solo al mare, lo sa: nonostante il nome teutonico gli Sciomachen vivono e lavorano a Bologna, a due passi da casa di Patrizio e Syusy!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Accompagnati da Marco (emozionato) vanno a trovare gli Sciomachen, che li ricevono con divertita cortesia. Sì, la barca è stata progettata da loro. E&#039; la gemella di una famosa barca, varata nei primi anni &#039;80, la Durlindana. A quell&#039;epoca furono realizzati gli scafi di due esemplari: prima di fallire il cantiere riuscì a mettere in acqua la prima, ma la seconda viceversa rimase ad arrugginire, abbandonata alle intemperie.  Ernesto Sciomachen, grande navigatore oltre che progettista, li porta in cantina a recuperare i progetti originali, poi gli mostra anche le foto della Durlindana già realizzata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&#039; una barca bellissima: Marco aveva visto giusto. Entusiasmo generale, grande eccitazione da parte di tutti. - Ma quanto potrà costare armare e mettere in acqua questa Durlindana-2?-&lt;br /&gt;Un sacco di soldi. Patrizio e Syusy, da quando lavorano in TV sia pure in modo esterno e atipico, qualcosa hanno da parte, ma sul loro conto c&#039;è una cifra che arriva al 10% di questa somma. Se ne vanno, pieni di vergogna e di frustrazione. Marco torna in Sardegna. Per un po&#039; di barche non se ne parla più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma poi Patrizio e Syusy tornano a Rimini, dagli amici della Cooperativa Atlante: come hanno fatto loro ad armare Catholica, cioè la Goletta Verde? Ci sono riusciti facendosi finanziare dei corsi di formazione e di recupero, aprendo un piccolo cantiere navale, risparmiando su tutto. E ci hanno messo tre anni. Troppi, per Patrizio e Syusy, ma comunque è un altro passo avanti. Per loro ogni pretesto è buono, ormai, per frequentare porti e cantieri. &lt;strong&gt;Attaccano bottone con tutti: marinai, armatori, architetti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ognuno dice la sua riguardo alla barca ideale. Tutti sono prodighi di consigli, ma Patrizio e Syusy hanno le idee sempre più confuse. Cercano anche delle occasioni di barche usate: potrebbero effettivamente sperare di trovare qualcosa. Ma ormai hanno lasciato il cuore all&#039;interno del vecchio guscio arrugginito: hanno imparato che le barche sono come le persone, sono loro a scegliere le persone e non viceversa, delle barche ci si innamora e non si sa perchè. Tornano dagli Sciomachen, questa volta li invitano addirittura a pranzo in un ristorante cinese: come facciamo a risparmiare su tutto?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli Sciomachen gli danno un numero di telefono: appartiene al giovane capo- cantiere che, vent&#039;anni fa, costruì lo scafo che ora giace arrugginito. Il numero, di Fano, è ancora valido: William Giommi adesso non è più giovanissimo però ha fatto carriera, è diventato il presidente del Consorzio dei cantieri navali del porto. Quando Patrizio e Syusy gli dicono che vorrebbero resuscitare la Bella Arrugginita nel Bosco quasi si commuove: in quella barca lui ci aveva creduto, ci aveva messo tutta la sua professionalità, aveva addirittura inventato delle macchine per piegare e costruire l&#039;orditura interna pezzo per pezzo, era riuscito a fare pesare una barca di ferro meno di una barca di vetroresina, pur rispettando tutte le norme di sicurezza dei Loyds di Londra, secondo il progetto degli Sciomachen.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vedere in mare la Durlindana 2 è anche il suo sogno: possono contare su di lui! Ma non solo su di lui, anche sugli altri artigiani dei cantieri fanesi, che ancora se la ricordano la Durlindana-1, prima che una ricca banchiera spagnola la acquistasse e se la portasse via. Riunione generale di tutti in un Bagno, a Fano: ci sono il curatore fallimentare del Cantiere dove si trova la barca, c&#039;è William con i suoi colleghi del Consorzio dei cantieri navali, ci sono gli amici della Cooperativa Atlante e Cento Fiori di Rimini che hanno portato degli altri amici di altre cooperative sociali simili di Fano, e c&#039;è anche Sandro (che a sua volta guarda caso lavora nella Cooperazione),oltre a Patrizio e Syusy.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prima si mangia come i matti poi si manda giù tutto con la &quot;moretta&quot; (una ricetta dei pescatori fanesi: caffè, rhum e anice), quindi si comincia la riunione. Il curatore annuncia che nel lotto fallimentare con la barca c&#039;è compreso anche un motore da 180 cavalli, Volvo Penta: è in magazzino, arrugginito anche lui, ma probabilmente funzionante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Applausi. William racconta che una serie di cantieri gli hanno promesso un sacco di attrezzature a poco prezzo: c&#039;è quasi tutto, meno l&#039;attrezzatura di coperta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;-Che cos&#039;è? &lt;/em&gt;- chiede Patrizio&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;-Gli alberi, i verricelli, le vele.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;-E cosa potrebbero costare a comperarli tutti nuovi?-&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli esperti gli sparano addosso una cifra pesante come il sugo del brodetto alla fanese.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Patrizio vorrebbe alzarsi per andarsene ma non lo fa, soprattutto perché la &quot;moretta&quot; gli ha tagliato le gambe.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per fortuna i responsabili delle cooperative sociali intervengono per dire che, se questa barca diventasse una barca collettiva sulla costruzione della quale loro potessero organizzare dei corsi professionali per i ragazzi, con la quale poi si potessero organizzare corsi di skipper o altre iniziative a sfondo sociale, loro potrebbero collaborare e abbassare i costi. Syusy non ha capito bene ma si fa più attenta, Patrizio riacquista colore e smette di sudare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sandro esclama che allora è deciso: questa barca s&#039;ha da fare, e sarà l&#039;occasione, il pretesto e la sede per una &quot;fruizione orizzontale&quot; della vela.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di più: propone che si fondi una&lt;strong&gt; &quot;Associazione democratica di consumatori della Vela&quot;&lt;/strong&gt;, a cui tutti possono iscriversi, che dovrà diventare promotrice di corsi, incontri, mangiate di pesce e di altre iniziative tese ad allargare il target della vela, con il compito di aiutare i tanti appassionati ad andare in barca, perchè non è vero che la vela è soltanto uno sport da ricchi, e anche lui ormai non ne può più del motoscafino di Topolino e si sente maturo per fare come Agnelli!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Applausi. Un altro giro di morette. Applausi. Tutti a fare il bagno, meno Patrizio che corre a telefonare ad un numero che gli avevano dato Antonio e Simonetta, due fotografi cineoperatori specializzati in riprese di mare. Risponde Massimo, architetto navale, titolare di un altro cantiere dei dintorni che fa barche bellissime (di cognome fa Franchini), nonchè vicepresidente dell&#039;UCINA, la federazione di tutti i cantieri navali italiani. Alla fine della telefonata Massimo promette un piccolo stand al Salone della Nautica di Genova, accanto a quello megagalattico di Luna Rossa. E&#039; fatta. Restava da fare la barca. Che è stata fatta, è stata varata a Fano il 29 settembre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;E ora sta per traversare l&#039;Oceano Atlantico&lt;/strong&gt; .&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Andrea Casadio - Tullia Benati&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 16:53:46 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/il-giro-del-mondo-in-80-persone</link><guid>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/il-giro-del-mondo-in-80-persone</guid></item><item><title>La transoceanica secondo Patrizio</title><description>Come ci si sente ad aver attraversato l&#039;Atlantico&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Bologna, marzo 2002&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Patrizio, di ritorno a casa, ha voluto renderci partecipi delle sue impressioni dopo la prima grande traversata su Adriatica e così risponde alle nostre curiosità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tullia Benati: &lt;/strong&gt;Velisti avrebbe dovuto essere un viaggio più lento e rilassato di Turisti, ma non siete invece più stressati?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Patrizio:&lt;/strong&gt; Noi facciamo una gran fatica a trasformarci da Turisti in Velisti perché innanzitutto sposare una &lt;strong&gt;filosofia di assoluta libertà&lt;/strong&gt;, di tempi determinati dalla natura, quindi dal vento e dal mare, è molto difficile per chi si sforza di tenere in piedi anche un collegamento televisivo giornaliero, e una produttività di carattere televisivo e comunicativo. Io devo ammettere che durante la traversata e anche dopo mi sono rovinato da solo molti momenti che avrebbero potuto essere di grande distensione e di grande godimento perché ero in ansia per altri problemi: le parabole funzionano o non funzionano? abbiamo montato i cinque minuti?… quindi facciamo fatica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In più c’è da dire che il viaggio ha alcuni momenti in cui siamo squisitamente Velisti, per forza, ma ci sono altri momenti in cui la barca è un veicolo, un filo conduttore che ci porta a visitare dei posti e allora lì l’atteggiamento è quello dei Turisti. E anche il fatto che noi siamo molto impegnati a raccontare ci impedisce di diventare dei veri marinai perché  a volte abbiamo un appuntamento e se il vento cala, metti il motore, altre volte se Covre e Vanni sono sopraccoperta a fare le manovre, noi siamo sottocoperta a montare un pezzo di documentario. Quindi, &lt;strong&gt;difficoltà di trasformazione da Turisti a Velisti&lt;/strong&gt; ce ne sono, eccome!