sgargy
Ultimo messaggio inviato il giorno:11 Maggio 2007 alle ore 11:32
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Inviato
il 3 Maggio del 2007 alle 16:53
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E' stato il mio primo approccio alla vela....ho fatto 7 gg di iniziazione su cabinati a Caprera. Il posto è meraviglioso, e si veleggia tutto il giorno, vento ce n'è quanto ne vuoi. Dicono che sia la scuola più dura in assoluto ma lo stile e l'organizzazione rispondevano alle mie esigenze. Si dorme in bungalows da 6 misti, ci si alza alle 6.30 colazione, lezione teorica e alle 8.30 si esce, sino alle 18.30 o meglio sino a quando si è riusciti a fare la presa di gavitello..............doccia, mega aperitivo e poi cena superbuona e festa all the night! non so se si capisce dalla descrizione ma è stata un'esperienza entusiasmante...da ripetere magari con un bel corso di due settimane, una settimana precrociera e l'altra di crociera!

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danielenenna
Ultimo messaggio inviato il giorno:25 Luglio 2008 alle ore 16:35
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Inviato
il 2 Maggio del 2007 alle 22:16
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Il mare è sempre stato la mia passione!Da bambino sognavo di diventare marinaio ,ma poi ....."tra il dire e....il fare.............c'è.............DI MEZZO..............IL MARE!!! Ora non sono in marina,e faccio l'operaio in un grande stabilimento siderurgico.Tutto finito? No! 5 anni fà ho incominciato a leggere alcuni libri di vela ,poi ho avvicinato un velista al lago d'Iseo e siamo diventati amici!Dalla teoria allla pratica un gran casino! Decisi di fare il primo corso base trovandomi in vacanza a Ventotene ,imparai qualcosa ma troppo poco!Scoprii poi l'"ebbrezza" di andar sul laser al lago di Como,quante scuffiate a 180° .Fantastico il laser! Altro corso al lago di Garda su derive nell'estate 2005 e poi nell' inverno la prima crocera su un cabinato a Trapani con un mega trasferimento da Palermo a La Spezia ,Fantastico! altre due crocere piu brevi sul Tirreno/Ligure e.........adesso speriamo di completare l' opera con un bel corso cabinato nel "tempio della vela":Caprera! con un grande sogno nel casetto:partecipare a una traversata oceanica:magari perchè nò? Su ADRIATICA!!!!!!!! Daniele

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ANNAPZ
Ultimo messaggio inviato il giorno:26 Dicembre 2008 alle ore 18:33
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Inviato
il 22 Aprile del 2007 alle 14:31
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 Il vecchio e il mare Viveva in una piccola casupola nei pressi del mare, poco lontano dal paese in cui era nato. Nessuno sapeva molto di lui, solo che era stato un marinaio; ma nessuno era in grado di dire quando aveva smesso di solcare i mari, perché troppo tempo era passato da allora. Chi s'affacciava dall’alto della scogliera, in qualsiasi momento della giornata, aveva la certezza di scorgere una sagoma immobile, tra gli scogli, rivolta verso il mare. Solo i capelli, ancora folti nonostante l’età, candidi come la neve, si muovevano disordinatamente al soffio del vento e riflettevano vivacemente, in sincronia con le onde spumeggianti, i raggi solari. Nessuno era però molto interessato alla sua compagnia ; ma il vecchio marinaio non sembrava rammaricarsene, anzi, forse era proprio ciò che desiderava. Un ragazzino di una dozzina d’anni, il cui padre era scomparso in mare qualche anno prima, aveva preso la consuetudine di tenergli compagnia, in silenzio. Posava la sua borsa di tela piena di patelle, mitili e altri molluschi, frutto del suo lavoro di un’intera mattina, in una pozza d’acqua fresca e pulita e si sedeva a riposare a pochi passi dal vecchio, imitandolo nella contemplazione della distesa azzurra. - Perché vieni a trovarmi? - gli chiese un giorno il marinaio. - Perché voglio imparare ad amare il mare... è difficile amare chi ti ha portato via il padre. - Perché pensi che io ami il mare? Gli ho solo lasciato i migliori anni della mia vita. Parlarono a lungo da allora, finché, un giorno, nessuno vide più, dall’alto della scogliera, la candida chioma del vecchio marinaio scompigliarsi alla brezza del mattino. . Un granchio, così mi ha raccontato il marinaio, uscì un giorno dall’acqua. Lo guardò a lungo e poi - lo so che non lo crederete mai - gli parlò: “Tu hai solcato tutti i mari della terra e non c’è onda che tu non conosca. Gli uomini non amano più la tua compagnia e la fine della tua vita è vicina. Noi invece ti apprezziamo e per questo vogliamo offrirti di diventare il re dei granchi. Vivrai per sempre con noi e il tuo regno si estenderà dagli scogli alla spiaggia. Tu avrai il diritto di assaggiare per primo tutti gli esseri che alla loro morte diverranno cibo per granchi”. Ma il vecchio scosse la testa e rifiutò l’offerta. Passò altro tempo, e lui era sempre lì a scrutare l’orizzonte, come tutti noi ben ricordiamo. Giunse, tempo dopo, un’enorme piovra che allungò uno dei suoi tentacoli. Lo toccò a lungo e infine lo avviluppò, come per trascinarlo via, ma non lo fece e sciolse delicatamente la stretta. “Io so chi sei”, gli disse allora, ”tu sei l’uomo che ha viaggiato per tutti i mari; tu sei colui che ha rifiutato di diventare il re dei granchi, rinunciando all’immortalità. Ma ti capisco, e so che meriti di più. Io ti offro le profondità dell’oceano, l’unico posto che ancora non conosci. Il buio più profondo ti nasconderà dagli sguardi indiscreti degli altri esseri umani. Ci aiuterai a combattere il capodoglio e a distruggere i vascelli che disturberanno la nostra quiete; ogni essere delle tenebre temerà la nostra presenza e si prostrerà al nostro passare”. Ma il vecchio scosse di nuovo la testa e allontanò da sé con gentile fermezza il grosso tentacolo. Fu il mare allora a farsi sentire, i flutti lo chiamarono, le onde fecero udire la loro voce, la spuma si spinse ai suoi piedi. “Vieni con noi”, dissero, “hai vissuto abbastanza e solo il riposo ti è dovuto. Hai guidato vascelli, lottato contro le tempeste, urlato contro la bonaccia, nuotato tra i flutti, pescato il grande tonno e il veloce pesce spada: non c’è cosa che tu non abbia fatto impegnando al massimo le tue forze, la tua intelligenza e il tuo cuore. Hai dato tutto al mare e il mare vuole ricompensarti: sciogli i tuoi capelli nella spuma, distendi le tue membra nel tepore delle acque e lasciati cullare. Ti porteremo dove nessun uomo è mai stato, ti guideremo dove la luce è più forte e dove il tempo non ha tempo per scorrere”. Allora, il suo volto rugoso si è disteso in un sorriso e senza voltarsi si è lasciato condurre dal mare.
Il ragazzo sapeva che sarebbe finita così: il vecchio glielo aveva detto. Prese allora la sua borsa di tela e corse sulla spiaggia a raccogliere mitili e patelle. Quando si sentì stanco, si sedette sullo scoglio del vecchio marinaio e, con un sorriso di felicità, lo ascoltò nel mare.
 Scusate sono lunghe..le mie fiabe.

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