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VPC: Una prima domanda è d'obbligo, forse scontata ma che può dare un po' di chiarezza: cosa sono i pannelli fotovoltaici?

Sandra: La tecnologia fotovoltaica si basa sulla capacità di alcuni materiali semiconduttori (es. il silicio), opportunamente trattati, di convertire l'energia della radiazione solare in energia elettrica. Il sole regala alla terra circa 10.000 volte la quantità di energia che è necessaria ogni anno all’uomo per vivere. In quaranta minuti il sole ci irradia con un’energia pari a quella che il mondo intero utilizza in un solo anno. Ecco perché l’energia creata dal fotovoltaico è la più abbondante e democratica che ci sia: tutti possono averla e condividerla con gli altri, non produce nessuna emissione, richiede piccoli investimenti diffusi sul territorio e non crea, come il nucleare, necessità di forti investimenti centralizzati e problemi di smaltimento dei rifiuti.

 

VPC: Come si differenziano i vostri pannelli da quelli “classici”? 

Sandra: Per capire l’originalità dei pannelli Enecom Italia, e le loro grandi potenzialità, bisogna avere un’idea delle due principali tecnologie attualmente esistenti. Attualmente, le due principali tecnologie fotovoltaiche sono: la tecnologia in silicio cristallino e la tecnologia in silicio amorfo (nella quale una polvere di atomi silicei viene deposta su una superficie plastica). La tecnologia fotovoltaica più efficiente è certamente quella che si serve delle celle in silicio cristallino: si tratta di preziose fette di silicio, sottili meno di un millimetro, fragilissime e rigide che e si spezzano come il vetro. Per questo i pannelli fotovoltaici classici, quelli che si vedono ormai spesso sui tetti delle case, devono proteggerle incapsulandole all’interno di larghi strati di vetro. Ma, con Enecom Italia, anche il silicio diventa flessibile: grazie ad una particolare tecnologia, sperimentata in collaborazione col Politecnico di Torino, Enecom è riuscita a rendere flessibili le celle fotovoltaiche.

 

VPC: Quali sono, quindi, le caratteristiche che rendono il pannello Enecom speciale?

Sandra: Il nostro pannello è assolutamente innovativo e originale: costituito da un particolare materiale plastico, il pannello Enecom è flessibile (può curvarsi con una freccia che raggiunge il 30% della sua lunghezza), è molto leggero (8 volte più leggero dei comuni pannelli rigidi che coprono i tetti); è infrangibile, completamente riciclabile e, soprattutto, ha un’efficienza tripla rispetto agli altri pannelli flessibili, in silicio amorfo (che hanno un’efficienza che non supera il 6%). Enecom Italia ha così saputo mettere insieme le migliori qualità della tecnologia in silicio cristallino (l’alta efficienza) e quelle della tecnologia in silicio amorfo (la leggerezza e la flessibilità).

 

VPC: Enecom è diventato nostro complice nel tentativo di portare a bordo di Adriatica sempre più elementi ecocompatibili: ti va di raccontare ai nostri lettori la storia dei vostri pannelli e, più in generale, di Enecom?

Sandra: Enecom, energie eco compatibili, è una giovane società nata, con molto entusiasmo, da un progetto comune che ha riunito un gruppo di professionisti provenienti da esperienze differenti. Uniti dallo stesso interesse per la ricerca e la sperimentazione, collaborano con Enecom studenti, professori e giovani, per i quali lo sviluppo di un'economia innovativa e sostenibile è un sogno realizzabile. Ecco perché secondo me Enecom è il partner ideale dei Velisti per Caso: entrambi sappiamo mantenere viva con ostinazione la speranza di un futuro migliore grazie alla concretezza delle nostre scelte operative.

 

VPC: Probabilmente non è la prima volta che usate i vostri pannelli in ambito nautico. Come si adattano alle esigenze dei velisti?

Sandra: Il nostro pannello è perfetto per la nautica, perché non teme danni causati da vibrazioni, da elevate temperature o dal contatto con l'acqua del mare, ma, soprattutto è leggerissimo, molto efficiente e adattabile anche a superfici curve. Il montaggio può essere realizzato o tramite incollaggio o mediante un innovativo metodo, chiamato dual lock, che permette al pannello di essere agganciato alla superficie grazie un sistema simile a quello del velcro.

 

VPC: Un'altra domanda da neofiti: cosa succede quando non c'è il sole? Esistono dei sistemi di accumulo di energia?

Sandra: Ovviamente il pannello produce energia elettrica solo quando è al sole e l’energia è immagazzinata dalle batterie dell’imbarcazione per essere usata in ogni momento. Tra la batteria ed il pannello, un regolatore di carica consente che gli accumulatori non si sovraccarichino o che non si scarichino durante la notte. Per massimizzare la sua efficienza il pannello deve essere disposto perpendicolarmente al sole, ma ha un ottimo rendimento anche se è applicato orizzontalmente. Siccome può anche essere provvisto di anelli per essere legato, la sua posizione può essere cambiata per massimizzarne il rendimento.

 

VPC: La flessibilità dei vostri pannelli si traduce in una flessibilità nell'uso. Puoi farci qualche esempio?

Sandra: Effettivamente il pannello Enecom è molto versatile. Oltre a poter essere applicato su un camper o su una barca a vela, il pannello Enecom è riuscito a dare 20 Km di autonomia (con sole 4 ore di ricarica al sole) alla city car elettrica Phylla, messa a punto dal Centro Ricerche Fiat, dal Politecnico di Torino e da un team di imprese piemontesi, tra le quali spicca Enecom, col suo innovativo pannello flessibile. Pensate: si potrebbe andare a lavorare lasciando l’auto al sole e, all’uscita, il pieno è fatto!