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Su Adriatica durante la traversata atlantica c’è stato tempo i per momenti di riflessione?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PAT:&lt;/strong&gt; Molto relativo perché prova a calcolare: per girare i cinque minuti bisogna girare come minimo due ore, sei sempre lì con la telecamera in mano per cogliere l’attimo e capire quel che succede. Dopodichè devi in qualche modo rivederli, devi in qualche modo dare delle indicazioni a Giacomo e Giovanni perché li montino, loro li montano, poi vanno in qualche modo rivisti e definiti, poi Giacomo e Giovanni devono comprimerli che ci impiegano altre due ore, e trasmetterli che ci impiegano un’altra ora e mezza. Fai il calcolo e la giornata è passata, ma molto più della giornata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quindi, la riflessione nel vuoto pneumatico in cui uno ritrova se stesso, no non c’è stata. Ma forse è meglio così perché non ci credo tanto, credo che a volte siano delle parole d’ordine un po’ facili, un po’ scontate, un po’ moralistiche.Come mi sembra che insegnino alcuni maestri buddisti o affini, non è che la meditazione, l’”illuminazione” (tra virgolette), la consapevolezza uno le trova a comando quando spegne il motore, in tutti i sensi, in questo caso il motore mentale, e ha delle grandi intuizioni. Non è così.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per esempio, quando noi siamo arrivati ad Antigua dopo la traversata atlantica c’è stato un momento in cui ciascuno faceva i cavoli propri, abbiamo fatto il brindisi, ma l’abbiamo fatto più per la telecamera che per la nostra vita reale. Era un momento in cui ognuno pensava quello che voleva, non aveva nemmeno bisogno di comunicarlo. Io personalmente ero arrivato nella mia testa altre 50 volte, quindi la volta in cui sono veramente arrivato, era scontata. Poi magari mi sono reso conto di questa roba dieci giorni dopo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qualcuno mi hanno detto: “Devi raccontare le tue sensazioni, magari bevi un po’ così ti lasci andare”,  ma no! A parte che sono astemio, ma non funziona così… Io sono disposto a raccontare la verità rispetto a quello che io provo, non ho nessuna voglia di forzare la mano per decollare in voli pindarici-sentimental-ecologic-….’fanculo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io ho provato un sacco di cose lungo la traversata e le ho raccontate, poi le fate voi e ne provate delle altre. Io, ad esempio, quello che ho provato è un discorso molto complesso, ma anche molto interessante di adattamento fisico. Capisco ora quelli che vanno nello spazio che devono fare dell’allenamento perché le budelle devono smuoversi un po’. E qui la cosa è così: c’è un tale sbattimento, una tale perdita di senso e di orientamento…ma vedi che piano piano il corpo si adatta, e tutto ciò è bello e interessante! Dopodichè avevo trovato un equilibrio bellissimo con il cibo - anche forse per merito della cucina di Marianna (questo lei non lo sa, vabbè) - nel senso che mangiavo pochissimo e stavo benone (dopo l’ho già perso quando son tornato). Insomma, ci sono tutte una serie di cose diverse per ogni persona, io ho raccontato le mie, senza indulgere alle grandi intuizioni mistiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;E’ più duro il mal di barca o produrre i cinque minuti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PAT: &lt;/strong&gt;All’inizio la barca, adesso i cinque minuti. All’inizio la barca perché &lt;strong&gt;mi dovevo veramente abituare&lt;/strong&gt; e io ho fatto alcuni giorni di malessere profondo, beh, si è anche visto e non l’ho mandato a dire. Adesso io non vedo l’ora di tornare sulla barca, ci starei bene. Mentre questi cinque minuti - senza offesa per il pubblico - sono un po’una fatica, sono un po’ un lavoro, non possono venire automatici perché è un prodotto troppo complesso. Se un domani riuscissi a farmeli uscire anche in automatico, cioè senza modificare quello che è il vissuto vero, sarebbe perfetto. Il problema è che fra il vissuto e la rappresentazione del vissuto c’è un po’ di corto circuito, cioè la rappresentazione del vissuto mi fa vivere peggio il vissuto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se poi si riuscisse mai a trovare un modulo produttivo per cui il vissuto passa direttamente nel racconto del vissuto, sarebbe l’ideale. C’è anche da dire che la televisione ha le sue esigenze  e penso che il vissuto così com’è forse non sarebbe capito. Un esperimento di vissuto che passa direttamente nella rappresentazione medesima del vissuto è proprio “Il Grande Fratello”. Ma noi, primo, non possiamo permettercelo proprio in termini pratici perchè non siamo sempre in collegamento, nel senso che le parabole non possono trasmettere sempre, non avremmo neanche gasolio per alimentarle, insomma un disastro. Ma poi anche il Grande Fratello, non era il vissuto che passa direttamente nella rappresentazione, c’era una mediazione grande come una casa! Per cui anche quella è una bella balla… C’è questo  snodo che è un po’ complicato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 17:00:06 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/pat-e-la-transoceanica</link><guid>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/pat-e-la-transoceanica</guid></item><item><title>Haiti: l&#039;incontro con Suor Flora</title><description>Una &quot;suora no global&quot; all&#039;Isola della Vacca&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Durante il viaggio verso Auckland Patrizio e Syusy hanno toccato con mano le distorsioni e le contraddizioni che il libero mercato e l&#039;economia del dollaro arrecano nei paesi in via di sviluppo. Ad esempio ad &lt;strong&gt;Haiti&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;isola della Vacca&lt;/strong&gt;. Pat ha appena superato l&#039;Atlantico e ha dovuto salutare Cino Ricci. Ora con lui ci sono due marinai meno esperti e decisamente più giovani: &lt;strong&gt;Cesare Cremonini&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Ballo &lt;/strong&gt;stelle del pop made in Bologna. La ciurma dei velisti si ferma all&#039;isola della Vacca: qui manca tutto compresa l´acqua per coltivare la terra. Anche se in paese le violenze e le contraddizioni dell´Isola-Madre non si sentono, non c´è comunque nessuna risorsa, se non un po&#039; di agricoltura rinsecchita e un po&#039; di pesca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Una suora francescana canadese, volontaria in un ospedale per bambini malati cronici e abbandonati, spiega a Pat il perchè di tanta povertà, i problemi di Haiti, la svalutazione della moneta locale e il tenore di vita (in dollari) altissimo per gli esigui salari (tutti pagati in moneta locale).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ecco la chiacchierata integrale fra Pat e suor Flora, la suora no-global!&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pat &lt;/strong&gt;- Può raccontarci qualcosa di questo ospedale dove lei lavora?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Flora&lt;/strong&gt; - Si tratta di un centro di accoglienza che da priorità assoluta ai bambini, si parla tanto dei diritti dell&#039;infanzia ed abbiamo voluto metterli in pratica qui: accogliamo handicappati, malati cronici, orfani ed abbandonati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pat&lt;/strong&gt; - Com&#039;è la situazione dell&#039;infanzia qui ad Haiti?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Flora &lt;/strong&gt;- Critica direi, i genitori hanno molte difficoltà a mantenere i figli, soprattutto se malati. I problemi più gravi sono abbandono, povertà e malnutrizione. Anche per questo accanto al vero e proprio ospedale abbiamo un centro di recupero nutrizionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pat &lt;/strong&gt;- Per quale organizzazione lavorate?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Flora&lt;/strong&gt; - Siamo una comunità francescana cattolica, io son venuta qui come infermiera e come religiosa. Presto abbiamo visto che i problemi erano molti ed abbiamo cominciato ad occuparci specificamente di bambini a partire da quelli del tutto non autosufficienti fino ai vari gradi di handicap e denutrizione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pat &lt;/strong&gt;- Ospitate bambini soprattutto della capitale, Port au Prince?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Flora&lt;/strong&gt; - Anche, ma raccogliamo i nostri ospiti non solo della capitale, piuttosto un po&#039; da tutta l&#039;isola.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pat &lt;/strong&gt;- Parlando più in generale, quali sono i maggiori problemi di Haiti secondo lei che ne ha esperienza diretta?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Flora&lt;/strong&gt; - Li conosciamo tutti, in primo luogo un aumento spropositato del costo della vita: gli haitiani sono pagati in gourde, mentre sono obbligati a fare i loro acquisti in dollari americani. Capite, c&#039;è una grossa differenza, il costo della vita è pari a quello canadese o americano, ma il salario non lo è. Non esiste nessun tipo di calmiere dei prezzi: se comprate oggi un sacco di farina ad un tanto, domani in un altro posto vi costerà più caro. I prezzi cambiano senza criterio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pat &lt;/strong&gt;- Quindi il libero mercato internazionale qui detta prezzi che non sono sostenibili, capisco. E lei sorella da dove viene?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Flora&lt;/strong&gt; - Io sono canadese, del Quebec.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pat &lt;/strong&gt;- E si occupa sola di tutto o siete più sorelle qui in ospedale?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Flora&lt;/strong&gt; - Siamo 42 responsabili dei bambini e 10 impiegati. Poi c&#039;è la scuola elementare e il centro nutrizionale con farmacia e laboratorio. Non è un vero e proprio ospedale, ma un posto dove si cerca di nutrire i bambini che mangiano poco e male: si offre una terapia fatta di cibo non solo per i nostri ospiti, ma anche per coloro che abitano nei dintorni. Ci proponiamo di riabilitare i bambini con problemi alimentari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pat &lt;/strong&gt;- Grazie per il tempo che ci ha dedicato, ora può tornare dai suoi ospiti!