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E' il momento del Plastiki!

Vi siete mai chiesti se sia possibile attraversare l'Oceano Pacifico con una barca di bottiglie di plastica? Qualche tempo fa una coppia di ragazzi aveva già provato a cimentarsi in questa impresa:i temerari Marcus Eriksen e Joel Paschal hanno percorso 2600 miglia su una barca realizzata con 15.000 bottiglie. Ora è il momento del Plastiki, un catamarano nato dall'idea dell'inglese David de Rothschild e costruito riutilizzando circa 12.500 bottiglie di plastica e srPET, un materiale completamente riciclabile.



Il viaggio di questo insolito “vascello” è cominciato 27 giorni fa portandolo al centro del Pacifico. La missione è tanto semplice quanto importante: sensibilizzare l'opinione pubblica e (ri)portare l'attenzione sulle tematiche legate all'inquinamento marino, soprattutto quello causato dai rifiuti di plastica. Forse non tutti sanno che in mezzo all'Oceano Pacifico c'è quello che viene chiamato il Great Pacific Garbage Patch ossia, letteralmente, la grande macchia di rifiuti del Pacifico. Ed è proprio in mezzo questo mare di plastica che David e la sua crew vogliono navigare, lungo il tragitto che li sta portando da San Francisco a Sydney.

Il progetto che sta alla base di Plastiki ha preso vita 4 anni fa, ispirandosi a un report di UNEP chiamato “Ecosystems and Biodiversity in Deep Waters and High Seas” e all'epica spedizione KonTiki del 1947. Il team che ha lavorato alla progettazione e realizzazione di questa imbarcazione è molto variegato: scienziati marini, designer “sostenibili”, costruttori di barche, scienziati dei materiali si sono cimentati in un'impresa che è grande opportunità non solo per parlare di un problema vasto e rilevante per l'ambiente marino, ma anche per mettere alla prova le piattaforme di innovazione, discussione e scoperta.



Qual è la filosofia di Plastiki?



Con questo progetto, si vuole dimostrare che i rifiuti sono fondamentalmente un difetto del design, ma oltre a questo il team si propone di sensibilizzarci su diversi punti: - ripensare i rifiuti come una risorsa - capire meglio il ciclo vitale degli oggetti e dei materiali usati nella vita di tutti i giorni - essere collaborativi e curiosi per trovare sempre nuove prospettive e sviluppare nuove opinioni - essere aperti e preparati ad accogliere e sostenere una nuova via di agire e di pensare, da loro chiamata “Planet 2.0”.

I motivi che li hanno spinti a intraprendere questa avventura sono molti, ma prima di tutto il gruppo di Plastiki è motivato dal fatto che l'inquinamento marino è spesso causato da un esubero di plastica. Gli scienziati stimano che ogni anno minimo un milione di uccelli marini e 100.000 mammiferi e tartarughe marine muoiono incastrate nella plastica. Non si tratta solo di un'accusa a terzi, ma anche e soprattutto di una presa di coscienza e di un'azione propositiva per ricercare nuove soluzioni e modalità. Vi postiamo un video girato dall'equipaggio del Plastiki durante la navigazione. Potete trovarne altri nella pagina Flickr della missione. Se volete seguire la rotta del Plastiki, guardare le foto e leggere maggiorni informazioni sul progetto potete andare sul sito ufficiale.



Buon vento,



Serena Canu

Redazione di Velistipercaso.it 

15 aprile 2010

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