 

VPC: Sempre parlando di flessibilità, sembra che fra i vostri prodotti ci siano soluzioni anche più “modeste”, ossia adatte a risolvere situazioni più semplici, come ad esempio caricare un cellulare o alimentare un laptop. Puoi descriverci brevemente qualche possibile scenario?

Sandra: Con il pannello Enecom l’energia è a portata di mano. Ti puoi sedere su una spiaggia o in un prato lavorando tranquillamente al computer. La giornalista Claudia Apostolo ha trascorso un mese in Amazzonia caricando il proprio computer, telefonino e telecamera con il pannello Enecom. Il maratoneta Gabriele Gualco ha percorso, per tre mesi, tutta la Via Francigena a piedi con il pannello Enecom sullo zaino per caricare fotocamera e cellulare e l’esploratore Aldo Trinchero si è recato in Nepal servendosi dell’energia generata dal nostro pannello. Anche Syusy Blady conosce già le prodezze del pannellino e ci ha recentemente inviato dal Guatemala una foto nella quale il pannello funge da “specchio abbronzante”!

 

VPC: I velisti per caso sono sempre alla ricerca di soluzioni alternative ed ecocompatibili. Quali sono i tuoi consigli per chi vuole provare i pannelli solari?

Sandra: Il pannello Enecom può essere trasportato facilmente (è leggero come una copertina di quaderno) e, quando serve ad alimentare computer, cellulari e altri accessori elettronici (che sono già dotati di batteria), può essere usato senza regolatore di carica: è dotato di una presa universale, quella comunemente nota come “ad accendisigari” (presente normalmente nelle auto) che gli consente di essere collegato con qualsiasi altra presa.

 

VPC: Ti viene in mente qualche aneddoto particolare?

Sandra: Il nostro lavoro è bello, non solo perché ci consente di vedere, in concreto, come si trasforma il sole in energia (sembra quasi una magia!), ma anche perché le persone che si occupano di energie alternative sono, generalmente, degli ottimisti sognatori e, quindi, delle persone simpatiche. Abbiamo fornito pannelli ad un gruppo di studenti che ha percorso il fiume Po su una zattera da loro costruita con dei bidoni; ad uno sportivo che desidera passare da una spiaggia della Sardegna ad un’altra, spingendo a nuoto una barca/casa nella quale dormire; abbiamo trattato con un importante professore di Fisica che desiderava che studiassimo un sistema di led e fotovoltaico per sostituire l’ingombrante pila che si mette sui caschi degli speleologi; abbiamo progettato un sistema solare per spruzzare acqua sulle sedie a sdraio degli stabilimenti balneari! Ovviamente, abbiamo anche progetti più comuni!

 

VPC: Perché è importante la ricerca nel campo del fotovoltaico?

Sandra: Secondo il centro tedesco del Wuppertal Institute, un immaginario e gigantesco pannello solare di 600 km per 600 (con una superficie quindi di 360.000 km quadrati) impiantato nel pieno del Sahara basterebbe da solo a soddisfare tutta la domanda di elettricità del mondo. Io credo fermamente che la tecnologia fotovoltaica rappresenti una vera opportunità per l’umanità, anche perché è un campo nel quale l’innovazione tecnologica procede in modo velocissimo. Tuttavia, è solo sperimentando direttamente le potenzialità del fotovoltaico che ci si renderà conto di come il sole ci possa aiutare. Enecom è diventata complice dei Velisti per caso anche per dimostrare, nella pratica, che si può sperare in un mondo diverso: più pulito e “solare”. Avere un pannello fotovoltaico Enecom per amico aiuta a consolidare questa speranza e, naturalmente, anche a risparmiare energia. Inoltre, consente di rendersi autonomi e indipendenti dalle sorgenti fisse di energia: è l’energia che ti segue, invece di condizionarti.

 

E voi, velisti per caso, avete già installato i pannelli solari sulla vostra barca? Raccontateci la vostra esperienza!

 

Serena Canu

Redazione di Velistipercaso.it

Commenti

INfelice proprietario di due pannelli enecom da HF 130W l'uno dall'aprile 2012.
Ad aprile compro i 2 pannelli e il regolatore direttamente in Enecom. Li monto a giugno e mi accorgo che il regolatore non funziona. A luglio devo partire per le ferie e vorrei una sostituzione veloce. Non si può è la loro politica. Dopo 20 gg mi rimandano il regolatore riparato. Peccato che ha lo stesso difetto e non funziona.Le ferie sono dietro l'angolo e non posso aspettare altri 20gg la riparazione. Ne compro uno nuovo da un altro fornitore e parto per le ferie. Il loro commerciale mi aveva scritto che "al ns rientro (dalle ferie) sistemeremo tutto per la sostituzione".
Alla fine della storia mi arriva un "nuovo" regolatore che è tutto ammaccato e di quello che avevo dovuto comprare per far funzionare l'impianto si rifiutano di riconoscermi la spesa. Per il momento finisce lì.
Luglio 2013 : uno dei pannelli si sta "squamando". Il film trasparente che copre le celle incollate al supporto plastico
sta facendo bolle. Prima o poi si romperanno e anche se non succederà l'efficienza di quelle celle ne sarà irremidiabilmente compromessa.
Gli scrivo per segnalare e la risposta è : "... ma hai fatto dei buchi per il fissaggio probabilmente è quella la causa delle bolle..."
I buchi (2,5mm diametro) sonofatti lungo il bordo del supporto e servono a fissare il pannello.
Ho tutta la documentazione email e fotografica per chi volesse approfondire. ruggier.ascione@yahoo.it

inserito da ruggiero il 15/07/2013 alle 17:11

Ora anche le barche si attrezzano con pannelli solari.

inserito da moduli fotovoltaici il 17/04/2014 alle 17:34

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