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 14 Feb 2012 16:47:53 +0100</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/document-9</link><guid>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/document-9</guid></item><item><title>Giobbe Covatta: il mio Yucatan!</title><description>Tullia intervista Giobbe dopo l&#039;esperienza a bordo di Adriatica&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Aprile 2002&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo intervistato Giobbe Covatta appena tornato dal Messico, che molto gentilmente ci ha raccontato la sua esperienza dopo due settimane con la truppa di Velisti per Caso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tullia Benati:&lt;/strong&gt; Sei stanco?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe Covatta: &lt;/strong&gt;Stanco, ma felice, come si dice nella tradizione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Hai ancora il jet lag?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobba:&lt;/strong&gt; No, no, il jet lack l&#039;ho già superato, quello lo supero facilmente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Allora, ti è piaciuta Adriatica, la nostra barca? Parlaci dei suoi pregi e difetti da skipper professionista quale sei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Adriatica è una barca bellissima&lt;/strong&gt;, ha un bellissimo passo, un bel abbrivo (velocità che una barca prende con i suoi mezzi di propulsione, n.d.r.), taglia bene le onde, l&#039;unico difetto che ha è un&#039;infinità di accorgimenti. Naviga molto bene, c&#039;ha solo qualche problema di pesantezza: c&#039;hanno messo sopra qualsiasi cosa! Dal punto di vista tecnico - nel senso per fare tutto quello che fa, cioè riprese, messe in onda, ecc. - c&#039;è un utilizzo di spazio e di pesi spaventoso. Poi c&#039;ha un sacco di accorgimenti che sono eticamente apprezzabili, ma dal punto di vista pratico- tecnico diventano faticosi. Le casse delle acque scure e delle acque grigie, per esempio, sono ovviamente molto apprezzabili, perché scarichi in mare e non nelle vicinanze della costa, però sono metri cubi di spazi e di pesi che... tanta cacca, tanta cacca alla fine si accumula.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Beh, ok, parliamo della cucina? Si mangia bene su Adriatica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Si mangia bene, c&#039;è la squisita Marianna...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Ne parlano tutti bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; E giustamente!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Parlaci un po&#039; del Messico...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Del Messico?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Sì, della penisola dello Yucatàn dove sei stato...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Perché eravamo in Yucatàn? Roba da matti, non mi hanno avvertito! Era lo Yucatàn?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Come non hai visto i Cenotes, quei pozzi sacri per i sacrifici dei Maya? Non c&#039;è caduto nessuno?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Nicolò c&#039;ha fatto il bagno. Io ci avevo fatto delle immersioni. Non sto scherzando. Tu sai che lo&lt;strong&gt; Yucatàn&lt;/strong&gt; è una rete di canali sotterranei e che è calcareo, no? Se non lo sai, te lo dico io: lo Yucatàn è un&#039;immensa pianura calcarea, il monte più alto dello Yucatàn misura 101 metri, quindi le cose più alte dello Yucatàn sono le piramidi Maya. E in tutta quest&#039;immensa pianura c&#039;è un&#039;altrettanta immensa e sconfinata rete di canali di acqua dolce, che ogni tanto collassano e formano i Cenotes - questi buchi attraverso i quali ci si mette in comunicazione con i canali interni sotterranei. E alcuni anni fa feci delle immersioni all&#039;interno di questi canali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Quindi lì l&#039;acqua è cristallina?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; E&#039; di una purezza totale, perché sotto è priva di forme di vita, ci sono soltanto alcuni pesciolini, dei pescigatto che mangiano dei microrganismi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Quindi quando facevano i sacrifici umani, la gente poteva sguazzare dentro e poi tornare su?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Beh... peccato che quando facevano i sacrifici umani ci buttavano quelli già morti dentro. Potevano sguazzare dentro e tornare su, ma serviva un buon medium. Tant&#039;è che siccome loro non sapevano di questi collegamenti interni del Cenotes, succedeva che spesso facevano dei sacrifici umani, buttavano la gente dentro un Cenotes, poi bevevano l&#039;acqua di un altro Cenotes e si ammalavano perché comunque l&#039;acqua era la stessa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; E poi hai visto anche Chichén Itzá?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; E&#039; un posto di grande magia, molto bello. Ci sono tanti &lt;strong&gt;templi Maya&lt;/strong&gt;, molti dei quali non ancora scoperti. Quelli che sono riaffiorati non sono moltissimi, tipo una trentina, in realtà credo che ce ne siano oltre trecento in quella zona ancora inesplorati.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Quindi non è una zona molto turistica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Lo è, lo è. Le piramidi che abbiamo visitato sono affollatissime, poi intorno c&#039;è la foresta e gli archeologi vagano alla ricerca... perché la foresta mangia che è una bellezza, quindi non è che trovi un tempio nascosto tra gli alberi. Lì trovi un tempio dove gli alberi ci sono cresciuti dentro sopra attorno, le radici hanno sfasciato tutto, non sono cose semplici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Si dice che questi templi siano disposti con una forma riconoscibile nello spazio per gli extraterrestri, è vera questa storia?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Ma guarda, io ho parlato con alcuni &lt;strong&gt;extraterrestri &lt;/strong&gt;che non ne sapevano nulla. No... nel senso che ci sono delle cose astronomico-matematiche molto interessanti. Poi, quanto questo abbia attinenza con gli extraterrestri, sinceramente non lo so, nel senso che io non c&#039;ero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Non ti sei connesso con loro in qualche modo?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Non ci sono riuscito perché dalla barca avevamo delle parabole che in quel momento non arrivavano fino a lì. Però devo dire che dal punto di vista astronomico - come le piramidi egiziane - ci sono una serie di parametri che sono veramente impressionanti dal punto di vista della precisione matematica. Impressionante in maniera non fantascientifica, però bizzarra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;E poi perché si parla di migliaia di anni fa...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Sì, credo che&lt;strong&gt; i templi di Chichen Itzà &lt;/strong&gt;siano costruiti 500 anni prima della scoperta dell&#039;America, quindi nel 1000 più o meno. Però sono di una cultura talmente diversa dalla nostra: erano un popolo che non aveva neppure inventato la ruota, però che è in grado di costruire una piramide con un&#039;inclinazione di 18,5 gradi  rispetto al nord geografico, che corrisponde esattamente al nord magnetico, senza conoscere la bussola... Ci sono cose bizzarre, però non sappiamo esattamente i loro metodi, anche perché non avendo la scrittura, quello che sappiamo lo sappiano attraverso le iscrizioni, che potrebbero significare tutto e il contrario di tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;E&#039; stata più una vacanza o più un lavoro?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Devo dire che è stata una vacanza gradevole, e un lavoro altrettanto gradevole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Non ti sei stressato come faceva Patrizio?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;No, anche perché a differenza di Patrizio non avevo tutta quella responsabilità, io sono semplicemente andato a documentare una vacanza, per stare in barca e registrare una serie di programmi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Hai proprio timonato la barca?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Sì, sì, Covre mi ha lasciato via libera, ovviamente lui è sempre stato presente come si addice ad un vero capitano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; E la tua famiglia?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Loro sono stati contenti, Nicolò è stato male come avrete letto dai Diari di bordo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB:&lt;/strong&gt; Quindi i diari erano veritieri?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Diciamo che tutto aveva un aspetto leggermente romanzato, ma tutto quello che ho scritto era basato su persone e fatti realmente accaduti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Anche i giochi pericolosi di infilzare il mignolino nell&#039;anello...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;E&#039; tutta roba vera, infatti zoppico ancora.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Ah, allora sei stato tu il vincitore della gara?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe:&lt;/strong&gt; Sì. sì.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Tempo fa, avevi già fatto un lavoro sempre in barca, quella volta per Greenpeace...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Sì, io ho preso in affitto una barca, abbiamo fatto uno spettacolo sui porti d&#039;Italia e poi si ripartiva in barca. L&#039;incasso della tournée era tutto devoluto a Greenpeace. Fra gli argomenti dello spettacolo c&#039;erano anche temi che riguardava la limpidezza delle acque, ecc., poi qualcuno ci ha detto se facevamo la Goletta Verde. No, non eravamo la Goletta Verde. Era un&#039;operazione più promozionale, ma non tecnico-scientifica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;I tuoi progetti futuri...