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Cagliari, Giovedì 23 Marzo 2006, ore 01:00
Diario di Bordo 14/3
Il primo diario di bordo da Adriatica
Per ora tutto bene. I compagni di viaggio sono fantastici. i ragazzi del nautico si sono ambientati benissimo e hanno subito preso il ritmo. Altrettanto ha fatto Riccardo (Fantera), il VpC nostro lettore che si é iscritto a questa tappa. Partecipa a tutte le attività di bordo e ci rallegra con la sua simpatia e il suo accento laziale: é della provincia di Viterbo.
Dopo una partenza movimentata e con qualche problema (ho dovuto issare Andrea in testa d'albero a poche miglia dalla partenza a causa di una drizza che si era incattivata - attorcigliata - in alto e impediva al genoa di arrotolarsi e srotolarsi) il forte mare di traverso ci ha accompagnato fino davanti a Bastia, in Corsica. Poi l'onda si é abbassata e la burrasca ha girato in poppa calmandosi un po' per la prima notte di navigazione. All'alba eravamo davanti alle bocche di Bonifacio, che attraversavamo da nord a sud (da Porto Vecchio verso Porto Cervo). Lì il vento ha girato a ovest e rinforzato oltre i 40 nodi. Con la sola trinchetta (una vela di prua di superficie ridotta) navigavamo a quasi 9 nodi: un record per Adriatica.
Divisi in tre turni di guardia mano a mano abbiamo quadagnato verso sud, costeggiando la splendida costa orientale della sardegna: Caprera, Porto Rotondo, Olbia, Tavolara, San Teodoro e poi il golfo di Orosei, che non mancando alla sua fama, ci ha accolto con una buriana a 45 nodi abbondanti. Il mare era bianco di schiuma e il cielo grigio scuro. Dal Gennargentu scendeva aria gelida e una cortina di pioggia (poi si é rivelata grandine!) ci inseguiva. Un salto di vento e in pochi minuti era sopra di noi, per non abbandonarci che a poche miglia da Arbatax. Da Cagliari ci avvisavano di non provare neppure a passare la punta a Sud est dove il vento superava i 60 nodi. La partita di calcio era stata sospesa e un traghetto aveva rotto gli ormeggi. Si imponeva la decisione di riparare per la notte ad Arbatax, dove Lucio, un nostro vecchio amico, ci ha accolti sul suo pontile. La Capitaneria di Tortolì ci aveva seguito via radio per tutta la parte finale della navigazione, con appuntamenti ad ogni ora per verificare la nostra situazione.
Una navigazione molto impegnativa. Una vera prova del fuoco (anzi... dell'acqua!) per tutti noi. Ma tutto é stato perfetto. L'equipaggio, la barca, lo spettacolo della natura scatenata intorno e sopra di noi. Beh, alle 21.00 eravamo ormeggiati e alle 22.00... gustavamo una splendida pizza al calduccio dopo tanto freddo.
Insomma Adriatica ha voluto subito dimostrare le sue qualità di barca d'altura.
(In foto, Adriatica ormeggiata ad Arbatax, ndr)
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