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L'intervista a Cino Ricci
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L'intervista a Cino Ricci
L'intervista a Cino Ricci



Milano, Giovedì 12 Marzo 2009, ore 01:00

L'intervista a Cino Ricci

di Syusy Blady

Syusy Blady: Cino Ricci: grande navigatore, esperto di cose del mare. Parliamo dei Popoli del Mare, che nel 1200 a.C. distrussero tutto: persino l'Egitto trema al loro cospetto. Ma allora che storia ha il Mediterraneo?

Cino Ricci: Ha una storia complicata, come giustamente fai notare. I Popoli del Mare sono arrivati ovunque, facendo dei gran macelli. Le popolazioni locali cercavano di difendersi con queste mura colossali di cui ancora si trovano resti, e che anche tu hai visto. Io dico che qualcosa c'è rimasto, perché da quei popoli fino al "periodo della grande vela", nel 1800, anche noi eravamo un popolo del mare. Poi c'è stato un blackout negli ultimi cento anni che ci ha fatto dimenticare chi eravamo. Però non hanno solo distrutto, hanno anche portato e costruito: dal mare arrivano le idee, arrivano concetti come la democrazia; perché in barca siamo davvero tutti uguali: c'è il comandante, ma tutti dobbiamo sgottare, sennò andiamo al fondo!

Syusy: Quindi la democrazia ateniese in qualche modo viene dal mare...

Cino: E' sicuro: questo è certo. Arrivarono anche i popoli nordici, che ci hanno portato via le donne, le risorse... ma hanno anche importato conoscenza. Inoltre alcuni di noi hanno sempre qualcosa nel loro DNA dei popoli del mare, che viene fuori ancora oggi!

Syusy: Ma l'Italiano, che dovrebbe essere leader, in mare, perché è invece così arroccato a terra? In fondo anche Cristoforo Colombo era un emigrante...

Cino: Perché nel momento in cui venivano fatte le grandi conquiste, le grandi scoperte da Francia, Spagna... noi eravamo qui a farci la guerra fra i Comuni perché la pecora di tizio mangiava l'erba di caio... Non c'era un Signore, un Re, che pagasse, che finanziasse delle spedizioni...
E se guardiamo al secolo scorso... Nel 1940, quando io ero ancora un ragazzino, c'era una altissima percentuale di analfabeti: io per leggere Darwin ho dovuto aspettare di avere l'età della ragione e comperarmelo, il libro! Quindi eravamo talmente ignoranti che non ce l'avevamo proprio, una spinta verso la cultura del mare...

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