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giobbe: &lt;/strong&gt;Ora sto andando verso Cattolica per iniziare uno spettacolo, ri-debuttiamo a Cattolica. Andremo avanti fino a metà maggio. Il titolo originale è &quot;Double Act&quot;, sottotitolo &quot;Circo a due&quot; e il sottotitolo ancora è &quot;Due atti a farsi male&quot;...&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 17:22:13 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/chiacchierata-con-giobbe-covatta</link><guid>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/chiacchierata-con-giobbe-covatta</guid></item><item><title>Giorgio Comaschi attraversa Panama</title><description>Su Adriatica nella tratta Panama-Galapagos&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Abbiamo intervistato&lt;strong&gt; Giorgio Comaschi&lt;/strong&gt;, su Adriatica dal Canale di Panama all&#039;altro Oceano, il Pacifico, fino alle isole Galapagos. Gli chiediamo, data la forte e lunga amicizia che lo lega a Pat e Syusy da una vita, se questi due sono riusciti a fregarlo ancora una volta...&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giorgio: &lt;/strong&gt;&quot;No&quot;, (ride), &quot;siamo tutti dei complici quando facciamo queste cose, certo con loro c&#039;è sempre stata una grande affinità fin dai tempi del primo Gran Pavese Varietà, quando era da tanti anni che facevo il cabarettino. Perché devi sapere che io nasco come giornalista, ma poi ho sempre avuto la passione del cabaret, delle cose spettacolari su Bologna. Loro sono arrivati - Patrizio da Mantova e Maurizia (Syusy) da qui - ed erano una cosa nuova, abbiamo fatto delle performance insieme, io ho seguito tutto il loro iter del Gran Pavese, poi chiaramente, facendo il giornalista, non ho potuto seguire sempre la baracca perché ero molto legato al giornale. Ho scritto per il Corriere dello Sport e poi per Repubblica. Ma con Pat e Syusy ci siamo sempre tenuti in contatto, siamo dei cittadini del centro di Bologna, i nostri figli si conoscono. E poi è successo che siamo andati in Argentina, perché Guccini erano anni che voleva andare là e ha proposto a Patrizio di fare un viaggio di Turisti. Quindi siamo andati tutti assieme e ci siamo divertiti molto, sono state delle belle puntate, poi al ritorno siamo andati a scuola di tango, anche con Francesco. Per cui, adesso quando Patrizio mi ha telefonato per chiedermi se volevo andare al suo posto in barca, ho accolto la proposta con gratificazione, se lui ha pensato a me come persona adatta a fare questa cosa, io ho motivo d&#039;orgoglio, anche perché sarò l&#039;autore di me stesso, nel collegamento dei cinque minuti. Patrizio dice che ho una chiave giornalistica che potrebbe essere utile, oltre alla chiave divertente, quindi sarà un matrimonio perfetto.&quot;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tullia Benati:&lt;/strong&gt; Ma dopo avere messo giù il telefono, cosa hai pensato?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giorgio Comaschi: &lt;/strong&gt;All&#039;inizio, di primo acchito, ho pensato &quot;Accidenti, ho paura!&quot; e &quot;Sulla barca io non è che ho grandi dimestichezze&quot;. Ho una vita da barca di fiume, io sono un galleggiante del Delta del Po, da anni ho una piccola barca, una pilotina di legno, e fra i canneti del Faro di Goro vado in giro a cercare le anguille, ma non pesco neanche. Insomma ho questa ex-vita di gommone a Ustica, ho fatto anche dei mari, però mai su barca a vela. Ho perlomeno capito che non soffro il mal di mare, però sono pronto anche a soffrirlo, se avrò la nausea, vabbè me la terrò, nel senso che non me ne frega niente, starò male, tanto di mal di mare non è mai morto nessuno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ieri sera ero all&#039;Osteria con un mio amico e mi ha detto: &quot;Ah, ti fanno fare il pezzo più difficile di tutto!&quot;, a causa dei venti forti -credo-, ma io non so neanche a cosa si riferisca... La barca a vela ha bisogno di vento, no? E poi non è che mi possa spaventare perché ci sono dei venti, se una barca a vela si deve spaventare per i venti ?! Non credo sia tutto questo dramma, e poi quel che è, è.  Non voglio fare quello che sta in bonaccia a prendere il sole... non ho intenzione di fare quello che sta in vacanza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Allora è per te più un lavoro o più una vacanza questo viaggio su Adriatica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giorgio:&lt;/strong&gt; Prima è un lavoro, poi è un lavoro piacevole, e il lavoro quando è piacevole è una vacanza. Quando per quattro anni ho fatto il programma &quot;La Zingara&quot;, andando in giro per le piazze d&#039;Italia, quella era una vacanza. Quando vado in vacanza a Milano Marittima con i miei due figli è un lavoro. Lì in barca sarà un lavoro perché mi piace l&#039;idea di mandare dei cinque minuti carini, ma tutto questo guardando dei bei posti, quindi...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Segui Velisti in TV?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giorgio: &lt;/strong&gt;Guardo Velisti, specialmente quello della domenica sera. Mi piace molto, capisco a volte Patrizio e le sue preoccupazioni. Una volta mi ha confessato: &quot;La vedi la mia preoccupazione latente? Perché le cose in barca in realtà sono mie, se si rompono le pago io. A te, se ti si rompe una cosa, un fiocco, una vela, te ne frega molto meno...&quot; Allora gli ho sorriso, è vero.  Comunque mi piace molto il taglio delle puntate, anche se io non so se riuscirò a mantenere lo stesso, darò il mio. Sarà un po&#039; diverso, sarà molto più legato alle mie esperienze della diretta, qualche volta userò anch&#039;io il fuoricampo come fa lui. Questa trasmissione è una cosa assolutamente nelle mie corde e nella mia chiave, per cui l&#039;accetto con grande piacere professionale, anche perché sto cercando di cambiare un po&#039; l&#039;asse della mia televisione, da quella popolare che ho fatto finora (due anni di &quot;Carramba&quot;, quattro di &quot;Zingara&quot;, un anno di &quot;Fatti vostri&quot;) ad una televisione che sia un po&#039; più la mia, in cui mi riconosco di più, con più giornalismo... quindi &quot;Velisti&quot; casca a pennello.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho già delle idee: quella di scrivere molto sui diari di bordo e di far vivere molto l&#039;equipaggio, che è l&#039;unica cosa che anche Patrizio mi ha detto. Lui l&#039;ha fatto poco, ma io lo farò di più... mi porterò a terra qualcuno, lo porterò a fare una scena di spionaggio a Panama... insomma cercherò di tenere l&#039;equipaggio in primo piano, di farli diventare protagonisti insieme a me.  Io sono un tipo curioso, voglio sapere perché loro sono lì, i loro genitori da piccoli che cosa hanno fatto, perché loro vivono nel mare dove tutto si muove se io vivo a terra dove tutto è fermo, insomma voglio farli parlare e sicuramente con me loro parleranno di più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;TB: &lt;/strong&gt;Sei preparato sulla storia dell&#039;Itzmo di Panama, sulle controversie politico-diplomatiche del Canale, ecc.... ?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Colto un po&#039; in contropiede, &lt;strong&gt;Giorgio ammette: &lt;/strong&gt;Sono andato stamattina a prendere una guida di Panama ed era finita perché si vede che gli altri che devono partire l&#039;han comprata prima di me, allora ho ovviato per il momento comprando &quot;Il Sarto di Panama&quot;, il film, tratto dal famoso omonimo libro di spionaggio di John Le Carrè. Ora so ancora poco di Panama, ma prometto che mi documenterò. Anche perché Panama mi dà l&#039;idea di un crocevia di spie, mi dà l&#039;idea di gente sempre un po&#039; losca, di un passaggio traverso-diagonale del mondo. Ho un sacco di curiosità su quel posto: voglio capire perché il cappello di Panama è di Panama, ad esempio. Tutto quello che è la mia curiosità cercherò di vederla e di farla vedere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L&#039;ultima domanda è di rito:&lt;/strong&gt; Giorgio, ci fai i Tarocchi per Adriatica?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giorgio: &lt;/strong&gt;Le carte, in realtà, non le so fare, non le sa fare neanche Cloris, però la prima carta che mi viene subito in mente pensando ad Adriatica è la Temperanza, che è una carta vera dei tarocchi. Mentre quella che mi inventerei è la Luna blu... Luna rossa c&#039;è già stata... Blu perché è il colore del mare. Ah, e mi porterò la carta originale della Luna Nera in barca, dicono che porti fortuna...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Speriamo bene!&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 17:30:26 +0200</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/il-racconto-di-giorgio-comaschi</link><guid>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/il-racconto-di-giorgio-comaschi</guid></item><item><title>Syusy in Australia</title><description>Da Adelaide a Uluru, il monte sacro degli aborigeni&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;di Syusy.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo girato per un mese l&#039;Australia con Orso, scegliendo l&#039;itinerario non percorso da Patrizio e Adriatica. Ho poi raggiunto Adriatica a Darwin, prendendo circa una ventina di aerei. Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo partiti a bordo di un Piper da un posto deserto a nord di &lt;strong&gt;Adelaide&lt;/strong&gt;, sorvolando il lago salato e il deserto dipinto, e devo dire che è stata un’esperienza veramente incredibile. Il pilota ci ha addirittura detto che questo paesaggio non è mai stato ripreso così dall&#039;alto. È un posto in cui si può difficilmente atterrare; per questo consiglio a chiunque voglia visitarlo di prendere a noleggio un aereo, dato che i prezzi sono accessibili. Il panorama è davvero suggestivo: sembra di sorvolare un quadro d’arte moderna!