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Turistipercaso, maggio è il mese delle oasi! Come ogni anno, gli amici del WWF ci ricordano tutti i rischi a cui è continuamente sottoposto il patrimonio naturale italiano, fatto di specie rare, habitat meravigliosi e servizi naturali indispensabili alla nostra vita. Qua tra cemento, bracconaggio, sfruttamento indiscriminato delle risorse, inquinamento e compagnia bella rischiamo grosso! Rischiamo di rinunciare a quello che in teoria è un bene comune inalienabile. Pensate che su 8 mila chilometri di coste italiane, solo il 30% può dirsi oggi in un adeguato stato di naturalità. Sosteniamo il WWF e impegniamoci direttamente per preservare intatta la nostra natura, un'oasi per volta!

Negli ultimi cinquant'anni il WWF è riuscito a salvare sul campo 37.000 ettari di natura, creando più di 100 Oasi in tutta Italia, protette e aperte al pubblico. Ce ne sono in tutte le regioni, un parco nazionale diffuso dove si fa conservazione, educazione ambientale, ricerca scientifica e agricoltura biologica. Il giorno giusto per scoprire e visitare quelle più vicino a voi è il 19 maggio, annuale appuntamento con la Giornata delle Oasi: oasi aperte gratuitamente in tutta Italia con iniziative per tutte le età. Si esplorano zone umide e boschi, si avvistano cervi e caprioli, fenicotteri e anatre selvatiche, si va sulle tracce di lontre e lupi, si costruiscono nidi, si fotografano fiori e farfalle, si liberano rapaci e tartarughe marine curati nei centri WWF, si seguono percorsi sensoriali e poi spettacoli, concerti tradizionali, pic-nic, mercatini biologici. Info e programmi su www.wwf.it/oasi.

 

CONTRIBUISCI A CREARE DUE NUOVE OASI

Nel frattempo è già attiva e continuerà fino al 26 maggio una campagna di raccolta fondi del WWF per mantenere questo patrimonio e creare due nuove oasi: potete contribuire con sms e telefonate solidali al numero 45506, per la realizzazione di una Casa per l’Orso in Trentino e di una spiaggia sostenibile in Sardegna.

In Trentino, tra le montagne dell’Adamello-Brenta, il WWF vuole creare una nuova “Oasi per l’orso”, dove questo animale simbolo delle nostre montagne -di cui restano meno di 100 esemplari in tutta Italia- può trovare la frutta di cui si nutre e girovagare lontano da ogni minaccia. L’area si trova lungo il torrente Sporeggio, uno dei più selvaggi della regione, circondato da salici e ontani, uno dei siti di alimentazione degli ultimi esemplari di orso bruno delle Alpi.

In Sardegna il WWF vuole promuovere un'iniziativa nel nord dell’isola, lungo uno dei tratti di costa più selvaggi e meglio conservati. Per proteggerlo per sempre e aprirlo a un turismo responsabile e non invadente, modello da esportare per godersi il mare nel rispetto della natura.

Gli SMS al 45506 valgono 2 euro da cellulari personali TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Noverca, le telefonate 2 o 5 euro chiamando da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.


COSA FANNO LE OASI DEL WWF

Se non ci fossero state le Oasi, avremmo perso pezzi straordinari del nostro patrimonio naturale che oggi sono bene comune di tutti gli italiani. Gli antichi boschi costieri di Macchiagrande e Foce dell’Arrone, ritagliati nel cemento del litorale romano, sono al sicuro. Gli Stagni di Focognano, a due passi da Firenze, hanno vinto gli attacchi urbanistici e il degrado della Piana Fiorentina. Al posto delle falesie gessose di Torre Salsa, in Sicilia, ci sarebbe un centro di villeggiatura vista mare. Al posto dei candidi cumuli di sale e rosei fenicotteri delle Saline di Trapani, un’area industriale. Al posto del Lago di Burano, paradiso dei birdwatcher all’Argentario, o della prima valle da pesca protetta a Valle Averto, nella Laguna Veneta, ci sarebbero ancora riserve di caccia. Specie simbolo come il cervo sardo, la lontra, il camoscio appenninico, il tritone alpestre o la gallina prataiola, grazie anche alle Oasi, si sono salvate dall’estinzione, mentre farfalle, anfibi, rettili e centinaia di uccelli acquatici o migratori ci vivono al sicuro, così come tante specie di piante, anche rare e secolari.

Nei Centri di Recupero vengono curati migliaia di animali ogni anno, che spesso tornano liberi. Dalle Oasi sono nati parchi nazionali, come quello della Majella o dei Monti Picentini. Altre sono polmoni verdi per le città, come Vanzago a Milano, Cratere degli Astroni in piena Napoli o Ripa Bianca di Jesi. Molte, come Monte Arcosu, Bosco Rocconi, Bosco Foce dell’Arrone, sono nate proprio grazie a campagne di raccolta fondi come questa. Ogni anno circa 400.000 persone, di cui due terzi sono giovani e scolaresche, le frequentano. Ma le minacce continuano e serve un’azione quotidiana per combatterle: nell’Oasi di Penne, in Abruzzo, si erano già aperti i cantieri per una strada, l’Oasi di Vanzago è interessata da un piano cave, a Orbetello aleggia lo spettro di nuove infrastrutture, incendi estivi e cambiamenti climatici colpiscono boschi e ambienti preziosi, e in molte zone i bracconieri sono ancora in agguato.

 

Partecipate il prossimo 19 maggio alla giornata delle Oasi e magari anche al contest fotografico organizzato da Repubblica.it "Sos natura da salvare": fino al 26 maggio inviate le vostre foto di natura a fotolettori@repubblica.it, saranno pubblicate sul sito e le 10 migliori riceveranno la maglietta del WWF!

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