|
Ribera (Ag), Giovedì 13 Settembre 2007, ore 01:00
La scoperta di Empedocle
Un vulcano sottomarino attivo grande quanto l'Etna nel Canale di Sicilia, di fronte alle coste agrigentine. È l'eccezionale scoperta che un team di ricercatori ha fatto la scorsa estate grazie alle intuizioni, agli studi e all'attività subacquea di Domenico Macaluso (nella foto).
Medico chirurgo di professione, sub e archeologo per passione, il dottor Macaluso vive e lavora a Ribera (Ag) e sposa all'attività in sala operatoria una vastissima attività di ricerca in mare.
Mi accoglie nella sua casa di Seccagrande (borgata estiva di Ribera), dalla cui terrazza si domina proprio il tratto di mare in cui dorme il vulcano. "Vedi - dice - è proprio lì di fronte, a una cinquantina di chilometri dalla costa" e mi indica un punto all'orizzonte. Empedocle, lo hanno battezzato, e lui ne parla con l'amore di un padre per un figlio troppo irrequieto che non smette mai di intrigarlo e stupirlo.
Alle pareti sono appese le tracce di tante ricerche in mare: conchiglie, quadretti, piccoli pezzi di relitti, pagine di libri incorniciate, ricordi strappati all'oblio del mare per essere poi esposti al suo cospetto. Tante pietre, soprattutto nere, riempiono vasi e angoli della terrazza: sono pietre pomici, mi spiegherà, e l'hanno aiutato a capire che là, verso l'orizzonte, il vulcano reclamava attenzione.
La scoperta è stata raccontata in “Caccia al Vulcano”, documentario con la regia di Tullio Bernabei. Andato in onda su National Geographic Channel ad agosto, ha vinto il primo premio al Festival del Documentario Scientifico delle Università di Roma 2007.
|