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Invece quando si sorvola il lago salato si ha la sensazione di attraversare due cieli; infatti il bianco del lago, dato dalla salinità, riflette il cielo creando quest’effetto straordinario di avere un cielo sopra e uno sotto. Fondamentalmente questo è stato un viaggio all&#039;insegna della natura e alla ricerca delle origini degli aborigeni. Ad Adelaide abbiamo incontrato alcuni esponenti della comunità italiana, con i quali abbiamo anche discusso sul voto degli italiani all&#039;estero. Per loro si tratta di una questione demagogica: nonostante si considerino a tutti gli effetti italiani, sono perfettamente inseriti all&#039;interno del contesto australiano, mentre sono estranei alla situazione politica del nostro paese. Quello che a loro interessa è mantenere un&#039;identità culturale da far conoscere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Di Adelaide ci è rimasto impresso il fatto che il traffico era completamente inesistente e che nonostante si dica che gli australiani sono molto freddi, al contrario ci sono sembrati molto &quot;friendly&quot;, come dicono loro. Non  ti danno mai l&#039;impressione che qualcosa non si possa fare. Quello su cui sono molto intransigenti è il rapporto con gli aborigeni, perché fino a qualche anno fa erano considerati come animali da cacciare. Ultimamente le cose stanno cambiando, arrivando addirittura a restituire agli aborigeni tutte quelle terre che gli avevano sottratto. Tutto questo si è reso possibile attraverso l&#039;emanazione di leggi specifiche che riconoscono loro la proprietà di quei territori; territori che per i prossimi 99 anni rimarranno nelle mani dello stato, ma poi torneranno agli aborigeni, che decideranno cosa farne. Spesso nei luoghi sacri degli aborigeni esistono delle dure restrizioni alla visita, e lo stato australiano vigilia affinché vengano rispettate. Noi abbiamo avuto dei problemi con le riprese soprattutto a Hellis Rock, perché avevamo l&#039;obbligo di riprendere solo alcune parti del paesaggio. Questo rappresentava per noi un ostacolo non indifferente, ma abbiamo capito l&#039;importanza di queste restrizioni quando abbiamo visto il cartellone pubblicitario della Coca Cola su tutto il monte, un monte che per gli aborigeni è come il Vaticano, da non profanare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fino a vent&#039;anni fa gli aborigeni vivevano separati dal mondo civile. Oggi invece i rapporti sono molto migliorati e molti si sono integrati nella vita cittadina. Abbiamo visto situazioni molto carine, come un agriturismo in pieno deserto perfettamente gestito da un signore che fino ad una generazione fa viveva in capanne fatte di paglia e fango. La cosa più impressionante è che in soli 40 anni lui ha fatto un salto evoluzionistico incredibile: dalla preistoria della sua infanzia al mondo contemporaneo. Questo salto ha fatto sì che si modificasse completamente il loro spirito originario, ovvero essere nomadi sul loro territorio, un territorio che conoscono perfettamente e che hanno imparato a sfruttare al meglio. Per millenni hanno vissuto in questa maniera, poi nel giro di pochissimi anni si sono trovati quasi costretti ad abbandonare le loro tradizioni. Ciò che contrasta di più con il loro spirito è andare a fare la spesa al supermercato, utilizzare il denaro. Tutto ciò farà perdere loro le tradizioni del proprio popolo e li renderà uguali agli uomini bianchi, annullando completamente l&#039;&quot;impatto ecologico zero&quot; tipico delle popolazioni nomadi. Siamo riusciti anche a trovare un villaggio di aborigeni veri, dove abbiamo incontrato un antropologo italiano che è stato &quot;adottato&quot; da una famiglia aborigena. Grazie a lui siamo stati introdotti all&#039;interno del villaggio per capire lo stile di vita aborigeno. La zia, che era poi la &quot;madre&quot; di tutti i membri della famiglia, ci ha raccontato molte cose della loro storia e di quello che secondo lei sarà il loro futuro. È una donna dal grande carisma, e tutti i membri del gruppo fanno riferimento a lei. Grazie a&lt;strong&gt; Nicola Pagano&lt;/strong&gt;, un rasta antropologo che per molti mesi ha viaggiato con questa famiglia, abbiamo conosciuto la vera vita degli aborigeni nomadi. L&#039;altro elemento che mi ha spinto in questo viaggio è stato il valore del tempo e del viaggiare nel tempo. Il tempo infatti è un elemento fondamentale che contraddistingue questa popolazione dal punto di vista sociale. Mi sono inventata anche un viaggio nel tempo inteso come gioco e che ha come simbolo il boomerang, un oggetto che torna indietro dal futuro. In questo viaggio fittizio nel tempo ho scoperto che nel passato gli aborigeni hanno scelto di essere così, di bloccare il tempo per mantenere un contatto diretto con la natura, evitando ogni forma di sviluppo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questo viaggio ho poi incontrato anche&lt;strong&gt; Marco Banchelli&lt;/strong&gt;, il ciclista per caso, con il quale abbiamo girato attorno (dato che è difficilissimo salirci sopra!) a Uluru, il monte sacro per gli aborigeni.&lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 14 Feb 2012 17:13:54 +0100</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/syusy-in-australia</link><guid>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/syusy-in-australia</guid></item><item><title>Patrizio in Australia</title><description>Tra paesaggi sconfinati e tratti emozionanti di navigazione a vela!&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Silvia: &lt;/strong&gt;Ciao Pat, bentornato! Hai voglia di raccontarci questo tuo intenso viaggio?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Patrizio:&lt;/strong&gt; sono tornato dopo aver percorso il tragitto da Sydney a Cairns, quasi sempre in barca anche se ogni tanto ho esplorato un po&#039; di terra. E&#039; stato un bel periodo, molto interessante! Con Adriatica abbiamo visitato solamente la costa est dell&#039;Australia, la costa più sviluppata che solitamente visitano i turisti, con le città e la Barriera Corallina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora toccherà a Syusy, Orso e Giuseppe affrontare quello che chiamano l&#039;&quot;outback&quot;, il deserto all&#039;interno del paese. Loro faranno il percorso antropologico delle culture aborigene, insomma l&#039;Australia delle radici, mentre io ho visto quella dell&#039;immigrazione europea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&#039; stato bellissimo esplorarla in barca e ancora una volta mi sono accorto che abbiamo avuto un&#039;idea difficile, complicata ma giusta, immaginandoci Adriatica come filo conduttore per un giro del mondo... Vedere Sydney, Brisbane e la Barriera Corallina arrivando dal mare è stato meraviglioso!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sostanzialmente con Adriatica, oltre questi posti, abbiamo visitato anche le isole Whitsunday che sono molto particolari perché, pur essendo isole tropicali, forse a causa delle correnti, hanno una vegetazione che assomiglia a quella delle colline alpine: ci sono pini, foreste, abeti e il mare non è quello tropicale ma sembra essere duro, un pò più freddo… la stagione di adesso è il corrispettivo del nostro novembre, ma ci troviamo pure sempre al tropico dove le stagioni sono soltanto due, quella umida e quella secca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In sintesi è stato tutto estremamente interessante ed è stato bello viverlo su Adriatica!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;A proposito di Adriatica, come l&#039;hai ritrovata dopo tanto tempo?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Patrizio:&lt;/strong&gt; In questo momento è in perfetta forma, grazie a Gigi e Irene con i quali abbiamo un rapporto che andato consolidandosi durante tutta la nostra avventura nel Pacifico, perché insieme a noi ha viaggiato il loro VaPensiero! Hanno avuto il grande merito di occuparsi di tutti i piccoli acciacchi della nostra barca durante la sua lunga sosta ad Auckland. Poi l&#039;hanno adottata e sono diventati gli skipper ideali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con Gigi e Irene abbiamo navigato su Adriatica sperimentando nuove vele e navigando quasi sempre a motori spenti, il vento non è mancato e ci siamo divertiti anche tanto! Nella traversata che loro hanno fatto da soli dalla Nuova Zelanda all&#039;Australia hanno incontrato veramente un tempo incredibile, mentre noi abbiamo trovato un tempo quasi perfetto anche se un pò è piovuto data la stagione autunnale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Parliamo delle tue impressioni, cosa ti è rimasto più in mente?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Patrizio:&lt;/strong&gt; Mi è rimasto molto, provo a sintetizzare alcuni elementi. Soprattutto la natura e la scarsa antropizzazione essendo un continente che ha meno di venti milioni di abitanti e grandi spazi lasciati all&#039;uomo, enormi e potenzialmente infiniti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un&#039;altra cosa che mi ha impressionato è l&#039;Australia delle potenzialità, lì la gente cambia città e lavoro ogni qualche anno, per loro ogni sogno può essere realizzato! Faccio un esempio, ho incontrato un idraulico che ad un certo punto ha smesso di lavorare, ha comprato 4 barche e oggi accompagna le persone a pescare nelle Whitsunday... non è un caso raro, ma normale, una flessibilità e capacità di cambiare che mi ha fatto venir voglia di inventare nuove imprese, come il giro del mondo su Adriatica! Della serie &quot;tutto è possibile&quot;, mentre qui da noi è un po&#039; più dura!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Parliamo un po&#039; della stuttura antropologica dell&#039;Australia. Noi sappiamo che la popolazione locale è indiscutibilmente un melting pot... Che ci dici dell&#039;ingrediente italiano in questo minestrone?