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Diretta del secondo giorno di regata verso Kupang

31 July 2003 ore 18:00

Che regata, ragazzi! Mentre vi scrivo mancano ancora 235 miglia al traguardo di Kupang ed è la seconda notte di navigazione. Vorrei farvi una cronaca dettagliata di quanto avvenuto fino ad ora, ma il sistema di comunicazione di bordo mi costringe ad essere breve.

Darwin: sabato mattina, ore 11. Ventiquattro barche alla partenza. Vento sui 12-15 nodi da sud/est. Adriatica, con una scelta di tempo perfetta, parte prima assoluta con mura a sinistra. Appena dopo ci mettiamo "a farfalla" con il genova tangonato. Li abbiamo tutti dietro.

Grande entusiasmo fra l'equipaggio (in ordine alfabetico: Alice, Andrea, Eddi, Federica, Gigi, Giulia e la sottoscritta). Il vento diminuisce e noi sostituiamo il genova con il gennaker. Dopo circa un'ora il vento cade miseramente e noi restiamo nella cippa (altro termine per indicare la bonaccia) quasi completa, ciondolando a un nodo, un nodo e mezzo. Resistiamo, mentre la quasi totalità dei nostri avversari pensa bene di accendere il motore e togliersi dagli impicci (la regata ha più la caratteristica di un rally e il regolamento lo permette)!

Rabbia e delusione. Gigi ci conforta dicendoci che "appena arriva il vento, andiamo a riprenderli". E così è. Dobbiamo aspettare fino alle cinque del pomeriggio, ma poi il vento arriva: peccato che venga da ovest (!!), proprio dove dobbiamo andare noi... Ascoltiamo le conversazioni al VHF degli altri concorrenti: di bolinare non se ne parla neanche, quindi si continua a smotorare felicemente! Adriatica comincia una cavalcata inesorabile; il vento gira, la bolina si allarga, il vento è ormai al traverso-lasco e nella notte andiamo ad acchiappare, uno dopo l'altro, tutti i nostri avversari. Tutti tranne uno. Sappiamo che "Danza", un bellissimo sloop americano di 60 piedi, è davanti a noi di circa 4 miglia.

Alle prime luci del secondo giorno il vento diminuisce nuovamente e si allarga parecchio. Armiamo ancora una volta il gennaker e andiamo all'inseguimento dell'americano. Dopo un paio d'ore e ormai a sole due miglia dal nostro diretto avversario, il moschettone della scotta si apre improvvisamente (per motivi che rimarrano ignoti nella storia) e il gennaker, libero come una bandiera, si incaramella più volte attorno allo strallo di prua. Emergenza a bordo. Turni o non turni, tutto l'equipaggio si proietta in coperta per dare una mano. Dopo quasi un'ora di duro lavoro (credetemi) e con un paio di interventi un tantino spericolati (chi lo conosce capirà quello che intendo dire)... Gigi riesce a risolvere il problema, senza alcun danno per la vela. Si riparte col genova tangonato, ma "Danza" è nuovamente a 4 miglia.

Per tutto il giorno lo talloniamo rosicchiandogli metri su metri. Ci parliamo al VHF: si dichiara dispiaciuto per il nostro incidente della mattinata (beh, forse non tanto!) ed è felice di regatare con noi. Confessa onestamente di avere "smotorato" per tre ore dopo la partenza, assieme a tutti gli altri e ammette quindi di esserci debitore di una ventina di miglia guadagnate col gasolio. Al tramonto il vento cala ancora e la nostra velocità diminuisce drammaticamente (ma anche quella di "Danza"). Sappiamo che gli altri nostri "sportivi" avversari hanno nuovamente attaccato le macchine e stanno riguadagnando terreno. Infatti: mentre scrivo gia' almeno una decina di barche ci sono a ridosso e ci supereranno nelle prossime ore. Cosa possiamo fare? Non ci resta che sperare nuovamente nel vento e nell'ennesima rimonta.

Il nostro amico-nemico "Danza" è adesso a un miglio e mezzo, ma è anche una ventina di tonnellate più leggero di noi e il vento è debole, troppo debole...

Vi farò sapere!!


Irene

Skipper di Adriatica

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