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Patrizio:&lt;/strong&gt; Mi ha impressionato molto il ruolo e l&#039;importanza che ha la comunità italiana in Australia. I nostri connazionali di prima, seconda e terza generazione sono circa 2 milioni e quindi circa il 10% della popolazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante il viaggio ho incontrato numerose persone di comunità italiane, incontri stupendi, interessanti e più forti che altrove (escludendo forse l&#039;Argentina dove gli italiani rappresentano praticamente la maggioranza della popolazione...).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Sydney ho assistito ad una particolarissima festa chiamata &quot;Dei tre santi&quot;, in cui si festeggiano appunto tre santi che appartengono alla cultura meridionale italiana e che gli emigranti hanno importato in numerose città australiane, da quest&#039;anno anche a Sydney. L&#039;occasione di questa sagra ci ha permesso di partecipare ad una grande festa, dalla quale ho capito molte cose: innanzi tutto che la prima generazione arrivata lì prima degli anni &#039;50 ha dovuto lavorare e soffrire per guadagnarsi da vivere e degli spazi, invece la seconda generazione - che ormai ha la mia età e che è nata lì -  ha vissuto periodi non bellissimi, essendo a volte costretti a cambiare addirittura il cognome perché ci si vergognava della propria origine, mentre la nuova generazione ne è fiera perché ora gli italiani vanno di moda, sono rispettati e hanno conquistato un loro spazio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Gli aborigeni però sono la componente storicamente più antica della popolazione. Conservano ancora un loro ruolo? Hai percepito qualcosa del difficile rapporto che hanno con gli anglosassoni?&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Patrizio:&lt;/strong&gt; Questo è un aspetto che io ho soltanto intuito, ma che Syusy analizzerà nello specifico. Ho incontrato alcuni aborigeni, primi fra tutti quelli inurbati a Sydney e lì l&#039;impressione è stata terribile! Persone che sniffavano vernice, completamente strappate dalla loro realtà sociale e non integrate in quella attuale. Poi ho incontrato una comunità che risiede vicino alla foresta fluviale di Cairns, certamente stanno molto meglio e molti di loro lavorano come guide turistiche del parco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli aborigeni veri che ancora abitano il deserto però li incontrerà Syusy!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Anche i turisti oggi sono una fetta consistente delle persone che incontri nelle città della costa est! A proposito di &quot;giro del mondo in 80 persone&quot;... Parlaci dei tuoi compagni di viaggio!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Patrizio:&lt;/strong&gt; Il viaggio l&#039;ho fatto innanzi tutto con &lt;strong&gt;Giacomo &lt;/strong&gt;che l&#039;anno scorso era stato il nostro montatore assieme a Giovanni, mentre questa volta si è dedicato alle riprese. Sul posto abbiamo trovato altri complici come Silvia, giornalista di Canale 5 che si è trasferita definitivamente da qualche anno a Sydney e ci ha accompagnato come guida, producer e amica... preziosissima!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che dire del grande &lt;strong&gt;Rosolino&lt;/strong&gt;, nostro  ospite... con lui ci siamo divertiti tantissimo! E&#039; veramente mezzo uomo e mezzo pesce, ma anche mezzo australiano e mezzo napoletano! Si è visto moltissimo questo dualismo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi&lt;strong&gt; Ida e Maurizio&lt;/strong&gt; - biologa marina romagnola lei e etologo bolognese esperto di animali lui - con lui abbiamo esplorato la foresta pluviale di Brisbane e lei ci ha accompagnato alle Whytsunday, veramente due complici fantastici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poi tantissime altre persone con le quali ho fatto incontri uno meglio dell&#039;altro. Anche perché alla fine è un po&#039; questo il nostro metodo: Orso, un po&#039; con le mail e un po&#039; attraverso amici di amici, prende i contatti e noi andiamo a trovare queste persone che sono le migliori mediatrici per capire e spiegarci - al di là dei problemi di lingua - le loro realtà, spesso complicate in cui noi possiamo restare poco. Comunque alla fine posso dire che è stato un bellissimo viaggio!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 14 Feb 2012 17:08:09 +0100</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/patrizio-in-australia</link><guid>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/patrizio-in-australia</guid></item><item><title>Bali è riuscita a stupirmi!</title><description>I ricordi di viaggio di Patrizio&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;Bali per me è stata una grande sorpresa perchè sapevo che era un posto molto affascinante, che era una meta turistica, culturale e non solo, sapevo in pratica tutto ciò che i normali turisti sanno leggendo qualche cartolina o vedendone delle immagini. Però in realtà &lt;strong&gt;Bali è riuscita a stupirmi&lt;/strong&gt;... nel senso che tu arrivi nella prima cittadina, dove ti lascia l&#039;aereoplano e ti fai l&#039;idea di un turismo di massa, quasi incontrollato,  ti fai l&#039;idea di un luogo che ha fatto del turismo una delle sue risorse maggiori e, se non ho capito male, più del 20% delle risorse economiche di Bali arrivano attraverso il turismo. Ho trovato sì una situazione gradevole, ma molto, forse anche troppo sfruttata dal punto di vista turistico. In realtà però fai dieci km e ti trovi in una situazione meravigliosa in cui i turisti sono pochi, in cui la natura è quasi totalmente incontaminata, e i villaggi sono immersi in delle situazioni magiche, e ciò è stato una piacevolissima sorpresa...anzi c&#039;è da sfatare due pregiudizi che sono quello della bomba e quello della S.A.R.S..&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il turismo infatti è molto calato a Bali negli ultimi periodi, ma in verità è un ottimo momento per visitarla: sia perchè è stato accertato che la bomba è derivata da una iniziativa esterna alla realtà balinese, voluta da un gruppo di terroristi islamici, e come è accaduto a Bali poteva succedere ovunque. Io inoltre ho visto il luogo in cui hanno fatto l&#039;attentato. È terribile: c&#039;è ancora un varco enorme dove sorgeva il locale, in cui si recavano per lo più solo gli occidentali, che si pensava avessero un comportamento poco rispettoso della civiltà. E quindi penso sia stato indicato quello come luogo simbolico. È una cosa venuta da fuori che non ha nulla a che fare con Bali, tanto è vero che a Bali non c&#039;è tensione di alcun tipo, proprio perchè con Bali non hanno nulla a che fare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A Bali il 95% della popolazione è indù e il restante 5% è assolutamente tranquillo e pienamente inserito nella società e quindi in realtà, anche grazie alla tranquilla situazione religiosa, a Bali non si sente tensione di alcun tipo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&#039;altro problema da chiarire è il discorso della S.A.R.S., che riguarda anche il Vietnam. La S.A.R.S. c&#039;è stata e questo è innegabile. Ha fatto delle vittime purtroppo, anche se il numero di queste è relativamente basso rispetto al numero di vittime che provocherebbe un qualsiasi altro cataclisma o malattia e quindi ora non c&#039;è traccia di problemi, nè tantomeno di mascherine anti-sars, anzi di maschere ce ne sono, ma sono quelle che usano in questi posti per la danza. L&#039;allarme è ormai rientrato e non ho percepito alcun tipo di tensione in questo senso. È una situazione in cui si può andare tranquillamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Naturalmente qui ho avuto vari incontri, di cui uno molto particolare è stato quello con&lt;strong&gt; Andrea Centazzo&lt;/strong&gt;, che è un musicista molto famoso, un percussionista per la verità  che ha trovato nella musica balinese uno stimolo enorme. Andrea lavora in Italia ed è stato diverse volte a Bali dove ha conosciuto diversi musicisti e, molto gentilmente ci ha guidati, a me e Giuseppe, l&#039;operatore. Siamo stati accompagnati anche da una new entry molto disponibile, &lt;strong&gt;Gabriell&lt;/strong&gt;, che per nostra fortuna, conosce bene il posto perchè passa a Bali metà del suo tempo. I due ci hanno accompagnato in una serie di villaggi in cui è davvero forte la tradizione musicale legata alla danza e non solo. È una tradizione molto particolare, molto flessibile; tu guardi queste danze e ti chiedi quanti anni abbiano. Ti dicono che potrebbero avere 200 anni, ma in realtà la versione che stavamo guardando era stata rivista sette anni prima, e questo ci fa capire che è una tradizione antica ma in continua evoluzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbiamo visto le orchestre composte o solo da donne o da bimbi, non sono  professionisti, e accompagnano solitamente all&#039;attivita di artigiano o di agricoltore quella di musicista. Difatti a Bali particolare è l&#039;artigianato del legno e abbiamo scoperto che il 98% dell&#039;arte tipica dei vari luoghi, per esempio &lt;strong&gt;le statue che tu vedi vendere in Africa o in Polinesia, in realtà sono tutte fatte a Bali&lt;/strong&gt;, perchè ai balinesi vengono proposti dei modelli e la loro abilità è tale che li riproducono identici. Qui tutti fanno più di un lavoro e il riso è alla base sia dell&#039;economia che della cucina, poi ci sono le attività artigianali e quelle turistiche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La popolazione è squisita, di una dolcezza incredibile, e a questo contribuisce sicuramente anche la religione induista, che celebra qualunque fenomeno. Ricordo, infatti, che visitando una risaia vidi un tempietto e mi dissero che quello era il tempietto del dio dei topi. Nella loro tradizione, mi dissero che era giusto uccidere i topi perchè altrimenti avrebbero rovinato il raccolto, ma non potevano farlo semplicemente perchè era comunque sempre un&#039;offesa alla natura, e quindi, per propiziarsela, facevano sacrifici al dio dei topi. Questo è il sintomo di un atteggiamento sempre &lt;strong&gt;molto rispettoso nei confronti della natura&lt;/strong&gt;. È una civiltà permeata di &lt;strong&gt;misticismo&lt;/strong&gt;. Sulla spiaggia, per esempio, vedi bellissimi fiori raccolti e posti graziosamente in cesti di bambù, che secondo me rappresentano dei sacrifici al mare, e da questo capisco che i balinesi passano un terzo del loro tempo a fare sacrifaci agli dei. È stato, in definitiva,  un viaggio estremamente interessante, denso, anche se per motivi economici e di tempo siamo stati una sola settimana a Bali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:12:32 +0100</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/bali-e-riuscita-a-stupirmi</link><guid>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/bali-e-riuscita-a-stupirmi</guid></item><item><title>Patrizio alle Maldive</title><description>...oltre agli atolli c&#039;è di più!&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Silvia:&lt;/strong&gt; Ciao Pat, raccontaci un po&#039; di questo viaggio, siamo molto curiosi!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Patrizio:&lt;/strong&gt; Per cominciare posso dire che sulle Maldive avevo un pregiudizio che secondo me è comune a tutti i turisti italiani: cioè l&#039;equazione &quot;Maldive uguale posto bellissimo con acqua meravigliosa e atolli totalmente deserti, dove sostanzialmente ci sono solo villaggi turistici&quot;! Ora, questo pregiudizio si è rivelato vero fino a un certo punto, nel senso che è verissimo che le Maldive sono un posto meraviglioso e penso che veramente l&#039;acqua sia stupenda e gli atolli bellissimi. Per certi aspetti, a detta anche di Gigi e Irene che le conoscono bene, sono veramente paragonabili alle Tuamotu, l&#039;arcipelago della Polinesia Francese considerato il più bel posto del mondo (dove c&#039;è Rangiroa). Detto questo, l&#039;idea che personalmente ho sfatato è che non si tratta affatto di un posto deserto, non è vero che il turista sta in villaggi bellissimi, ma senza contatto con una realtà antropologica.&lt;strong&gt; In realtà le Maldive sono profondamente abitate &lt;/strong&gt;da una popolazione che ha una storia antichissima e delle caratteristiche estremamente precise e interessanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Silvia:&lt;/strong&gt; Ad esempio?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Patrizio:&lt;/strong&gt; I maldiviani sono di religione musulmana da circa 700 o 800 anni, prima c&#039;erano riti di altro tipo: erano ad esempio buddisti e prima ancora avevano culti particolari, adoravano il sole. La storia è molto antica perché sono al centro di una serie di rotte importanti attraverso le quali passavano i commerci dal Medio Oriente all&#039;Estremo Oriente (dall&#039;Arabia all&#039;India e alla Cina), perciò da lì sono transitati veramente tutti! A un certo punto, in parte per uscire dall&#039;influenza buddista, ma soprattutto da quella politica dello Sri Lanka, le Maldive sono entrate sotto l&#039;influenza araba e sono diventate musulmane. Ogni villaggio turistico ha sull&#039;isola di fronte un villaggio vero che siamo andati a visitare e dove abbiamo trovato accoglienza dolcissima e grandissima ospitalità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Silvia:&lt;/strong&gt; Quindi i villaggi, turistici e non, sono il motivo dominante...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Patrizio:&lt;/strong&gt; Sì, è stato bello e interessante godersi la natura (quindi il villaggio turistico) e visitare allo stesso tempo le Maldive preturistiche, quelle dei villaggi di pescatori. Abbiamo avuto l&#039;occasione di andare in un villaggio che si chiama &lt;strong&gt;Madoogali &lt;/strong&gt;ed è stata una permanenza assolutamente stupenda... Capisci veramente il turismo come momento di svago e ricreazione psicofisica: si prende un aereo e con una tratta di non troppe ore, diciamo 8 o 9, si arriva direttamente in questo paradiso! Il villaggio di Madoogali è molto particolare, in sostanza è il primo avamposto italiano che incrociamo in questo giro del mondo: sembra di essere arrivati in una fetta di Italia trapiantata all&#039;equatore! Si parla e si mangia italiano, italiani sono gli operatori, ma il tutto molto ben amalgamato con la flora la fauna e le usanze maldiviane.  È stato un soggiorno proprio di puro godimento!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Silvia:&lt;/strong&gt; Parliamo un attimo dei compagni di viaggio, anche questa volta Adriatica ha avuto diversi ospiti e complici... Sappiamo che è stato con voi il mitico Claudio Amendola, ma non solo, che ci dici in proposito?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Patrizio:&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Claudio &lt;/strong&gt;ha fatto la traversata assieme a Adriatica, è arrivato con i suoi &quot;centurioni&quot; e siamo rimasti assieme alcuni giorni alle Maldive: sono veramente simpaticissimi! Gigi e Irene erano entusiasti di loro e viceversa. Poi c&#039;era &lt;strong&gt;Orso &lt;/strong&gt;con noi, come al solito simpatico e prezioso... E c&#039;era soprattutto la &lt;strong&gt;Zoe&lt;/strong&gt;, che ha preso 5 giorni di vacanza dalla scuola ed è venuta anche lei! Si è molto divertita e ha fatto la sua prima esperienza da vera sub con le bomboline. Abbiamo avuto come altri compagni di viaggio personaggi estremamente interessanti: a partire dal nostro ospite nel villaggio, &lt;strong&gt;Ettore&lt;/strong&gt;, che ha svolto il suo ruolo in modo squisito e ci ha raccontato molte cose; poi mi ricordo &lt;strong&gt;Bruna&lt;/strong&gt;, la direttrice del villaggio, che in realtà è stata per noi molto più di questo perché, abitando là da vent&#039;anni, ha potuto svelarci moltissime cose sulle Maldive. &lt;strong&gt;Enzo e Marta&lt;/strong&gt; sono due sub che ci hanno accompagnato sia al villaggio che dopo; poi c&#039;è stato &lt;strong&gt;Claudio&lt;/strong&gt;, un signore che vive su una barca... come al solito è stato un viaggio molto denso anche di incontri, come potete intuire!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Silvia:&lt;/strong&gt; Ricapitolando le Maldive sono un posto paradisiaco, ma con un&#039;ambivalenza tra ciò che è espressamente turistico e ciò che invece è tradizione locale, non per forza in linea con il nostro immaginario...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Patrizio:&lt;/strong&gt; Appunto, la stessa capitale, Male, chiaramente non è un posto meraviglioso...! Nel senso che è una città molto piccola, due chilometri quadrati, con una densità altissima di circa 80.000 abitanti. Nonostante questo, anzi forse proprio per questo, è molto interessante! Lì abbiamo potuto vedere come l&#039;uomo nella sua totale ingegnosità e nel suo istinto verso lo sviluppo poi alla fine riesca a sopravvivere in qualche modo anche su degli atolli corallini! Male è una città ad altissima densità, piena di grattacieli, che ha avuto uno sviluppo incredibile negli ultimi anni, se non addirittura mesi... Stanno addirittura costruendo isole artificiali usando le spazzature: un esempio lampante della ricerca di forme di equilibrio tra sviluppo e natura. Confermo la mia valutazione positiva: è stato un viaggio che mi ha dato molto di più di quanto mi aspettassi, sia in termini di bellezze naturali, che di interesse antropologico, politico, economico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Wed, 22 Feb 2012 16:31:49 +0100</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/document-11</link><guid>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/document-11</guid></item><item><title>Il volontariato in Ecuador</title><description>Syusy intervista due volontarie di &quot;Movimento Laico per il Sud America&quot;&lt;hr/&gt;&lt;p&gt;In Ecuador io, Syusy, ho incontrato&lt;strong&gt; Dany e Maria&lt;/strong&gt;, due ragazze italiane che operano in America Latina per l&#039;Organizzazione Non Governativa chiamata &quot;Movimento Laico per il Sud America&quot;. In Tv abbiamo potuto inserire solo solo qualche minuto di conversazione, ma qui potete seguire tutto ciò che ci siamo dette mentre mi accompagnavano a visitare la comunità montana di &lt;strong&gt;Quitchua &lt;/strong&gt;a 4000 metri d&#039;altezza. Dany e Maria mi hanno parlato dei nuovi problemi che devono affrontare le popolazioni andine, fra i quali uno recente è causato proprio dalla globalizzazione: oggi i bambini ecuadoriani hanno i denti cariati perchè mangiano caramelle e bevono bibite zuccherate importate dall&#039;estero, cosa che non succedeva solo 20 anni fa...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; Dovrebbero essere i genitori a limitare i figli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Ma chi gli porta le caramelle?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; Le comprano nelle &quot;tendite&quot; (negozietti comunali gestiti direttamente da loro).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Perché alcuni hanno i denti d&#039;oro?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria: &lt;/strong&gt;E&#039; il sistema di cura dei denti più economico che c&#039;è.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Non credi sia un vezzo? Magari ha un significato, no?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; No, nessun significato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; Non si tratta solo di una mancanza di cura: i denti molto marroni sono dovuti anche alla qualità dell&#039;acqua, che contiene molto ferro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; Si&#039;, ma non dimentichiamo che gli anziani non avevano le carie perché non mangiavano le caramelle!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; I denti si sono rovinati adesso: prima la carie non esisteva. La causa sono i dolciumi portati dalla civiltà.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; A loro piacciono e bevono frequentemente tisane zuccheratissime.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Capisco che possa piacergli... ma insisto: la carie prima non esisteva. Vivendo in  situazioni igieniche così precarie, si sono comunque creati un loro equilibrio. Probabilmente l&#039;igiene dentale non è una necessità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; Non si lavano perché hanno freddo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany: &lt;/strong&gt;Queste persone non hanno l&#039;acqua in casa e devono fare molta strada per andare a prenderla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Anche disponendo dell&#039;acqua corrente, non si laverebbero poiché fa un freddo bestia. Comunque nelle capanne è caldo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; A proposito di capanne: è sempre l&#039;uomo a decidere le innovazioni e i cambiamenti. Nella loro società, la donna è sempre l&#039;ultima a dare la sua opinione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Cosa possono decidere per la famiglia?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; Non affrontiamo molto il tema poiché è delicato. Con Maria stiamo iniziando solo ora ad interessarci alle donne, grazie ad una persona che parla &quot;Quitchua&quot; (la loro lingua).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Come affrontereste problemi importanti, come quello del controllo delle maternità? Avete  pensato di distribuire degli anticoncezionali?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; Vorremmo farlo ma non è il nostro ambito. Ci sono altre organizzazioni che lo fanno. Non vogliamo interferire nel lavoro di altri.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Ci troviamo davanti all&#039;orribile &quot;Monumento al Libro&quot;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; E&#039; un libro senza contenuti. Qui leggono poco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; In compenso, in città c&#039;è un alto consumo di televisione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Che tipo di programmazione fanno?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; Soprattutto programmi americani e telenovele.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Perfetto, così siamo sulla via della rovina!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; L&#039;influenza americana si sente tantissimo, soprattutto a Carnevale. Puoi vedere danze bellissime fatte da persone con il poncho e gli occhiali americani. Con gli Usa hanno anche contatti per lavori stagionali. Molti giovani partono dalle comunità per venire assunti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; E secondo me tornano con altri ideali: con il cappellino Nike etc&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; Sì, con la gorrita, cioè il cappellino da baseball! Quando vanno in città si vergognano del poncho e se lo tolgono: d&#039;altra parte, è un modo per essere più accettati, per trovare lavoro più facilmente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; E quando ritornano nelle comunità non se lo rimettono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Sicuramente hanno un loro look, bello e con una personalità precisa: stona davvero tanto vederli vestiti all&#039;americana.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; Ciò vale per i giovani e gli uomini; le ragazze mantengono i loro costumi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; I costumi tradizionali vogliono dire tanto: rappresentano la loro identità. Però il termine &quot;costume&quot;, parlando di famiglia, rimanda anche ad un comportamento: so che le donne vengono legate quando il marito va in città. So inoltre che gli uomini attaccano malattie, contratte nei luoghi di lavoro, alle donne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; C&#039;è una migrazione stagionale legata all&#039;agricoltura o per lavori come scaricatori di porto. Dopo alcuni mesi tornano nella comunità: gli uomini lì non riescono a stare da soli, si creano un&#039;altra  famiglia e attaccano le malattie alle donne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; La prostituzione è diffusa. Vero?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; Si&#039;, e il processo di liberazione è difficile e lungo. Un progetto della Comunità Europea ha lavorato con le donne, ma soprattutto sull&#039;aspetto produttivo, non su quello dei diritti. A Guamote c&#039;è un centro con attività produttive, ma non si sa fino a che punto i lavoratori siano coscienti della situazione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Cosa succederebbe se le donne dovessero andare a chiedere un prestito in banca?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; E&#039; difficile che agli indigeni, uomini o donne, vengano concessi tali diritti. C&#039;è già razzismo solo per l&#039;abbigliamento...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Ci sono banche equo-solidali?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; Tantissime, però chiedono troppe garanzie. Non è facile nemmeno con le organizzazioni aperte ai campesinos. Questi ultimi hanno promosso una CASSA DI CREDITO gestita a livello comunale o da gruppi di donne, e sembra che stiano funzionando. C&#039;è comunque bisogno di alternative perchè i propri soldi creano delle fonti di credito interne.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Siete un po&#039; in conflitto con le altre organizzazioni?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; E&#039; critico perchè alcuni si approfittano dei crediti, ci sono interessi un po&#039; alti...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Quali difetti vedete nelle altre organizzazioni? E&#039; giusto intervenire?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria: &lt;/strong&gt;Ci chiediamo ogni giorno se le nostre azioni avranno effetti positivi o negativi. Loro, per esempio usano allevare il &quot;QUI&quot;, la cavia, in casa. E ci sono stati dei casi di peste bubbonica trasmessa da questi animali. Abbiamo cercato di promuovere l&#039;allevamento della cavia fuori dalle case,  in una stalla. I risultati sono stati positivi,  ma abbiamo ricevuto critiche, perché pensano che vogliamo cambiare le loro tradizioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Secondo la loro culltura le cavie in casa servono a individuare le energie negative, è chiaro che la nostra logica non è la loro. In ogni caso fare qualcosa è già problematico. I missionari nella Terra del Fuoco avevano fatto lavare gli indigeni dal grasso di foca. In seguito questi popoli sono morti di tubercolosi. Se loro sono così c&#039;è un motivo...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; Non so cosa sia veramente loro e cosa sia stato portato dagli spagnoli&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Dovrebbero impedire di importare il chupa-chupa o la TV! Si tratta di estetica, turismo ed inurbamento orribili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; E&#039; impossibile impedirlo, si tratta comunque di un intersacambio di esperienze.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; In Ecuador il cemento è importante dal punto di vista economico, anche se le comunità protestano per l&#039;inquinamento. Inoltre molte fabbriche erano pubbliche. Ora stanno privatizzando tutto in Ecuador: anche la Salute.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; Precisamente stanno cercando di creare un sistema unico da 20 anni. Privatizzando l&#039;energia elettrica che è considerato un loro patrimonio. Lo sciopero ha impedito la privatizzazione nella Sierra, ma non nella costa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Syusy chiede a due signori che incontra per la strada un&#039;opinione sulla fabbrica di cemento e uno di loro afferma: Spero che si produca di più.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy: &lt;/strong&gt;Dove abita?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Signore:&lt;/strong&gt; In una capanna di terra (&quot;chosa&quot;).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; Perchè vuole che la fabbrica produca di più per avere lavoro?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; -  Sta raccontando la storia di un prete che aveva costruito delle case di cemento portando via gli indios dalla case di terra. Nessuno si è adattato. E lei vivrebbe in una casa di cemento se ne avesse una?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; Dice che entrambe andrebbero bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy:&lt;/strong&gt; Perché non hanno il camino nella &quot;chosa&quot; (capanna di terra)?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; Hanno una sorta di camino, e si usa stare in mezzo al fumo perchè pulisce, disinfetta e la capanna di terra è  più calda del cemento. Una signora ecuadoriana dice che si producono ingenti quantità di grano e patate, ma non guadagnano niente (un sacco di patate costa 1 dollaro). Non ci si può permettere la carne. E lei vorrebbe emigrare in Spagna o in Italia. &lt;strong&gt;Syusy&lt;/strong&gt; - L&#039;economia ha una responsabilità fondamentale ed è pessima perchè questa gente muore di fame. Anch&#039;io come loro emigrerei...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria: &lt;/strong&gt;Come tutti gli stranieri, anche noi, con i nostri modelli di vita o solo con le cose che possediamo, come l&#039;auto o la macchina fotografica, li stimoliamo involontariamente ad andare via da qui.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Syusy: &lt;/strong&gt;Una donna ecuadoriana che emigra in Italia vivrebbe completamente sradicata dal suo ambiente...&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Maria:&lt;/strong&gt; L&#039;idea di uscire rimane comunque un mito per loro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dany:&lt;/strong&gt; So di un uomo che, voleva andarsene dall&#039;Ecuador, ma poi ci ha ripensato per i suoi figli, per non lasciarli soli. Forse si può farli riflettere su questo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description><pubDate>Tue, 14 Feb 2012 17:50:14 +0100</pubDate><link>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/document-10</link><guid>http://www.velistipercaso.it/il-giro-del-mondo/il-giro-del-mondo-in-80-persone-1/document-10</guid></item></channel></rss>
